Unione Africana, il rieletto Paul Kagame alla guida dell’Organizzazione intende renderla autonoma economicamente

Addis Abeba. Si è chiusa oggi la 30ª Assemblea dell’Unione Africana (https://au.int) , riunita ad Addis Abeba (Etiopia). La presidenza del’Organizzazione, nelle mani del rieletto Presidente ruandese, Paul Kagame.

Il Presidente ruandese Paul Kagame,

A parte la polemiche nate per il suo comportamento con gli oppositori, Kagame ha cercato di guidare l’Unione pensando alle riforme per renderla indipendente dagli aiuti economici stranieri. Nel 2017, il 63% del bilancio era formato da donazioni da parte dell’Unione europea, Cina, Stati Uniti. L’Unione Africana che raggruppa 55 Paesi, dunque ora vuole cambiare strategia economica.

Il piano viene sostenuto anche dalla Banca di Sviluppo Africano. Si lavora ad imporre una tassa dell’0,2% sulle importazioni dei beni, escluse le medicine, i fertilizzanti, ed i prodotti per i bambini. Si prevede così un movimento di 965 milioni di euro l’anno.

La tassa, già approvata, viene applicata in Ghana, Kenia, Ruanda. Ma ci sono Paesi come l’Egitto, la Nigeria ed il Sud Africa che non ne vogliono proprio sentire parlare.

Secondo gli Stati Uniti la tassa potrebbe contravvenire alle regole dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio. Ma l’Unione Africana fa sapere che la tassa non contrasta con nessuna legge e che viene già applicata in alcune unioni economiche regionali sul Continente come la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale.

Kagame, insomma, intende rendere economicamente autonoma l’Unione prima che nel 2019 tocchi al Presidente egiziano, Al Sisi prenderne la guida.

Oltre all’aspetto economico, Kagame deve lavorare sulle vie della pace, della sicurezza, del libero commercio regionale, politica estera. In particolare, occorre tenere sotto controllo paesi quali il Congo, il Camerun, Mali, Zimbawbe, Repubblica Centroafricana, Somalia, Sudan meridionale.

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