SPECIALE GRANDE GUERRA: Centenario della Liberazione di Udine con il Reggimento Savoia Cavalleria

di Lia Pasqualina Stani

Udine – Per il Centenario della Liberazione della città da parte di pattuglie del Reggimento Savoia Cavalleria, il comandante del reggimento Savoia Cavalleria insieme al sindaco, al prefetto e al comandante delle Forze operative Terrestri di supporto,il Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Nicola Tota, hanno onorato il ricordo di tutti i caduti del Primo conflitto mondiale deponendo una corona di alloro al monumento ai caduti in Piazza della Libertà.

12 Centauri di Savoia Cavalleria

Per ricordare la pattuglia entrata in Udine il 3 novembre 1918, 12 Centauri di Savoia Cavalleria hanno ripercorso le stesse strade che videro cento anni fa, protagonisti i cavalieri di Savoia, che con alla testa il tenente Baragiola sono entrati nella capitale del Friuli a bordo delle motociclette in dotazione al Reggimento.

Ad attenderli oltre agli udinesi e alle autorità anche la Professoressa Del Din, medaglia d’oro al Valor militare.

Professoressa Del Din, medaglia d’oro al Valor militare.

Il picchetto di lance con le elegantissime mantelle che con i colori del reggimento, ha fatto riaffiorare il ricordo di quei momenti importanti per la città friulana.

Il comandante del Reggimento nel suo discorso, nel ricordare come Savoia Cavalleria sia l’unico Reggimento di Cavalleria paracadutisti dell’Esercito Italiano, ha ribadito come la via tracciata dai 650.000 Caduti per la Patria continui ad essere per ogni soldato, riferimento assoluto e costante.

Il generale di corpo d’armata Giuseppe Nicola Tota ha elencato i fatti dell’ottobre del 1917, che nella battaglia di ritirata di Caporetto, posero le basi della vittoria del 4 novembre 18. Ha ricordato i mille arditi che difesero eroicamente Udine, le battaglie di Cividale, val Resia, Torre, Pozzuolo, Mortegliano, Codroipo, Flambro, Cornino, Ragogna, Clauzetto. Tante furono le battaglie di retroguardia che consentirono all’esercito e alla popolazione in fuga, un ripiegamento ordinato dietro la linea del Piave, Quelle battaglie furono il preludio della Vittoria del 4 novembre del 1918.

Il generale ha sottolineato la necessità di ricordare il senso del dovere e del sacrificio dimostrato in quella pagina gloriosa della nostra storia nazionale, per mostrare un esempio alla future generazioni. Il generale ha concluso ricordando che proprio dalla data del 4 novembre si raggiunse un senso diffuso di identità nazionale e che in quel frangente storico il popolo italiano diede la massima prova di coesione civile.

Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Nicola Tota

«Al trivio di Paradiso era l’ultima resistenza. Il nemico era protetto da fitte siepi di mitragliatrici e spazzavano la strada. In un attimo fu deliberato l’assalto, fu deliberata la carica. Il fante cercava di superare il cavaliere, il cavaliere portava in rotta la potenza del fante; mai tanta fraternità d’armi fu più gloriosa. L’ora scoccò. Il vinto alzò bandiera bianca. I nostri morti coprivano la polvere, coprivano l’erba. Per manifestare quel che oggi i sepolcri domandano e comandano al popolo italiano, mi basta di evocare gli Eroi di Paradiso» così scriveva D’Annunzio dell’ultimo fatto d’armi della Grande Guerra, là dove sono caduti gli ultimi soldati.

Grande partecipazione popolare e da parte delle autorità locali, dei sindaci dei comuni limitrofi, del Presidente della Regione e delle scolaresche.

Corona di alloro al monumento ai caduti in Piazza della Libertà.

Presenti anche Bersaglieri ciclisti in uniforme della Prima Guerra Mondiale, uno Squadrone Lancieri di Montebello montato in uniforme della Prima Guerra Mondiale. Alla cerimonia non potevano mancare i rappresentanti della Repubblica d’Austria e della Repubblica d’Ungheria, il comandante del Reggimento Savoia Cavalleria, il comandante dei Lancieri di Novara, il comandante della Pozzuolo del Friuli, ed ovviamente il Generale del Corpo d’Armata Giuseppe Nicola Tota.

Il nome Paradiso non è casuale, è il luogo dove in quel fatto d’armi persero la vita italiani e austroungarici, tumulati in un primo momento nel cimitero di Paradiso, dove sono ancora presenti, ma è anche il luogo dove è iniziata la pace.

 

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