Stoltenberg a Roma: «Italia valido alleato della Nato»

Roma. Parola d’ordine «cooperazione». L’Italia crede, infatti, «fermamente nell’Alleanza Atlantica come pilastro della sicurezza europea e internazionale», «ha investito moltissimo in essa sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista finanziario e continuerà a farlo» e la Nato considera l’Italia «un valido alleato che riveste un ruolo essenziale nell’ambito della sicurezza dell’Alleanza». La visita romana del Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, –arrivato domenica scorsa nella Capitale dove ha incontrato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta – sembra aver riportato l’armonia dopo lo scambio di battute della scorsa settimana.

L’incontro tra il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.

In seguito all’apertura del neo presidente del Consiglio alla Russia, in occasione del suo debutto al G7 in Canada, Stoltenberg aveva, infatti, mostrato alcune resistenze ribadendo l’importanza delle sanzioni economiche e la necessità che Mosca cambi comportamento prima che siano rimosse. Una questione che, a poche settimane dal Consiglio europeo di fine giugno, dove l’Italia potrebbe esprimere il proprio veto al provvedimento, il Segretario generale dell’Alleanza è venuto a chiarire di persona. Durante la visita, che si inserisce negli incontri preparatori al Vertice dei capi di Stato e di Governo della Nato, previsto per l’11 e 12 luglio prossimi, sembra, tuttavia, che la questione sanzioni sia stata risolta, o meglio, diplomaticamente aggirata superando l’impasse. Al termine dell’incontro di ieri mattina a Palazzo Chigi, Conte e Stoltenberg nelle loro dichiarazioni alla stampa, in riferimento alla Russia hanno entrambi utilizzato la definizione di «approccio a doppio binario», sancita in occasione del Vertice Nato di Varsavia del 2016. Parlando del «delicato e complesso tema dei rapporti con la Russia» Conte ha, infatti, sottolineato che l’Italia conferma ed è fautrice dell’approccio adottato dalla Nato dopo la crisi ucraina del 2014 che prevede «fermezza sui principi e deterrenza contro la loro violazione da una parte ma dialogo dall’altra». «Una linea – ha affermato Conte –che speriamo di vedere costantemente attuata nelle relazioni Nato-Russia, in particolare continuando a promuovere le missioni del Consiglio Nato-Russia e a rendere più costante e incisiva la comunicazione fra i vertici militari anche al fine di evitare malintesi e potenziali escalation». Il premier ha, inoltre, sottolineato il «ruolo essenziale di Mosca in molti teatri di crisi internazionali» che rende il suo coinvolgimento «fondamentale per giungere a quelle soluzioni politiche che di tali crisi rappresentano l’unica via d’uscita realistica e durevole». A proposito delle sanzioni, il cui ritiro, lo ricordiamo, è uno dei temi inseriti nel contratto di governo Lega-M5S, Conte ha affermato che «la fermezza e le misure restrittive, quando necessarie, devono comunque essere solo uno strumento all’interno di un quadro complessivo di azione e non possono mai divenirne un fine né devono deprimere lo sviluppo di sane e feconde relazioni fra le società civili». Un invito che il premier ha rivolto alla Nato, esortandola, pur nell’attuale complessa fase di relazioni con la Russia, «a dare il suo contributo per lanciare alla controparte, istituzionale e non, messaggi di apertura al dialogo e alla reciproca comprensione nel muto interesse alla stabilità e alla sicurezza europea e internazionale». Da parte sua Stoltenberg non si è dilungato sulla questione, limitandosi ad affermare, riguardo alla dicotomia deterrenza/dialogo che «la Nato sta facendo progressi su entrambi i binari».

«HUB PER IL SUD OPERATIVO ENTRO LUGLIO».

Durante gli incontri di Stoltenberg a Roma, grande attenzione è stata posta alla crescente rilevanza del fianco Sud dell’Alleanza. «L’impegno della NATO deve porre attenzione al fianco Sud da dove provengono importanti sfide per l’Alleanza, a partire dal terrorismo» ha affermato il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, durante il colloquio con il Segretario Generale Stoltenberg, ricevuto ieri mattina a Palazzo Baracchini. Un concetto già espresso domenica scorsa nell’incontro con il ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi che ha sottolineato, ricevendo assicurazioni dal Segretario Generale dell’Alleanza, l’importanza dell’impegno della Nato a Sud, auspicando che al prossimo vertice di Bruxelles venga riaffermato l’approccio della Nato per una sicurezza a 360 gradi e non venga trascurata la proiezione di stabilità verso il fianco Sud da dove provengono importanti sfide per l’Alleanza, a partire dal terrorismo. Un tema che è stato al centro dell’incontro di Stoltenberg a Palazzo Chigi. «Riteniamo naturale che il nostro Paese – ha affermato Conte – possa svolgere sempre più un ruolo chiave, soprattutto per la sicurezza e la stabilità sul cosiddetto fianco Sud dell’Alleanza: quell’arco di instabilità che si estende, ormai, quasi senza soluzione di continuità dal Mediterraneo al Medio Oriente. È da qui che provengono, attualmente, le minacce più dirette alla sicurezza dei nostri cittadini: instabilità, terrorismo ed estremismo violento, traffici illegali di ogni genere, come la tratta di esseri umani e la proliferazione di armi. Ed è dunque su questa regione che l’Italia ha richiesto alla Nato di essere maggiormente concentrata con i suoi sforzi e con la sua attenzione». In quest’ottica Stoltenberg ha auspicato la piena operatività dell’hub per il Sud, inglobato nel Nato Joint Force Command di Napoli, entro l’inizio del Vertice di luglio. «L’hub per il Sud – secondo Stoltenberg – aiuterà a prevenire nuove crisi e conflitti evitando che aumenti il numero di coloro che fuggono verso le coste italiane». Sulla questione migratoria ha, inoltre ricordato che «la Nato contribuisce ad alleviare le crisi dei rifugiati e dei migranti in Europa anche in altri modi» sottolineando come l’Operazione Sea Guardian della Nato operi, nel Mediterraneo Centrale, a stretto contatto con l’Operazione Sophia dell’Unione europea. Stoltenberg ha, poi, annunciato che per monitorare e rispondere alle sfide emergenti in questa regione «sarà presto operativo in Sicilia anche un sistema di droni di sorveglianza d’avanguardia».

COOPERAZIONE NATO-UE

«Pensiamo che non si possa prescindere da una più intensa cooperazione tra la Nato e l’Unione europea nel Mediterraneo e altrove – ha sottolineato Conte –. Il rafforzamento della dimensione europea sulla sicurezza, che consideriamo una priorità, perderebbe, infatti, di senso ed efficacia al di fuori di un quadro di piena sinergia e complementarietà con gli esponenti e le forze di cui è dotata l’Alleanza Atlantica. Questo messaggio dovrà essere ribadito e speriamo verrà recepito con chiarezza al prossimo vertice. In questi anni sono state sviluppate molte interessanti attività di cooperazione pratica tra le due organizzazioni, ma ci aspettiamo dal vertice una ulteriore visibile presa di coscienza politica circa la centralità della loro collaborazione in ogni possibile circostanza nel comune interesse della sicurezza». Un tema, quello della cooperazione Nato-Ue che, nell’incontro con Stoltenberg, è stato sottolineato anche da Moavero con l’auspicio che al «Vertice di luglio venga adottata una dichiarazione congiunta Nato-Ue di forte spessore politico dato che le due Organizzazioni affrontano le medesime sfide di sicurezza. Un salto di qualità delle capacità di sicurezza e difesa da parte dell’Unione Europea può quindi rafforzare quella della Nato, in una prospettiva di complementarità e non di competizione».

IL CONTRIBUTO ITALIANO ALLE OPERAZIONI NATO

«L’Italia è un valido alleato della Nato e voi svolgete un ruolo essenziale nella nostra sicurezza dando un contributo a molte missioni Nato – ha affermato Stoltenberg –. In Afghanistan voi contribuite a formare le forze locali nella lotta contro il terrorismo internazionale e sono rimasto veramente positivamente colpito dalla professionalità e dalla dedizione dei militari italiani che ho incontrato ad Herat. Accolgo con favore il cessate il fuoco in Afghanistan che deve iniziare domani (oggi ndr) e faccio appello ai talebani a rispettare a pieno questo cessate il fuoco. Mi auguro che possa essere un primo passo lungo la strada verso una soluzione pacifica e durevole in Afghanistan. L’Italia guida anche le operazioni Nato in Kosovo e aiuta a controllare i cieli del Montenegro. Avete, inoltre, truppe dispiegate il Lettonia nell’ambito dello schieramento multinazionale e siete al comando della Nato high readiness joint task Force. Il vostro contributo è nell’interesse della sicurezza dell’Italia ed è importante per garantire la sicurezza di tutta l’Alleanza». Parlando delle operazioni future, Stoltenberg ha annunciato una nuova missione in Iraq. «Al Vertice di luglio faremo un ulteriore passo lanciando una nuova missione di addestramento in Iraq per aiutare gli iracheni a stabilizzare il loro Paese e prevenire un ritorno dell’Isis. Pianifichiamo anche di aumentare il nostro supporto agli altri partner in Medio Oriente e in Nord Africa, in paesi come la Giordania e la Tunisia dal momento che nella lotta contro il terrorismo la formazione delle forze locali è sicuramente uno dei nostri migliori strumenti». Conte ha sottolineato che «l’Italia, grazie al sostegno in vari teatri internazionali, è da tempo riconosciuta come un Paese fornitore di sicurezza sul piano globale e non intendiamo certo sottrarci a questa che definirei responsabilità e quindi ai nostri impegni di solidarietà e lealtà atlantica». Con riferimento a uno dei punti dell’ordine del giorno del Vertice, quello del raggiungimento nel 2024 di un maggiore equilibrio nel “burden sharing” tra i vari Stati membri dell’Alleanza in tema di risorse impegnate a livello nazionale per la difesa, il Ministro Moavero ha tenuto a ricordare come l’Italia, quinto contributore al bilancio della NATO, abbia profuso un grande impegno in termini di uomini, mezzi e risorse nelle operazioni Nato, quali quelle – per citare solo le maggiori – in Afghanistan e in Kossovo. Moavero ha inoltre sottolineato come oramai da un paio di anni le nostre spese per la difesa abbiano invertito il precedente trend negativo e come la tendenza alla crescita si vada consolidando. «Il Summit si concentrerà anche sui nostri progressi per un divisione più equa degli oneri all’interno dell’Alleanza» ha affermato Stoltenber sottolineando come «tutti gli alleati hanno iniziato a investire maggiormente nella Difesa e stanno aumentando le proprie capacità e i loro contributi alle missioni Nato».

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