Yemen, la lunga scia di morti per la guerra ed il colera. In molti tentano la fuga

Di Valeria Fraquelli

Sanaa. Per troppo tempo lo Yemen è stato dimenticato dai media e ben pochi si sono accorti che all’interno del Paese si stava combattendo una guerra civile che ha già provocato migliaia di vittime innocenti tra donne e bambini. Dal 2011 la minoranza etnica Houthi si è ribellata al potere centrale e l’allora Presidente Saleh è stato costretto alle dimissioni; da qui è iniziata la sanguinosa guerra civile che ancora oggi insanguina il Paese.

Migranti tentano la fuga

L’attuale Presidente Hadi ha il controllo solo su una parte del territorio nazionale ed i combattimenti continuano senza sosta in tutto il Paese: molte delle principali città sono contese tra forze armate regolari e guerriglieri Houthi e nella parte centrale del Paese si sono insediate le organizzazioni terroristiche come Al Qaeda e il sedicente Stato islamico. Paesi limitrofi inviano armi e munizioni. 

Oltre alla guerra, nel Paese la situazione è drammatica anche sul piano dell’istruzione e sanitario: migliaia di bambini non vanno a scuola e lavorano sfruttati per pochi spiccioli in condizioni disumane e rischiano di finire nel giro della pedofilia e della prostituzione minorile. Tanti cittadini non hanno accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici.

Una manifestazione di protesta contro la guerra

Una epidemia di colera sta flagellando lo Yemen e le vittime più numerose sono ancora una volta i bambini, costretti a bere ogni giorno acqua contaminata. Gli antibiotici che potrebbero guarire la malattia in poco tempo sono introvabili in tutto lo Yemen ed anche gli aiuti umanitari vengono bloccati.

Nel caos in cui da anni vive lo Yemen, l’unica cosa che prospera è la fuga dai Paesi africani di migliaia di disperati della fascia sub sahariana e non solo che pagano profumatamente per essere portati nei porti yemeniti da dove poi raggiungono i Paesi del Golfo come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi per lavorare come operai nei cantieri o ricoprire altri incarichi poco qualificati. Gli operai sotto pagati vengono di solito ammassati in quartieri ghetto malsani e sfruttati per costruire i grattacieli vanto delle ricche monarchie del Golfo e che al loro interno ospitano hotel da sogno, pieni di turisti occidentali.

Lo Yemen, a causa della guerra non riesce a controllare in modo efficace i suoi confini e per questo passare in territorio yemenita è considerato sicuro dai trafficanti, ma quando le cose vanno storte ecco succedono tragedie che riportano prepotentemente l’attenzione mondiale sul Paese.

La grande colpa dei media occidentali è stata quella di classificare il conflitto yemenita come meno grave, rispetto ad altre situazioni di guerra come la Siria e l’Iraq. E’ stato ignorato completamente che l’instabilità dello Yemen stava provocando altrettanti danni ai delicati equilibri geopolitici dell’area. 

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