Storia, le spoglie di Vittorio Emanuele III trasferite presto da Alessandria d’Egitto nel Santuario di Vicoforte (Cuneo)

Torino. Le spoglie di re Vittorio Emanuele III di Savoia saranno traslate nel Santuario di Vicoforte (Cuneo) e saranno collocate in un loculo accanto a quello in cui è stata accolta la salma della moglie, la regina Elena. Lo scrive l’ANSA, aggiungendo che è stato il rettore della basilica, don Meo Bessone a comunicarlo. Vittorio Emanuele III è oggi sepolto ad Alessandria d’ Egitto.

Vittorio Emanuele III, le sue spoglie saranno trasferite da Alessandria d’Egitto al Santuario di Vicoforte (Cuneo)

Morì il 28 dicembre 1947 in Egitto dove, con il titolo di “Conte di Pollenzo”, si era ritirato in esilio prima della consultazione referendaria. Si spense il giorno dopo la firma della Costituzione italiana che con la XIII disposizione finale avrebbe visto lo Stato avocare a sé i beni in Italia degli ex re di Casa Savoia e delle loro consorti.

La morte avvenne in una casetta della campagna egiziana e fu dovuta – come accertarono i medici – ad una congestione polmonare degenerata in trombosi. L’ex-sovrano ne soffriva ormai da cinque giorni. Spirò alle 14.20, dopo essersi sentito male un’ultima volta alle 4.30 del mattino. Le sue ultime parole furono: “Quanto durerà ancora? Avrei delle cose importanti da sbrigare”, frase che egli rivolse al medico accorso al suo capezzale dopo il sopraggiungere di una paralisi.

Il 23 dicembre aveva invece detto rivolto al proprio aiutante di campo, il Colonnello Torella di Romagnano: “Viviamo proprio in un bel porco mondo”. Queste parole si riferivano forse al fatto che aveva notato che nella corrispondenza, giunta dall’Italia per le festività natalizie, non c’erano alcune missive di personalità da cui, evidentemente, si aspettava gli omaggi.

La sua scomparsa limitò ogni avocazione al solo Umberto II. Il re d’Egitto Faruq dispose che il defunto avesse funerali a carattere militare. Il feretro fu disposto su un affusto di cannone e scortato da un’adeguata rappresentanza delle Forze armate egiziane.

I funerali di Vittorio Emanuele III

La salma di Vittorio Emanuele III fu salutata all’epoca delle esequie da 101 colpi di cannone. Per suo espresso desiderio sulla bara non furono deposti fiori. Chi volle onorarne la memoria, venne consigliato di seguire il suggerimento della Regina Elena, ovvero di beneficare con adeguate somme la comunità italiana di Alessandria d’Egitto.

Il suo regno durò 46 anni. In questo arco di tempo ci furono due Guerre mondiali, l’introduzione del suffragio universale maschile (1912) e femminile (1945), le prime importanti forme di protezione sociale, il declino e il crollo dello Stato liberale (1900-1922), la nascita e il crollo dello Stato fascista (1925-1943), la composizione della Questione romana (1929), il raggiungimento dei massimi confini territoriali dell’Italia unita, le maggiori conquiste in ambito coloniale (Libia ed Etiopia).

Vittorio Emanuele morì quasi due anni dopo la caduta del Regno d’Italia. Per la sua partecipazione alle due Guerre mondiali e la vittoria nella prima venne appellato dalla stampa propagandistica “Re Soldato” e “Re Vittorioso”

Per ora non si conosce la data dell’arrivo delle spoglie di Vittorio Emanuele III. In attesa che le sue spoglie vengano traslate, la cappella di San Bernardo resterà chiusa. Qui don Bessone ha celebrato la preghiera prevista dal rito delle esequie per l’arrivo delle spoglie della regina Elena.

La cappella è nota anche come mausoleo del duca Carlo Emanuele I, che vi è sepolto, e che sostenne l’inizio della costruzione del santuario tra il 1596 e i primi anni del ‘600.

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