Turchia, maxi operazione contro sostenitori dell’imam Gulen. Arrestate oltre mille persone

Ankara. Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan non dimentica . E così a distanza di nove mesi dal fallito colpo di Stato le sue Forze di Polizia hanno fatto, ieri notte, una nova maxi-operazione in Turchia contro la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Molti sono poliziotti. Sono 3.224 i mandati di cattura emessi.

Arresti della Polizia turca contro sostenitori dell’imam Gulem

Interessate all’operazione, in maniera simultanea, in 72 province che ha portato all’arresto di oltre mille sospetti affiliati alla struttura considerata eversiva, secondo fonti di Polizia.

Ai blitz, coordinati dalla procura generale di Ankara, hanno partecipato 8.500 agenti.

La notizia è stata confermata dal ministro degli Interni, Süleyman Soylu. La Procura di Ankara accusa gli arrestati di appartenere al movimento di Fethullah Gülen, il teologo mussulmano che per Erdogan è stata la mente del sanguinoso tentativo di golpe lo scorso 15 luglio.

L’iman Gulem. Ankara lo considera l’ideatore del colpo di Stato fallito il 15 luglio 2016

Secondo il Governo turco ima, gülenisti sono una sorta di “capi” che dettano ordini ad altri membri dell’associazione, saltando la gerarchia delle istituzioni nelle quali lavorano, come ad esempio nella Polizia.

Uno di loro è considerato Adil Oksüz, conosciuto come l’imam delel Forze Armate e come un presunto golpista. Oksüz non ha nessuna educazione o esperienza militare, è un civile. Fu arrestato la notte del colpo di Stato nella base aerea di Akinci che era considerata il centro di commando dei golpisti. Fu poi liberato poco dopo per mancanza di prove ed ora è ancora in fuga.

Secondo il Governo di Ankara, Oksüz è uno dei principali collegamenti tra il tentato colpo di Stato e la figura di Fethullah Gülen, che dal 1999 risiede negli Usa. Washington non lo vuole estradare e questa decisione ha fatto raffreddare i rapporti tra i due Paesi della NATO.

Secondo l’opposizione dal 15 luglio 2016 ad oggi circa 100 mila persone sono state arrestate, più di 48 mila di loro sono ancora in carcere e circa 134 mila sono state licenziate o sospese dall’impiego.

Autore