Trattati di Roma, in arrivo le delegazioni al Campidoglio

Roma (dal nostro inviato). Sessantanni fa la Capitale ospitava le delegazioni della prima Comunità economica europea (CEE) Nel nome di un ritrovata unità dopo sei anni di una terribile guerra mondiale. Dieci anni prima erano nate le Nazioni Unite, anche esse con lo spirito di creare un ordine, tenendo dentro vincitori e vinti.

Sessantanni fa insieme alla  alla CEE veniva istituita anche a CEEA (Comunità europea dell’energia atomica). Insieme vengono definiti “Trattati di Roma”. Per l’Italia firmarono il capo del Governo, Antonio Segni ed il ministro degli Esteri, Gaetano Martino. 

Il prezioso, storico documento per la nuova Europa fu sottoscritto poi dai rappresentanti di Francia, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo.

Qui negli stessi luoghi, nello stesso giorno si celebra però un altra festa dell’Europa. Quella della disunità.

Dietro alle foto ufficiali, alle strette di mano, alle foto di famiglia ed oltre la cornice della classicità dell’antica Caput Mundi, la festa è un po’ triste.

Troppi Stati camminano su strade parallele, ad Est come ad Ovest. E sono proprio quelli orientali che, dopo la caduta del Muro di Berlino e l’allargamento a 27 hanno beneficiato di fondi europei per risollevarsi, che fanno una sorta di “Pierini” della diplomazia europea. Alcuni hanno accettato anche l’euro tanto per sentirsi piu europei, altri hanno preferito conservare la propria moneta nazionale, in modo da regolare anche le retribuzioni e cosi consentire alle multinazionali europee e non di investire. 

Alle 12 si terrà la conferenza stampa con il capo del Governo italiano, Paolo Gentiloni a fare da padrone di casa, alla presenza del primo ministro maltese, Joseph Muscat (Malta è un punto cruciale dellla politica mediterranea d’Europa, in primis per quanto riguarda la questione dell’immigrazione), il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo.

Al centro dell’incontro con i giornalisti la dichiarazione conclusiva di questa importante giornata per la diplomazia europea.

Intanto, fuori dal fortino del Campidoglio, il dispositivo di sicurezza messo su dal Viminale è attivo già da ieri.

Mentre si attende lo svolgimento delle manifestazioni di piazza, inizia la cerimonia con l’inno europeo.

 

 

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