Yemen, l’ONU chiede all’Arabia Saudita di togliere il blocco marittimo, terrestre ed aereo. Il Paese è in ginocchio

New York. L’ONU ha chiesto alla coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita di levare, in tempi brevi, il blocco marittimo, terrestre ed aereo sullo Yemen. Il rischio è che si intensifichi la grave crisi  umanitaria che vive il Paese, il più povero dell’area medio orientale.

I risultati della lunga guerra nello Yemen

Oltre sette milioni di yemeniti sono alla fame ed oltre 17 milioni vivono una grave crisi alimentare. Il Paese, come spiegano le Nazioni Unite, dipende per il 90% dall’estero per la fornitura di medicine, alimenti e combustibili.

Lunedì scorso Riad aveva fatto chiudere tutti gli accessi al Paesi, dopo che il sabato precedente l’Arabia Saudita aveva accusato gli Huthi di avere lanciato un missile balistico che è stato intercettato, in tempo, dalla difesa aerea.

Lo Yemen vive una situazione di crisi da quando nel 2011, l’ex Presidente Alī Abd Allāh Ṣāleḥ fu cacciato sotto la pressione popolare.

La popolazione è alla fame

Nel 2014 il conflitto si estese, dopo che i ribelli Huthi, appoggiati dall’Iran, occuparono la capitale Sanaa ed altre province.

La situazione divenne incandescente nel marzo 2015 quando intervenne uan coalizione militare composta da soldati dei Paesi sunniti e guidata dall’Arabia Saudita per sostenere le forze leali al Presidente Abd Rabbih Manṣūr Hādī, un militare che è stato eletto alla Presidenza nel 2012 e deposto con un colpo di Stato il 22 gennaio 2015.

La vita della popolazione dipende dagli aiuti umanitari. La chiusura delle frontiere, dunque, impedisce le attività delle organizzazioni sul terreno.

Ieri, responsabili tribali e della sicurezza dello Yemen hanno accusato la coalizione a guida saudita di avere compiuto dei raid nella provincia settentrionale di Hajjah uccidendo almeno 23 persone. La provincia è sotto il controllo dei ribelli Huthi. Secondo le fonti i raid che hanno anche ucciso donne e bambini hanno colpito le abitazioni degli sceicchi locali, mentre era in corso la visita del leader del supremo Consiglio politico dei ribelli, Saleh al-Sammad.

Secondo i media sauditi al-Sammad è morto nei raid, ma il portavoce degli Huthi, Mohamed Abdel Salam, ha smentito la notizia.

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