SPECIALE ESERCITAZIONE “MANGUSTA 2018”. Il Generale Rodolfo Sganga, Comandante Brigata Paracadutisti “Folgore”: “Interoperabilità, il grande valore della collaborazione tra Eserciti alleati”

Di Giusy Criscuolo

Siena (dalla nostra inviata). All’urlo orgoglioso di “Folgore” in chiusura dell’Esercitazione “Mangusta 2018”, ieri, è seguito un momento di alto valore. Il Generale di Brigata Andrew M. Rohling comandante della 173^ Brigata Aviotrasportata USA e vice comandante dell’Esercito americano in Europa ha conferito al Generale di Brigata Rodolfo Sganga, comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore” un rarissimo e importantissimo riconoscimento dalle Forze Armate statunitensi, la “Legion of Merit” (LOM).

I Generali Sganga e Rohling

Questo riconoscimento è un premio militare delle Forze Armate degli USA che viene dato per condotta eccezionalmente meritoria nell’esecuzione di servizi e risultati eccezionali. La decorazione è generalmente rilasciata ai membri dei sette servizi in divisa degli Stati Uniti, nonché a figure militari e politiche di alto livello e meritevoli appartenenti a governi stranieri.

In questo caso, la citazione di Publio Siro. drammaturgo romano del I secolo a.C., non poteva essere più azzeccata “Il valore dei soldati è posto nella capacità del comandante”.

Quello che per i nostri parà, fa parte di un addestramento quotidiano, per i fratelli americani è una peculiarità delle Forze speciali. Da anni per il protocollo NATO, le esercitazioni che i singoli Eserciti facevano in autonomia, ad oggi sono diventate le più grandi esercitazioni congiunte con truppe e mezzi aviotrasportati. Il fulcro dell’esercitazione è l’interoperabilità delle forze di pronto intervento, che hanno il compito di dimostrare la capacità dell’Alleanza Atlantica, di poter intervenire in qualsiasi parte del globo, in cui la presenza della NATO è richiesta. Il tutto nell’arco di 96 ore, tempo necessario per il dislocamento delle Forze congiunte e per la creazione di un posto di comando avanzato, che replica sul terreno tutte quelle di comando.

L’esercitazione federata è un concetto di interazione tra varie esercitazioni su uno stesso scenario operativo ipotetico e di assoluta fantasia. Durante l’addestramento, deve esserci unità di tempo e si deve agire su una stessa time line di operazioni in diversi luoghi italiani. Luoghi questi che, per un lasso di tempo, vengono proiettati su questo ipotetico Teatro operativo.

Quale migliore occasione, per chiedere al Generale Rodolfo Sganga quale sia l’importanza dell’interoperabilità prevista dal protocollo NATO.

“L’interoperabilità è fondamentale per noi – ha spiegato il Generale – La Brigata Paracadutisti ‘Folgore’ è l’unica unità dell’Esercito che è in grado di proiettare forze a distanze strategiche dalla madrepatria con brevissimo preavviso, grazie alla cooperazione solidissima che c’è con la 46° Brigata Aerea di Pisa -. C’è quindi un’interoperabilità tra i paracadutisti e l’aeronautica da questo punto di vista. Né gli uni né gli altri avrebbero senso da soli. In più, non c’è un contesto internazionale dove si prevede l’impiego di un singolo Paese. Ormai sono tutti impieghi di coalizioni o di alleanza. Pertanto, riuscire a creare questa interoperabilità, cioè la capacità di lavorare in maniera congiunta e strettissima tra diversi eserciti è fondamentale”.

Il Generale ha poi raccontato in maniera dettagliata ed esaustiva, da quanto dura il lavoro congiunto con le Forze statunitensi. “Da diversi anni abbiamo attivato il processo di interoperabilità con i paracadutisti statunitensi e siamo arrivati a livelli molto affini. La Mangusta 2018 sono la prova di questo livello di interoperabilità raggiunto. Noi sotto il loro comando, loro sotto il comando nostro.”

C’è dunque uno scambio anche di pratiche operative?

Assolutamente si! Il bello della vita militare è che non si finisce mai di imparare gli uni dagli altri. Più ci sono occasioni di lavorare in maniera congiunta e più ci si possono scambiare esperienze e più gli uni imparano dagli altri.

Ci sarà la possibilità di digitalizzare, in un prossimo futuro, questa esercitazione, come è avvenuto con la SIO 2018?

Non è un problema di quando ci sarà la possibilità di digitalizzarla. In realtà noi stiamo tenendo il livello di comando e controllo il più semplice possibile. Vogliamo che i nostri paracadutisti siano in grado di operare in un ambiente il più degradato possibile. Bastano una bussola ed una mappa.  Se siamo in grado di operare nelle condizioni peggiori possibili siamo in grado di introdurre la digitalizzazione in ogni momento. Se ci addestriamo solo su sistemi digitalizzati, quando sarà il momento di passare alle vecchie maniere, avremo grossissime difficoltà.

Quale sarà il paracadutista del futuro?

Questo che c’è adesso. Il paracadutista del futuro è addestrato fisicamente, è equipaggiato per potersi aviolanciare in qualsiasi parte del globo terracqueo ed è mantenuto ad un livello di addestramento costante. Il paracadutista per natura è pronto da essere impiegato anche questa notte.

I sistemi d’arma attuali coprono tutte le vostre necessità

Siamo contenti di quello che abbiamo. Tutto quello che abbiamo è interoperabile e viene utilizzato fino all’estremo. In tutti i contesti operativi in cui ci siamo trovati, non abbiamo mai avuto difficoltà. Per cui va bene così.

Tutto quello che è appartenuto a questa giornata, merita di essere ricordato, non solo per la preparazione e le abilità militari che sono state espresse durante l’esercitazione, ma anche per il bagaglio umano che riporto a casa. Ho avuto l’onore e il piacere di venire a contatto con una delle più belle realtà militari che abbiamo in Italia, ma la cosa che mi ha lasciata maggiormente colpita è che i vertici della “Folgore” ed i comandanti delle altre unità presenti hanno seguito con vivo e accorato interesse il lavoro dei propri uomini.

Sentire utilizzare dai comandanti la parola “ORGOGLIO” riempie anche noi civili di infinita stima e fiducia nei confronti di una realtà come quella della “Folgore”.

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