SPECIALE GRANDE GUERRA: a Trieste sbarcano i Bersaglieri

di Lia Pasqualina Stani

    È la mattina della festa di Tutti i Santi quando il 39° battaglione dell’11°Reggimento Bersaglieri inizia la marcia verso Treviso per poter arrivare allo scalo marittimo di Venezia. Bisognava fare molta attenzione, in mare c’erano molte mine: alla sera del 2 novembre 1918 vennero imbarcati, ma il segreto della destinazione cedeva e si confermava che la rotta fosse proprio Trieste.

Con il 10° battaglione del 7° reggimento della seconda brigata bersaglieri, la sera del 3 novembre 1918, i bersaglieri del 39° battaglione, alla vigilia dell’Armistizio di Villa Giusti, prendono ufficialmente possesso della città di Trieste.

Il reggimento di formazione si dirige verso la caserma Oberdan. Sulle note della “ragazza di Trieste” la città era libera tra la folle festante e la Fanfara in testa. Nella piazza “Unità d’Italia” con tutti gli altri reparti, i carabinieri e i marinai, i bersaglieri iniziano la rivista generale.

Lucilla Luzzato, Maria Schiller, Nerina Slataper, Bianca Stuparich, le signore del “quartetto del fiore” avevano cucito e ricamato in quei tre anni di guerra un tricolore che venne donato proprio ai bersaglieri.

Alle 18.39 del 3 novembre senza discutere gli Austriaci firmano la resa che andrà a valere dalle 15 del 4 novembre. Un tempo necessario per comunicare ai sottoposti la notizia e le disposizioni. Uno squillo di tromba segna la fine ufficiale del conflitto.  Soldati che salgono sul tetto dei vagoni dei treni in partenza, molti muoiono soffocati in galleria o decapitati. Per essere più veloci abbandonano gli armamenti pur di raggiungere la nuova patria. Molti prigionieri italiani lasciano gli ex campi di prigionia ed altri prendono d’assalto la popolazione alla frontiera per rubare cibo e animali soprattutto. Numerose le risse con i carabinieri costretti a calmare la folla dei vinti.

Quando fu firmato l’armistizio di Villa Giusti, su 360.000 soldati catturati dalle truppe italiane tra tedeschi, austriaci, ucraini, romeni, polacchi, slovacchi e cechi, circa settemila italiani indossavano l’uniforme austriaca.

Alle ore 12 del 4 novembre 1918, Diaz rilascia il bollettino di guerra n.1268. la Germania cede l’11 novembre. La Grande Guerra era davvero finita.

Per il Centenario della Redenzione di Trieste per celebrare lo sbarco dei Bersaglieri, nella giornata odierna la città ha vissuto la corsa dei bersaglieri come una corsa verso la libertà, conquistata proprio cent’anni fa. Trieste era l’ultima tappa da conquistare per conquistare l’unità nazionale.

Un Plotone del reggimento “Piemonte Cavalleria(2°)” agli ordini del capitano Simone Redaelli durante la cerimonia dell’alzabandiera solenne a Trieste.

 

Tra il 1915 ed il 1918, impiegato come fanteria di linea, il Reggimento, alle dipendenze della Divisione Speciale Bersaglieri sul fronte dell’Isonzo (zona di Plezzo) subisce gravi perdite.

Nel 1917, schierato sulla sinistra dell’Isonzo, spesso in prima linea, partecipa a tutte le azioni della Brigata, guadagnando la Medaglia d’Argento e la citazione sul Bollettino del Comando Supremo per il valoroso comportamento sull’ Hermada. Nuovamente decimato da duri combattimenti sostenuti nello stesso settore, il Reggimento partecipa col consueto valore al contenimento dell’avanzata nemica nell’ottobre-novembre 1917, difendendo una testa di ponte sul Piave, a Vidor.
Ritirato nelle retrovie per il riordinamento, nel 1918 sempre nell’ambito della sua Brigata, viene schierato prima sul Piave e poi sull’Altopiano di Asiago. A disposizione del XIV Corpo d’Armata durante la battaglia di Vittorio Veneto, il Reggimento si imbarca insieme al 7° Reggimento. Bersaglieri. a Venezia per sbarcare il 3 novembre a Trieste, dove le accoglienze entusiastiche della popolazione compensano i bersaglieri di ben quattro anni di sanguinosi sacrifici.

Cerimonia dell’alzabandiera a Trieste

Dalla rievocazione dello storico sbarco alla Staffetta del Tricolore verso piazza dell’Unità per il discorso del Prefetto, all’Alzabandiera solenne della città di Trieste fino all’esposizione della Bandiera sul Campanile di San Giusto.

Nel pomeriggio una compagnia dell’11° reggimento Bersaglieri ha reso gli onori all’ammaina bandiera in memoria dei soldati italiani che proprio il 3 novembre 1918 sbarcarono a Trieste alla fine del 1° conflitto mondiale.

Trieste sarà il cuore delle celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, che quest’anno assume un significato più concreto per il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

Autore