Terremoto 2016, la Difesa costituisce un Task Group con il Genio dell’Esercito per rimuovere le macerie

Roma. ​Il Ministero della Difesa ha costituito un apposito Task Group composto da uomini e mezzi del Genio dell’Esercito, per intervenire, in concorso col Dipartimento della Protezione Civile ed in coordinamento con le altre amministrazioni dello Stato, nelle attività di demolizione, di rimozione e di trasporto delle macerie, nei comuni dell’Italia centrale colpiti dal terremoto un anno fa.

Un mezzo del Genio dell’Esercito pronto a rimuovere le macerie nelle aree colpite dal sisma del 2016

Ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) è attivo il primo nucleo di circa 100 militari, destinato ad operare nella provincia ascolana.

Nei prossimi giorni, i genieri dell’Esercito provvederanno alle demolizioni e al trasporto delle macerie verso l’area di stoccaggio individuata nel territorio del comune di Monteprandone (Ascoli Piceno). Successivamente, in base alle richieste che verranno formulate, il Task Group metterà a disposizione fino a 300 militari e 190 mezzi, con cui costituire due ulteriori unità, che opereranno, rispettivamente, nella provincia di Macerata e nelle zone tra Lazio e Abruzzo.

L’operazione rappresenta la continuazione delle attività che già dalle prime ore dopo il sisma la Difesa aveva posto in essere per soccorrere le popolazioni. Infatti, nell’immediatezza del devastante terremoto del 24 agosto scorso, le Forze Armate intervennero con un dispositivo che raggiunse circa 1.800 unità e oltre 500 mezzi per lo svolgimento di attività di soccorso alla popolazione, di ripristino della viabilità e delle infrastrutture essenziali, di vigilanza anti-sciacallaggio, di confezionamento e distribuzione del vitto.

L’impegno si estese, poi, ai lavori di urbanizzazione per le soluzioni abitative d’emergenza, alle verifiche di stabilità di edifici pubblici e privati, nonché al recupero di opere d’arte.

Il perdurare degli eventi sismici insieme all’eccezionale ondata di maltempo del gennaio 2017 indusse, poi, a incrementare ulteriormente le forze in campo innalzando, in poche ore, a 3.300 il numero dei militari impiegati e a 950 quello dei mezzi messi a disposizione. Furono schierati anche assetti delle Forze Speciali per il recupero di persone rimaste isolate in frazioni montane e rurali, a riprova della caratteristica di dual use delle unità militari.

Un’operazione delle Forze Armate che rappresenta un ulteriore lavoro sinergico, svolto con le diverse Amministrazioni dello Stato e coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile.

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