Trattato di Aquisgrana, la prova dei fatti sarà data dalle elezioni europee. La Francia vuole che la Germania abbia un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Di Pierpaolo Piras

Aquisgrana. La località per la firma del trattato, martedì scorso, tra la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente francese Emmanuel Macron di Aquisgrana (Aix-la-Chapelle per i francesi), una città posta a ridosso del confine tra Francia e Belgio, non lontana da Maastricht .è stata prescelta per il suo valore simbolico.

Lo scambio dei documenti da firmare tra Angela Merkel ed Emmanuel Macron

Infatti, è ritenuta (non per tutti gli storici) la capitale del Sacro Romano Impero Carolingio del quale facevano parte i territori degli Stati firmatari.

Esprimendosi in stile e linguaggio prudenziale, il trattato è steso in 16 pagine e 28 articoli. Riguarda temi cruciali come la politica estera, difesa, mobilità dei cittadini, commercio e ricerca scientifica.

Esso si ripete, esattamente 56 anni dopo quello dell’Eliseo (Parigi, 22 gennaio 1963) firmato  da due grandi personalità come Charles de Gaulle (Francia) e Konrad Adenauer (Repubblica Federale tedesca). Aveva un valore simbolico ma rappresentava anche l’importante tentativo di stendere una mano di pace dopo numerosi secoli di sanguinosi conflitti tra i due popoli, dagli anni delle campagne cesariane in Gallia del I secolo A.C. in poi.

Charles de Gaulle (Francia) e Konrad Adenauer (Repubblica Federale di Germania) nel 1963 all’Eliseo

Ma Quali sono le intenzioni della Merkel e di Macron?

Macron ed Angela Merkel

In un passaggio, il documento dice che le due nazioni “intensificheranno la loro cooperazione in materia di politica estera, difesa, sicurezza esterna e interna e questioni di sviluppo, rafforzando nel contempo la capacità dell’Europa di agire in modo indipendente”. Tuttavia, tali obblighi fanno già parte dei quotidiani impegni comunitari.

Francia e Germania hanno sottoscritto la difesa militare reciproca, anche nell’eventualità di un attacco, aggiungendo, poi, di “sviluppare ulteriormente le prestazioni militari, la coerenza e la credibilità dell’Europa”, ovvero ripetendo, anche qui, il credo militare fondante l’Alleanza atlantica (NATO).

L’accordo di Aix-la-Chapelle appare fragile anche sotto il profilo istituzionale per la diversità dei processi decisionali esistenti tra la Repubblica democratica francese, presidenziale a livello pressoché assoluto, e la Germania con un Governo federale dove il cancellierato deve confrontarsi, più debolmente e costantemente, con il proprio Parlamento.

Ciò è stato dimostrato anche dal recente dissidio tra i due, rappresentato dal blocco delle esportazioni tedesche di armi in Arabia Saudita , bloccata dalla Merkel (dopo l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi), ma proseguita da Macron . Oppure nel campo dell’odierna prospettiva di vendita di due sistemi d’arma, sofisticatissimi e costosissimi , come gli aerei Rafale ed Eurofighter, commercialmente rivali, proprio tra la ricca industria francese e quella tedesca.

Un Eurofighter in volo

Di certo non sarà favorita dalla cultura mentale, notoriamente sciovinista, vigente tra i due popoli al di qua e al di là del Reno.

La firma di Aquisgrana presenta altri aspetti contradditori. Il parlamentare ceco ed euroscettico, Jan Zahradil, ha dichiarato che “un asse franco-tedesco che circonda altri Stati membri per incastrare gli affari europei è esattamente quello che temevamo quando il Regno Unito ha annunciato la sua intenzione di andarsene”.

In altre parti del testo, si parla apertamente di un impegno francese per favorire l’ingresso della Germania come membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Le destre di entrambi i Paesi hanno aspramente criticato il trattato. Alexander Gauland esponente di rilievo d’Alternativa per la Germania ha detto che Parigi e Berlino stavano cercando di creare una “super UE” all’interno dell’Unione europea e che il grave problema della immigrazione illegale non è stato neanche accennato.

Si concretizza sempre più il quesito di quale sia il senso e l’intenzione politica di due Stati importanti e fondatori della Unione Europea, come la Francia e la Germania, che da un lato concordano un’azione politica legata ed autonoma mentre, nel contempo, siedono a pieno titolo in ogni processo decisionale della Unione Europea.

Anche la cancelliera Merkel manifesta qualche perplessità, dicendo: “Abbiamo riflettuto molto su questo, poiché riguarda la questione di quanto un paese autonomo voglia essere”.

L’ultima considerazione riguarderà il successo, quindi il futuro, di questo legame tra Francia e Germania, da valutarsi dopo il risultato delle prossime elezioni del Parlamento europeo, che secondo le previsioni attuali, cambieranno non di poco la distribuzione dei seggi tra le emergenti forze politiche, compresi i cosiddetti “sovranisti”.

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