Traffico di stupefacenti: operazione congiunta Carabinieri e Guardia di Finanza in Molise. Trentanove provvedimenti cautelari

Campobasso. Ci sono voluti due anni di indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Campobasso, concluse oggi con un’operazione messa in atto dai Carabinieri e dai Finanzieri.

I militari hanno eseguito 39 misure cautelari (20 in carcere, 7  agli arresti domiciliari, 4 divieti di dimora in Molise e Campania, 6 divieti di dimora in Molise, un obbligo di dimora nel capoluogo molisano ed un obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria), disposte dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale di Campobasso.

Operazione antidroga dei Carabinieri e della Guardia di Finanza

Le misure cautelari sono state eseguite in Molise (Bojano, Campobasso e Isernia), Campania (Napoli, Afragola e Benevento) Puglia (Torremaggiore) Calabria (nei confronti di una persona attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Cosenza) ed attraverso il Mandato di Arresto Europeo nei confronti di un cittadino rumeno, attualmente residente in Germania.

Sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia e della Procura della Repubblica l’attività di indagine condotta da Carabinieri e Finanzieri ha avuto come obbiettivo sia quello di arginare la recrudescenza del fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti nella provincia di Campobasso, sia di ostacolare il processo di espansione e radicamento di attività criminali provenienti dall’hinterland napoletano.

Nel corso dell’operazione, nell’ottica di perseguire il contrasto al patrimonio illecitamente conseguito dai gruppi criminali scoperti, si è proceduto ad articolate indagini patrimoniali, al cui esito il GIP del Tribunale di Campobasso ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca di abitazioni, autovetture, quote societarie di due imprese molisane per un valore di oltre un milione di euro.

In particolare, è stato accertato come il denaro proveniente dallo spaccio di droga confluisse in società dove gli indagati impiegavano quelle somme nella gestione ordinaria delle attività, come ad esempio il pagamento degli affitti e delle forniture di pellet.

Allo stato tutte le misure sono state eseguite ad eccezione di una persona attivamente ricercata. Durante le perquisizioni sono state rinvenute modifiche quantità di hashish e cocaina. Sono ancora in corso i sequestri di beni e delle aziende riconducibili agli arrestati.

L’articolata attività d’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Campobasso, dai Finanzieri del GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Campobasso in collaborazione con lo SCICO di Roma, ha permesso di individuare tre sodalizi, consentendo di accertare condotte legate al traffico ed al commercio di cocaina, eroina e hashish destinate al territorio della provincia di Campobasso e al riciclaggio e al reimpiego di denaro di provenienza illecita.

Un Finanziere dello SCICO

I destinatari dei provvedimenti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, traffico di stupefacenti ed estorsioni, anche con l’aggravante del cosiddetto “metodo mafioso”, trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio e porto abusivo di armi.

I provvedimenti sono l’epilogo dell’Operazione “Piazza Pulita”, per attestare la costante attenzione ai fenomeni criminali posta quotidianamente in essere con il controllo del territorio che ha consentito di scoprire il tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso nella provincia di Campobasso e nella sua sana economia.

In particolare, i proventi dello spaccio di sostanze stupefacenti (commesso anche nelle cittadine campane di Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco), sono finiti all’interno di due imprese molisane operanti nel settore della commercializzazione di pellet che, potendo così contare su sempre maggiore liquidità, hanno potuto vendere il combustibile domestico a prezzi bassi e fuori mercato, ponendo in essere così una concorrenza sleale che ha consentito loro di diventare, giorno dopo giorno, i monopolisti assoluti.

Di fatto, gli investigatori hanno scoperto pregiudicati campani, già affiliati a clan camorristici, dimoranti sul territorio molisano che si erano stabilmente insediati nella provincia di Campobasso avvalendosi di altri soggetti del luogo coinvolti nel mercato degli stupefacenti.

Nel corso delle indagini sono stati individuati, inizialmente, due gruppi malavitosi, capeggiati da due pregiudicati molisani, entrambi con autonome attività di spaccio, che interagivano tra loro per l’approvvigionamento dello stupefacente.

A fronte dell’attività di traffico di droga della prima associazione (composta da 7 persone) con base operativa a Bojano (sia presso un’abitazione che in aperta campagna), la seconda (composta da 10 persone) si è dimostrata più attiva tanto che attraverso la gestione di un night club. considerato il centro di un vero e proprio smercio di droga fra i clienti, è risultata operativa sia nel centro matesino che nel capoluogo molisano.

A questi due gruppi che già operavano nell’area, si è poi aggiunto un nuovo sodalizio, di estrazione camorristica, capeggiato da un pregiudicato campano. Il gruppo, composto da 10 persone, è stato capace di assicurare un ottimo canale di rifornimento di ingenti quantità di stupefacente.

Durante le indagini, condotte a partire dall’estate del 2018 con intercettazioni telefoniche e ambientali (audio e video), perquisizioni e sequestri, acquisizione di documentazione contabile e bancaria, audizione di numerosissime persone informate sui fatti, attività di osservazione, pedinamento e controllo, sono stati effettuati 6 arresti e 13 denunce in stato di libertà, rilevate circa 2.500 condotte di cessione e di detenzione di stupefacente, con sequestri di sostanza stupefacente per un totale di circa 400 grammi di cocaina, 70 di eroina e 3 di hashish.

A conclusione dell’inchiesta sono stati denunciati complessivamente 58 persone (italiane e straniere) per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio ed autoriciclaggio, nonché per minaccia ed estorsione, detenzione abusiva di armi e trasferimento fraudolento di valori. Altre  5 sono state denunciate per favoreggiamento.

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