Storia: nella battaglia di Dunkerque i prodromi degli scontri aerei tra britannici e tedeschi

Di Michela Chillemi

Roma “Dunkirk”, il film del 2017 co-prodotto, scritto e diretto da Christopher Nolan, racconta l’evacuazione di Dunkerque tra il 26 maggio ed il 4 giugno 1940.

Un momento della battaglia di Dunkerque

La pellicola è andata in onda, nei giorni scorsi, su Canale 5.

Sono due gli aspetti che abbiamo avuto modo di analizzare nel corso della proiezione: l’evacuazione dei soldati dal porto di Dunkirk. Ogni fotogramma racconta aspetti militari ed umani, le paure della morte, il dolore delle ferite, l’incapacità di reagire alle armi tedesche.

E il combattimento aereo. Il regista evidenzia, per tutto il corso della proiezione, le capacità aeree della Royal Air Force (RAF) britannica e della Luftwaffe (l’Aeronautica militare del III Reich).

Uno Spitfire britannico

I tedeschi basavano la loro capacità militare su formazioni autonome dotate di caccia, bombardieri.

La RAF, invece, era organizzata in “Comandi” in base alla funzione o ruolo, inclusi quelli combattente, bombardiere e costieri.

A partire dal 1940, la Luftwaffe non aveva pari in termini di efficienza e in termini organizzativi. Creata il 26 febbraio 1935, con Hermann Goring come comandante, ebbe un ruolo importante in tutto il secondo conflitto mondiale.

Nella battaglia di Dunkirk i tedeschi usarono l’Heinkel He 111 e lo Junkers Ju 87 – Stuka e il Messerschmitt Bf 110 Zerstörer.

Junkers Ju 87 – Stuka in volo

L’Heinkel He 111 era un bimotore ad ala bassa a W. E’ considerato uno dei bombardieri più rappresentativi della prima metà del conflitto a motivo della sua struttura moderna ma rivelatasi, quasi subito, vulnerabile a causa delle perdite di fronte agli attacchi provenienti dall’aviazione britannica durante la Battaglia d’Inghilterra.

Lo Junkers Ju 87 – Stuka è stato un bombardiere in picchiata monomotore con configurazione alare. Esso è considerato il più importante messo in campo dalla Luftwaffe.

Aveva infatti la capacità di dirigersi verticalmente verso l’obiettivo (di solito bersagli in movimento o di difficile inquadramento) e, una volta giunto vicino ad esso, sganciava una sola bomba.

Unica “pecca “dell’Aviazione tedesca è stata quella di essere stata progettata come un’arma da supporto alle truppe di terra.

Probabilmente, questo potrebbe essere stata una delle cause della decisione inaspettata di Hitler di arrestare l’avanzata tra il 24 e il 26 maggio 1940, in piena occupazione della Francia per ricacciare i britannici, i francesi e i belgi in mare, data anche la mancanza di approvvigionamento e di riserve.

Invece, la Royal Air Force (RAF) resasi indipendente a partire dal 1918, conobbe un periodo di espansione a partire dagli anni ’30, divenendo, insieme alla Marina, uno degli strumenti essenziali della potenza britannica nel mondo.

Essa, inoltre, permise l’evacuazione dei soldati fermi al nord della Francia, bloccando l’offensiva tedesca, grazie alla preparazione degli equipaggi e alla qualità dell’organizzazione, mettendo in campo alcuni dei migliori aerei da combattimento: l’Hawker Hurricane e il Supermarine Spitfire.

L’Hawker Hurricane, il primo caccia britannico moderno, fu l’aereo di combattimento più usato dalla RAF dotato di ben 8 mitragliatrici e, quindi, in grado di contrastare le ondate d’attacco provenienti dalla Luftwaffe.

Il Supermarine Spitfire, un caccia monoposto monomotore ad ala bassa, fu uno degli aerei che ha contribuito alla vittoriosa resistenza inglese all’aggressione tedesca.

Grazie ad essi, vennero abbattuti Heinkel He 111 e lo Junkers Ju 87 in occasione dell’evacuazione.

Da non dimenticare nel corso della battaglia aerea (25 maggio-5 giugno 1940) sui cieli di Dunkerque l’impiego dello Messerschmitt Bf 110 Zerstörer.

Un Messerschmitt Bf 110 Zerstörer

Gli Zerstörer incontrarono per la prima volta il caccia britannico Supermarine Spitfire. Epici scontri aerei si riproporranno nella celeberrima Battaglia d’Inghilterra (10 luglio-31 ottobre 1940)

Un osservatore britannico nel corso della Battaglia d’Inghilterra

Grazie ai mezzi aerei, l’evacuazione dal porto di Dunkirk, passato alla storia come “Operazione Dynamo” fu una grande spinta per il morale inglese.

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