Stati Uniti, due anni di amministrazione Trump. In attesa delle elezioni di medio termine

Di Pierpaolo Piras

Washington. Alla scadenza del mandato di Barack Obama, Donald Trump ha giurato a mezzogiorno del 20 gennaio 2017 diventando il 45° Presidente degli Stati Uniti, prevalendo sulla rivale, la senatrice Hillary Diane Rodham Clinton del Partito democratico.

Il Presidente americano Donald Trump

Il bilancio di questi ultimi due anni della sua presidenza, è fatto di luci ed ombre.

Il Presidente della nazione più potente del mondo, gli Stati Uniti, è nei primi posti nei giudizi circa il suo operato. Donald Trump non fa eccezione, anzi, lo è maggiormente per la sua personalità così fiera e reattiva verso i numerosi avvenimenti che accadono in patria e nel mondo.

Nel 2016, The Donald ha iniziato la propria campagna elettorale con gli argomenti classici del liberal-conservatorismo americano basati sull’enfasi del liberalismo economico, l’isolazionismo in politica internazionale e commerciale (protezionismo con i dazi). E poi, la strenua difesa sia della persona che della proprietà privata.

I toni verbali sono stati, e sono tuttora, quelli avversi al multiculturalismo, all’egualitarismo, all’immigrazione illegale, al fiscalismo (come la riduzione delle tasse) e la strenua difesa delle frontiere USA dagli ingressi clandestini.

L’inizio del mandato del Presidente ha caratterizzato controverse ma immediate disposizioni esecutive come il ritiro degli USA dal Partenariato Trans-Pacifico (TPP) un trattato tra nazioni della macroarea commerciale rivierasca dell’Oceano Pacifico e frequenti quanto accese polemiche (mai sopite) con i principali quotidiani nazionali, colpevoli secondo Trump di pubblicare false notizie (fake news) sul suo operato.

Ha realizzato alcuni importanti obiettivi, promessi in campagna elettorale, come un sensibile taglio fiscale di 1,5 trilioni di dollari, l’aumento dell’occupazione di 182 mila unità al mese nel 2017 e 208 mila al mese nel 2018, rispettando la promessa di 25 milioni di posti di lavoro in dieci anni.

Non sono mancati la nomina di due giudici: Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh, nella Corte Suprema.

Brett Kavanaugh giudice della Corte Suprema

In politica estera, Trump ha reso gli USA più costruttivi rinegoziando gli accordi commerciali NAFTA con Canada e Messico e quelli con la Cina a favore dell’industria nazionale e degli workers, così tanto corteggiati in campagna elettorale.

Ha intensificato gli attacchi militari in Iraq e Siria con sostanziale perdita delle roccaforti dell’ISIS.

Superando le ambiguità della politica estera statunitense degli ultimi decenni, la sede dell’ambasciata USA è stata spostata da Tel Aviv a Gerusalemme. Mentre l’indomito Kim Jong Un , Presidente della Corea del Nord, è stato costretto ad un negoziato di successo.

Ma Trump ha anche fallito alcuni propositi come la costruzione di un muro al confine con il Messico, a spese di quest’ultimo. Di fatto non figurano neanche le somme necessarie alla sua edificazione.

L’arresto di un gruppo di clandestini al confine tra USA e Messico

Con suo rammarico non è riuscito nel compito, forse, più arduo: abolire l’Affordable Care Act piu noto come “Obamacare”. Ovvero il servizio sanitario nazionale americano, riformato da Barack Obama nel 2010, con il quale le cure sanitarie furono estese ad ulteriori 30 milioni di americani, con l’obbligo per le assicurazioni di garantire le cure al cittadino .

L’amministrazione Trump avrebbe dovuto sostituirlo con una sorta di “Trumpcare”, risultato poi oneroso quanto il precedente ed apertamente criticato anche da numerosi suoi sostenitori.

E nelle imminenti elezioni di medio termine (midterm) avverrà la verifica maggiore dell’operato politico dell’amministrazione in carica. Secondo i sondaggi i Repubblicani manterrebbero l’attuale maggioranza alla Camera dei Rappresentanti mentre invece, anche stavolta, le maggiori incertezze vertono sul risultato del Senato, dove il partito del Presidente ha una maggioranza molto risicata,

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