Terrorismo nazionale e jihadista, il campo di battaglia londinese

Londra. E’ arrivata nel primo pomeriggio la rivendicazione dell’attentato avvenuto, ieri, a Londra al Parlamento di Westminster.

L’auto dell’attentatore contro i cancelli del Parlamento britannico.

E’ stata l’Amaq News Agency, una sorta di agenzia di stampa del DAESH che ha attribuito l’azione terroristica ad “soldato del Califfato”. La notizia è stata poi diffusa dal sito SITE https://ent.siteintelgroup.com che si occupa di monitorare tutte le informazioni che arrivano dalla galassia jihadista.

Ad analizzare la rivendicazione di Al Amaq emergono, chiaramente, alcuni elementi vicini ai precedenti attacchi compiuti a Nizza (luglio 2016) e Berlino (dicembre 2016).

L’attentato di Berlino (dicembre 2016).

La comunicazione jihadista aggiunge, poi, che l’attentatore si è ispirato al gruppo di Abu Bakr al Bagdadi che ha detto che bisogna colpire in occidente.

E così come è avvenuto nei due attentati in Francia ed in Germania, al rivendicazione è avvenuta dopo un giorno. E che l’attentato è stato fatto perchè “il soldato del Califfo ha ascoltato la chiamata del gruppo per colpire le Nazioni che partecipano alla coalizione internazionale che bombarda in Siria ed Iraq”.

Gli investigatori stanno lavorando sull’ipotesi che l’attentatore fosse, realmente, legato al terrorismo islamista.

L’aggressore, secondo quanto spiegato, esperti dell’antiterrorismo sarebbe in una sorta di database della Polizia (Scotland Yard) o dell’intelligence (MI6).

Ovvero era sotto controllo, ma lo si poteva solo monitorare. Quello a cui gli investigatori stanno lavorando riguarda un aspetto non certo secondario quanto si parla di terrorismo: ovvero se l’uomo fosse un “cane sciolto” oppure l’azione sia stata fatta avendo dietro appoggi logistici e di copertura.

Le indagini si sono così spostate sui rapporti religiosi e di conoscenze dell’attentatore, sui viaggi compiuti nel passato, sulle comunicazioni e sui contatti per Internet.

E per trovare eventuali complici la Polizia britannica, all’alba di oggi, ha fatto un’operazione a Birmingham, città al centro dell’Inghilterra, dove il terrorista ha affittato un’auto che poi ha usato come arma, investendo delle persone. Gli investigatori sarebbero arrivati a Birmingham, una delle ‘capitali’ islamiche del Regno Unito, erchè da questa città delle Midlands sarebbe nato l’autore dell’attacco.

Otto persone sono state portate in carcere, dopo che gli agenti hanno perquisito sei appartamenti a Birmingham, Londra ed in altri otto punti del Paese. La stessa Polizia al momento sostiene che non ci siano informazioni che facciano pensare ad una minaccia imminente. Le indagini proseguono.

I morti sono l’agente di Polizia, Keith Palmer, la cittadina britannica ma oriunda spagnola. Aysha Frade, un uomo di 50 anni, del quale la Polizia non ha rivelato l’identità ed il terrorista. . Quaranta i feriti, sette dei quali versano in condizioni molto critiche. Tra i feriti ci sono anche due italiane, una romana ancora in ospedale e una giovane bolognese già dimessa.

Alcuni feriti nell’attentato di ieri.

Sotto analisi della Polizia e degli apparati di intelligence anche il modus operandi dell’attentatore. Il quale dopo essere sceso dall’auto ha cercato di scappare nei giardini dell’Old Palace Yard, adiacenti alla Camera, prima di essere agganciato dagli agenti della Polizia. Uno di loro, Keith Palmer è stato attaccato con pugnale della lunghezza tra i 12 ed i 15 centimetri.

Il collega di Palmer a questo punto ha aperto il fuoco contro l’attentatore. L’attacco sembrerebbe essere avvenuto solo ad opera di uno solo, anche se si indaga per capire se ci fossero dei complici.

L’attacco di ieri a Westminster è “legato in qualche forma al terrorismo islamico”, aveva detto in mattinata il ministro della Difesa britannico, Michel Fallon, in un’intervista radiofonica alla Bbc.

Gli investigatori, ha sottolineato Fallon, “hanno lavorato duro nella notte sul retroterra dell’attentatore, oltre che per stabilire come si sia procurato l’automobile (con cui ha investito i passanti), dove la vettura sia stata negli ultimi 1-2 giorni e chi abbia potuto o non potuto aiutarlo”.

La premier Theresa May è intervenuta alla Camera dei Comuni confermando che l’attentatore di Londra è un cittadino britannico noto ai servizi segreti del Regno Unito.

“Non abbiamo paura e non ci facciamo intimorire- ha continuato. E’ stato un attacco contro la gente libera. Non c’è ragione di temere che ci saranno nuovi attacchi”.

La regina Elisabetta ha offerto suoi ”pensieri, preghiere e la più profonda solidarietà” a quanti coinvolti dalla ”terribile violenza” dell’attacco di Londra.

GLI ATTENTATI PRECEDENTI

La data che evoca piu’ di tutti l’incubo del terrorismo negli abitanti di Londra è il 7 luglio 2005. Quel giorno avvenne l’attacco più sanguinoso nella storia della città, tanto da essere ricordato come l’11 settembre del Regno Unito. Quattro attentatori suicidi si fecero esplodere nella metropolitano e su un autobus in rapida successione. I morti sono 52 e i feriti quasi 700.

Due settimane dopo, il 21 luglio una seconda serie di attentati simili nelle modalità e negli obiettivi a quelli del 7 luglio viene sventata dall’arresto di alcuni giovani già pronti ad agire e che poi saranno arrestati dagli agenti dell’Antiterrorismo.

La scia di sangue lasciata dal terrorismo a Londra è lunga e va indietro nei decenni, oltre la matrice islamica.

Ricordiamo molti degli attacchi condotti dai terroristi dell’IRA (Irish Republican Army) prima e poi dai gruppi paramilitari che non hanno accettato gli accordi di pace in Irlanda del Nord.

Londra, da decenni è un campo di battaglia.

Nel maggio 2013 in pieno pomeriggio esplode la violenza per strada nel sud di Londra. E torna il terrore in città e nel Paese. Al grido di ‘Allah Akbar”(Dio è grande) due uomini si scagliarono contro un soldato e lo uccisero a coltellate. Avevano armi da taglio ed un machete.

Nel marzo 2001, tra gli episodi recenti, ci fu un’esplosione davanti alla sede della Bbc la cui responsabilità venne attribuita al Real-Ira.

L’azione provocò un ferito.

Andando indietro nella storia del terrorismo, ricordiamo altri attentati firmati da militanti repubblicani nordirlandesi che hanno colpito molte altre volte.

Nel febbraio 1996 un attentato nella zona portuale di Londra provocò la morte di due persone.

Nell’aprile 1992 un’autobomba, con un quantitativo di esplosivo particolarmente copioso, esplose nel distretto finanziario. In quel caso si contarono tre morti e 90 feriti.

Nel dicembre 1983 altra bomba dell’IRA, questa volta nei grandi magazzini Harrod’s. Sei le vittime.

Nel luglio 1982 due bombe esplosero nei pressi di Hyde Park e Regent Park uccidendo nove militari e ferendo una cinquantina di persone. L’attentato portò la stessa firma, quella dell’esercito repubblicano irlandese.

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