Traffico di cocaina, operazione della Guardia di Finanza in Italia ed in Albania. Cinque arresti

Roma. Operazione antidroga della Guardia di di Finanza di Roma e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO). I militari stanno eseguendo, in Italia ed in Albania, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale capitolino contro 4 elementi di spicco dell’organizzazione ed un fiancheggiatore del sodalizio.

Grande operazione contro il traffico di cocaina

L’operazione si è svolta nel Lazio e in Toscana, in Albania, dove, in collaborazione con le locali autorità di polizia, attivate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno in sinergia con il II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza, è stato arrestato uno dei componenti del gruppo criminale, cittadino albanese.

L’importazione della cocaina – il cui quantitativo, già disponibile in Sud America, è stato stimato tra i 500 e i 1.000 chili, a fronte di un “investimento” da parte dell’associazione per delinquere pari a circa 4,5 milioni di euro – non si concretizzava atteso visto che uno dei componenti è stato arrestato a luglio scorso, in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma, all’esito dell’indagine “GRAMIGNA”.

Tale circostanza determinava l’interruzione dei contatti tra gli indagati e gli agenti sotto copertura e, in definitiva, l’abbandono dell’ambiziosa iniziativa criminale, venuto meno il principale “promotore” e finanziatore.

I trasporti dei carichi di droga dovevano avvenire utilizzando un aereo privato, sul quale sarebbe stata stivata circa una tonnellata di droga per viaggio.

Contemporaneamente, un componente del gruppo era in affari con alcuni narcotrafficanti brasiliani per reperire ulteriori quantitativi di stupefacenti, supportato da un altro sodale che si è recato, vari volte, nel Paese Sud americano per curare gli aspetti logistici dell’illecito traffico, adoperandosi – con l’ausilio di gruppi criminali locali – nel tentativo di corrompere funzionari doganali in servizio presso lo scalo aeroportuale di San Paolo, allo scopo di eludere eventuali controlli.

Le indagini di tipo “tradizionale” sono state accompagnate da una strutturata “operazione speciale”, avviata dagli investigatori del GICO del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria e dello SCICO. attraverso l’infiltrazione nell’organizzazione criminale di agenti  sotto copertura che hanno conquistato la fiducia di uno dei componenti del gruppo criminale ed ottenendo dal pregiudicato compiti di assoluta delicatezza, fondamentali ai fini del perfezionamento delle importazioni di droga, fino al reclutamento del pilota e dell’aereo a bordo del quale sarebbe stato trasportato lo stupefacente.

Molto preziosa per gli investigatori la collaborazione con la DEA, il Dipartimento antidroga statunitense che ha messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria italiana un proprio agente ed un aereo.

Successivamente, come hanno scoperto gli inquirenti, considerato che gli indagati avevano mutato i propri progetti delittuosi, individuando nell’aeroporto della cittadina svizzera di Sion il luogo dove far arrivare in Europa lo stupefacente, veniva intrapresa, tramite la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, una proficua attività di cooperazione internazionale con la Polizia di Ginevra. Anche quest’ultima disponeva l’impiego di un proprio agente sotto copertura che si fingeva funzionario doganale in grado di garantire l’uscita “sicura” del narcotico.

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