TRIMARIUM, QUALI POTRANNO ESSERE I POSSIBILI SVILUPPI DOPO BUCAREST 2018?

Di Annalisa Triggiano*

Bucarest. Il 17 settembre scorso i leader dei 12 Paesi membri del cosiddetto “Trimarium (Three Seas Initiative-3SI)” si sono incontrati a Bucarest per aggiornare l’agenda dei progetti messi in cantiere dall’iniziativa.

Sono 12 i Paesi che compongono il Trimarium

Ideato nel 2015 grazie alla spinta della Polonia e lanciato ufficialmente a Dubrovnik l’anno successivo con l’ambizione esplicita di diventare una “piattaforma politica flessibile” (1), il Trimarium, iniziativa di cooperazione regionale extra-UE (ossia non compresa nella cooperazione rafforzata) coinvolge 12 Stati collocati più o meno direttamente lungo Mar Baltico, Mar Nero e Mar Adriatico (i tre Mari, appunto): Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia.

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Il primo summit di Dubrovnik del 2016 ha aperto il dialogo tra questi Paesi e poi è stato seguito da quello polacco del luglio 2017, dove ai 12 Stati componenti l’iniziativa si è aggiunta la significativa presenza del Presidente statunitense, Donald Trump. Questi ha, nell’occasione, espresso apprezzamento per l’iniziativa, particolarmente sui temi dell’Energia e delle Infrastrutture (2). Il Trimarium si proietta idealmente verso tre capacità di cooperazione: Compatibility, Commerciality, Connectivity (fonte: Polish Institute of International Affairs).

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I settori nevralgici dell’iniziativa sono, come sottolineano gli analisti. principalmente le infrastrutture di trasporto ed energetiche (3). La centralità del tema-energia è stata dimostrata anche, in questo summit, dalla presenza del segretario di Stato americano per l’Energia Rick Perry. In più, la Germania ha preso parte al summit come Paese partner. Non sono mancati il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, quello della BERS Sir Suma Chakrabarti, il presidente e vicepresidente della Banca europea degli investimenti Werner Hoyer ed i rappresentanti della Banca mondiale.

L’energia, nello svolgimento del summit, ha assunto un significato strategico ed economico notevole. Non solo per l’Europa Centrale Ma anche per quella Orientale e per gli stessi Stati Uniti. Del resto, lo scopo di molti progetti già in cantiere all’interno dell’iniziativa gravitano intorno alla riduzione, se non proprio all’eliminazione, della dipendenza energetica dal gas russo, per contribuire a una diversificazione delle forniture di gas all’interno dell’area Centro-Oriente dell’Europa. Ben lo dimostra la cartina seguente (Fonte: Limes, carta di Laura Canali)

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Un corridoio di energia di trasporto energia Nord-Sud, da far passare dagli Stati Baltici fino alla Croazia, dando così un collegamento alla intera regione, sgraverebbe molti Stati Membri dalla loro dipendenza esclusiva dal gas russo.

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Alcune componenti di questo “corridoio” sono già in fase di costruzione, come il corridoio gas tra Ungheria e Slovacchia (2015) eD il rigassificatore polacco sulla costa del Baltico. Lo scorso anno (4) il terminal di Swinoujscie ha ricevuto il primo carico di gas naturale liquido dagli Stati Uniti, sedimentando ulteriormente le relazioni affaristiche tra i due Paesi, tanto da sollevare perplessità sul (presunto) ruolo dominante della Polonia all’interno dell’iniziativa del Trimarium (5).

Ma un buon impatto sull’economia e sull’autonomia energetica dei Dodici del Trimarium potrebbe avere anche il previsto collegamento tra il terminal polacco e il tanto atteso rigassificatore croato di Krk, altro progetto nel quadro della 3SI in grado di veicolare gas liquido attraverso buona parte dell’Europa.

Il progetto di Krk è stato a lungo rinviato per carenza di fondi. Ma con la copertura di una ampia parte dei costi del progetto sia attraverso i Fondi Europei, sia attraverso prestiti e partnership imprenditoriali pubblico-private, appare possibile una prosecuzione degli investimenti, rimuovendo molti ostacoli (6).

In particolare, la Commissione Europea partecipa alla prima fase di implementazione del progetto – classificato come Progetto di Interesse Comune (6.5.1).

Il costo dell’impianto (7) è stimato in circa 363 milioni di euro. L’Unione Europea coprirà con circa 102 milioni di euro i costi totali, con una percentuale di quasi il 28%.La capacità programmata del gasdotto di Krk è di circa 2.4 miliardi di metri cubi ma potrà essere anche aumentata. C’è da registrare un certo ottimismo a proposito delle negoziazioni in atto tra Croazia e Ungheria tese a raggiungere un accordo a lungo termine di fornitura di LNG dalla prima alla seconda (8).

L’accordo darebbe uno sprint decisivo al progetto e avrebbe una notevole ricaduta politica e strategica. Il gas naturale liquido croato, attraversando l’Ungheria, raggiungerebbe il cuore geografico del Trimarium, garantendo, potenzialmente, diversificazione e sicurezza energetica all’intera zona centro-orientale dell’Europa. In definitiva i terminali polacchi e croati offrono un notevole potenziale per le forniture di gas liquido.

Quale, allora, il ruolo degli Stati Uniti? In questo contesto, gli americani potrebbero fare la loro parte ai fini di una riduzione drastica della dipendenza della Regione dalle forniture di gas tramite gasdotto. Naturalmente, si tratterebbe di una questione delicata e largamente influenzata dalla politica dei prezzi.

Il gas liquido naturale americano, nonostante la massiccia opera di sponsorizzazione attuata da Trump in chiave (anche) anti-russa è, in proporzione, più caro rispetto al gas tradizionale via gasdotto (9). Nondimeno, i terminal europei per il gas naturale liquido esistenti hanno capacità non solo ridotte, ma sono sottoutilizzati, in termini di percentuale, rispetto, ad esempio, ai terminal cinesi (10). Per contro, e sempre dati alla mano, le forniture via gasdotto tradizionale provenienti dalla Norvegia e dalla Russia sono non solo più abbondanti, ma anche, allo stato, economicamente più convenienti (11).

Ed ancora, non si può sottovalutare che le forniture di LNG USA hanno concorrenti ben più che temibili. Il Qatar è il primo produttore al mondo di LNG. Nigeria e Algeria sono competitive. In più , restando nel cuore dell’Europa, in Norvegia anche la produzione di LNG è in piena espansione, con, peraltro, una rete di gasdotti tradizionali già molto ben sviluppata:

Altra opportunità, per i Paesi del Trimarium, in grado di ridurre la dipendenza dal gas russo è il gas rumeno del Mar Nero, estraibile con la collaborazione statunitense (12). Le risorse potenziali della zona sono stimate in una produzione di LNG di oltre 200 miliardi di metri cubi (13).

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Una produzione di tal portata porterebbe alla Romania una posizione di assoluto rilievo tra i produttori della materia in questione ma contemporaneamente – e su scala più globale – assicurerebbe un obiettivo primario dell’UE in ambito energetico: la sicurezza nelle forniture e la diversificazione delle politiche di approvigionamento lungo l’asse nevralgico Sud Est Europa.

Sul Mar Nero si sono articolate alcune delle discussioni decisive del summit. Dunque i partecipanti al vertice hanno avuto, sul tavolo, questioni di assoluto rilievo. Nell’ambito dell’iniziativa si segnala anche, quest’anno, l’istituzionalizzazione, con cadenza annuale, del Business Forum, iniziativa fortemente orientata alla creazione e al consolidamento delle relazioni commerciali tra i membri del Trimarium, nonché a un monitoraggio più puntuale e incisivo delle iniziative progettuali dedicate all’energia.

Come risulta da fonti ufficiali, sono stati presentati in lista 48 progetti di interconnessione, di cui 27 multilaterali e di vasta portata, con impatto regionale e, in molti casi, con implicazioni strategiche per quanto riguarda la garanzia della sicurezza energetica e cibernetica o la facilitazione della mobilità militare (14).

Ancora una volta, la Romania si dimostra tra i Paesi più attivi della zona sul piano diplomatico e quindi anche su quello del consolidamento delle relazioni transatlantiche. Logico, allora, che le aspettative degli stakeholders e degli osservatori internazionali siano elevate ed è pertanto auspicabile una implementazione del progetto che conduca a iniziative concrete per lo sviluppo economico e il consolidamento delle relazioni in ambito UE e non solo.

Gli USA potrebbero essere convogliati in una cooperazione costruttiva che, al momento attuale, può essere di notevole supporto agli Stati partecipanti al Trimarium.

 

1 www.three-seas.eu

2 http://time.com/4846780/read-donald-trump-speech-warsaw-poland-transcript/.

3 P. Zurawski, La nuova Europa longitudinale: il Trimarium visto dalla Polonia, in Limes 12/2017.

4 https://foreignpolicy.com/2017/06/08/first-u-s-natural-gas-shipped-to-poland/

5 A. Vitale, Il Trimarium visto dai Baltici, su Limes 12/2017

6 https://www.lngworldnews.com/lng-croatia-opens-new-terminal-capacity-bidding-round/

7 https://sectormaritimo.es/wp-content/uploads/2018/01/6.5.1-0018-hr-w-m-16_action_fiche_gas_final.pdf

8 https://emerging-europe.com/news/hungary-set-to-begin-buying-croatian-lng-from-2019/

9 https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-07-26/europe-is-likely-to-disappoint-trump-as-big-buyer-of-u-s-lng

10 I dati aggiornati sono reperibili qui: https://www.igu.org/sites/default/files/node-document-field_file/IGU_LNG_2018_0.pdf

11 https://www.bloomberg.com/quote/OGZD:LI.

12 https://www.romania-insider.com/exxonmobil-extract-gas-black-sea/

13 https://www.romania-insider.com/black-sea-gas-romania-producer/

14 Cfr. le dichiarazioni dell’Amb. di Romania in Italia rilasciate a Limes e reperibili qui: http://www.limesonline.com/iniziativa-tre-mari-summit-bucarest-conclusioni/108774

 

*Assegnista di Ricerca Università degli Studi di Salerno, ex Ricercatrice CEMISS

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