Ucraina, Zelensky sbaraglia gli avversari e stravince le elezioni presidenziali. Molti i deputati neoeletti

Di Pierpaolo Piras 

Kiev. La chiamata alle urne per le elezioni legislative in Ucraina ha dato la vittoria schiacciante (79,15% dei voti) al Presidente in carica, Volodimir Zelensky.

Il Presidente ucraino rieletto, Zelensky

Il suo partito, “Servo del Popolo” ha raggiunto la maggioranza assoluta nel Parlamento nazionale, “Verkhovna Rada”.

Si tratta del migliore risultato politico dal 1991, anno dell’indipendenza del Paese dall’Unione Sovietica.

Altri partiti hanno superato la soglia obbligatoria del 5%, indispensabile per far parte del Parlamento, come il Partito “Golos”, anch’esso d’ispirazione liberale, del cantante Svyatoslav Vakarchuk , che alcuni vedono già come partner del futuro Governo nazionale.

Il cantante Svyatoslav Vakarchuk

Ulteriori due partiti eletti sono, “Solidarietà Europea” del passato Presidente filorusso, Petro Poroshenko e “Patria” dell’ex primo ministro, Yulia Tymoshenko.

L’ex Presidente filorusso, Petro Poroshenko

Il risultato finale è la possibilità di formare un governo di coalizione, imbattibile per la propria esuberanza, definibile come storica, rispetto alla consistenza delle forze di opposizione.

In questa fase iniziale, il Presidente Zelensky ha un’incontrastata capacità di controllo sui poteri legislativo ed esecutivo, potendo nominare sia il primo ministro che la compagine ministeriale del prossimo governo.

Pur godendo della maggioranza assoluta , Zelinsky avrebbe l’intenzione di allargarla ad altre forze politiche in modo da raggiungere la percentuale dei due terzi in Parlamento indispensabili per cambiare l’assetto costituzionale verso una società più democratica, evoluta e moderna.

Attualmente, la Camera dei Deputati appare irriconoscibile per il cambiamento di circa tre quarti di essa: eletti per la prima volta.

Di contro, sono pressoché scomparse certe “dinastie” politiche con le idee ed intenzioni rivolte al passato. Sono coloro che hanno versato tutte le loro risorse per la propria rielezione.

Per la presidenza della Repubblica ucraina si prospetta una esperienza politica nuova e ricca, così si spera, di risultati positivi.

I problemi non mancano: si tratterà di gestire le numerose ed importanti aspettative provenienti da una società, specie quella giovanile, di scolarità elevata ed ansiosa di progresso civile.

Non sarà facile traghettare il sistema politico da un regime oligarchico e sclerotico, ancora affetto di “sovietismo burocratico”, ad uno che equilibri le disuguaglianze sociali e lo renda più liberale e competitivo.

Una possibilità sarebbe integrarsi nella Unione Europea. Ma questa possibilità resterà preclusa ancora per anni. Così come sarà impossibile il riavvicinamento dell’Ucraina alla Russia per lo stato di belligeranza ancora vigente tra i due.

Un’ulteriore complicanza viene dalla mancanza di uno standard politico, non ideologico, di riferimento : bisognerà inventarsi tutto ex-novo.

I grandi problemi dell’Ucraina sono ben noti: la corruzione, l’ordine pubblico, la povertà , la burocrazia che ostacola (un po’ come in Italia) la libera iniziativa e, non ultima, la mancanza di serenità per il conflitto (a tratti) armato con la confinante Russia.

Alcune soluzioni potrebbero essere intraprese da subito.

La prima è quella di un trattato commerciale (ancorché senza integrazione) insieme alla UE con evidenti e duraturi vantaggi reciproci.

Viene poi la ineluttabile necessità di normalizzare i rapporti con il Governo di Vladimir Putin: il Cremlino odierno ha intrapreso un percorso di innovazione, di modernizzazione delle strutture sociali e di propulsione liberista, tutti fattori capaci di ulteriore progresso nel futuro.

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Non solo, il Presidente Putin, oltre ad aver selezionato una classe dirigente di ottima qualità, ha dimostrato apprezzabili capacità di leader politico anche negli complicati affari internazionali e strategici.

In quell’area geografica, tutti i protagonisti specie Russia e Ucraina, dovranno assumere che senza dialogo e disponibilità reciproca non si addiverrà ad alcun successo.

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