Vertice USA-Italia, “my dear friend Peppino”. Conte rafforza l’amicizia con Trump. Germania e Francia in apprensione

Di Pierpaolo Paris

Washington. Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha incontrato, ieri, il Presidente USA, Donald Trump, a Washington. Tutto il meeting si è svolto all’insegna degli complimenti reciproci, sul piano personale e politico.

Incontro molto caloroso tra Trump e Conte

La cordialità  fra i due è nota fin dal 9 giugno scorso, in occasione del G7 , nella località canadese di Charlevoix. Proprio qui, The Donald aveva definito Conte come “una gran brava persona” e poi, elogiandolo, come “il vero vincitore delle urne. Farà un gran lavoro, gli italiani hanno fatto bene”. Conte ha replicato descrivendo gli Stati Uniti e l’Italia come “Paesi quasi gemelli”, aggiungendo: “Ci sono così tante cose che ci uniscono”.

Conte, Trump e Juncker all’ultimo vertice del G7

Dalle dichiarazioni congiunte, pronunciate dopo il convegno, è emerso il “feeling” fra i due personaggi. Trump ha preso per primo la parola , definendo Giuseppe Conte come il “mio nuovo amico” e poi “Siamo entrambi estranei alla politica. Riesci a crederci?”. Ha criticato “apertis verbis” l’Italia per non aver speso di più per la Difesa, o per raggiungere l’obiettivo concordato del 2% del prodotto interno lordo entro il 2024.

Il nostro Paese, infatti, ha speso circa l’1,15 % del PIL nel 2018, secondo le cifre della NATO.

Ha evidenziato il deficit commerciale degli Stati Uniti col nostro Paese, aggiungendo di essere sicuro che “lo chiariremo abbastanza rapidamente”.

Nell’incontro, Trump ha ringraziato l’Italia per il suo contributo alla lotta contro lo Stato islamico, come alleato importante della NATO e come partner chiave delle forze statunitensi in Afghanistan e Iraq.

Conte, nel suo intervento, ha affermato che sia lui che Trump guidavano “Governi che rappresentano il cambiamento, sono stati scelti dai cittadini per cambiare lo status quo”. Ha citato l’approccio innovativo dell’Italia sull’immigrazione ed espresso sostegno per i recenti colloqui di Trump con la Russia di Vladimir Putin, qualificando Trump come un “formidabile negoziatore”.

Altri problemi significativi si conoscevano già alla vigilia. In primis, il mantenimento del già ottimo rapporto strategico tre le due Nazioni, potenziato, stavolta, dal maggior ruolo e prestigio conseguito dall’Italia negli ultimi vertici internazionali di Bruxelles ed Helsinki. Poi la definizione dei nuovi orizzonti economici Italia-USA specie a tutela della proprietà intellettuale e del “made in Italy”. La stabilizzazione della Libia e, più in generale del Mediterraneo, agendo per l’uscita di quest’ultima dalla situazione di belligeranza e d’incertezza politica attuali. La lotta al terrorismo, in parte legato al fenomeno delle migrazioni.

I rapporti con la Russia, che va considerata come un irrinunciabile interlocutore per l’ottimizzazione dei rapporti politico-economici europei.

Il meeting tra Conte e Trump alla Casa Bianca ha, probabilmente, lasciato il cancelliere tedesco Angela Merkel ed il Presidente francese Emmanuel Macron – notoriamente tiepidi, quando non avversari, verso la amministrazione americana – in apprensione per il timore che l’Italia possa sostenere Trump nel moderare l’asse Francia-Germania, lo stesso che finora ha dettato legge nell’Unione Europea, attualmente lacerata dai contrasti fra gli Stati membri a causa nel processo d’integrazione e per la questione dei dazi.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente americano Donald Trump

Allo stesso modo, Conte sarà entusiasta di mostrare ai suoi partner continentali il nuovo prestigioso, ed insolitamente autorevole, ruolo internazionale dell’Italia ottenuto dalla Casa Bianca, incassando su di esso in termini politici.

Uno dei nodi cruciali sarà rappresentato dalle sanzioni europee imposte alla Russia dopo l’annessione della Crimea, che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ritiene “inutili e controproducenti”, avendo inferto notevoli danni ai cospicui e proficui scambi commerciali dell’Italia con la Russia. Lo stesso esponente leghista difende l’azione militare russa in Ucraina orientale , sostenendo che il referendum sull’annessione, svoltosi in Crimea, era legittimo.

Roma ritiene che la Russia sia un partner strategico dell’UE e della NATO e che Mosca svolga un ruolo fondamentale nella risoluzione delle crisi internazionali e nella lotta globale contro il terrorismo .

Infine, l’Italia può sfruttare questa sua nuova “amicizia” con Trump come una sorta di leva politica per premere su quei Paesi europei che non vogliono cambiare il meccanismo vecchio e farraginoso dell’Europa.

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