Esercito: conclusa l’operazione Stige 26, lungo il Po potenziate le capacità di combattimento delle unità del Genio

PIACENZA. Il comando Genio testa la capacità di superamento di un ostacolo inguadabile in uno scenario operativo pluriarma. Si è svolta il 14 aprile all’area addestrativa “Scalo Po”, sede del 2° reggimento Genio pontieri, la fase conclusiva dell’esercitazione “Stige 26”, importante attività addestrativa pianificata nell’ambito dello sviluppo e consolidamento delle capacità operative della componente Genio dell’Esercito Italiano.

Il minsitro della Difesa Guido Crosetto e il capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale di Corpo d’armata Carmine Masiello, con alcuni partecipanti all’esercitazione Stige 26

L’evento si è tenuto a Piacenza, lungo il fiume Po, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, accompagnato dal capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’armata Carmine Masiello e del comandante del 2° reggimento, il colonnello Massimo Paradiso.

L’esercitazione “Stige 26” si inserisce nel più ampio processo di potenziamento delle capacità di combattimento delle unità del Genio, con particolare riferimento alla condotta di operazioni di attraversamento di corsi d’acqua non guadabili in scenari ad elevata complessità con connotazione multidominio.

Esercitazione sul fiume Po durante Stige 26

Nel corso dell’attività una compagnia del Reggimento Genio Pontieri è stata impegnata nella pianificazione, realizzazione e gestione di un sito di attraversamento identificato lungo l’alveo del fiume Po, abilitando la manovra di forzamento in un contesto operativo caratterizzato dalla presenza di ostacoli sulla sponda opposta e minacce diffuse. I pontieri hanno traghettato i mezzi sui moduli del Pgm (Ponte galleggiante motorizzato).

Blindo Centauro attraversano il Po sul Pgm montato dal 2° reggimento Genio pontieri

La manovra si è svolta in un ambiente pluriarma, nel quale le unità del Genio hanno operato in stretto coordinamento con assetti di manovra e specialistici della Forza Armata, fra i quali un plotone guastatori del 3° Reggimento Genio, un plotone esplorante del Reggimento “Savoia Cavalleria” (3°), un assetto del 7° Reggimento Bersaglieri e il contributo di assetti dalla Brigata Informazioni Tattiche, dal Comando Trasmissioni, dal Comando Aviazione dell’Esercito e dal Comando Artiglieria Controaerei.

Una fase dell’esercitazione Stige 26 con lo sbarco di truppe

Durante l’operazione, elementi del 185° Reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi e del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti hanno operato in profondità oltre la linea di contatto, contribuendo alla neutralizzazione di obiettivi tattici funzionali allo sviluppo della manovra.

L’utilizzo dei droni durante l’esercitazione Stige 26

 

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