Difesa Collettiva, l’Aeronautica Militare: 96 anni di eccellenza

Di Maria Enrica Rubino

ROMA. Eccellenza. Non solo tecnologica, ma anche umana. L’Aeronautica Militare, la più giovane delle Forze Armate italiane con i suoi 96 anni di attività, 44 mila donne e uomini, civili e militari, di cui 1200 piloti, è sempre più un settore di pregio del nostro Paese, riconosciuto e stimato anche al livello internazionale. È quanto emerso nella mattinata di ieri nel corso dell’incontro “Difesa Collettiva: l’Aeronautica Militare”, l’ultimo del ciclo di eventi organizzati dal Sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, e incentrato sulla Forza Armata raccontata dai suoi protagonisti.

Un momento del convegno ‘Difesa Collettiva: l’Aeronautica Militare’ presso l’Auditorium di Palazzo Aeronautica

Un’eccellenza che va tutelata e promossa, secondo il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, intervenuta al convegno presso l’Auditorium di Palazzo Aeronautica. “È una priorità per il Governo” ha proseguito il Ministro “valorizzare il settore dell’aerospazio. Perfettamente integrata nell’ambito dello strumento militare nazionale, l’Aeronautica Militare fonda la propria forza su un patrimonio inestimabile di tradizioni, di capacità umane, di mezzi e di progettualità tecnologiche in settori strategici di altissima specializzazione e di grande valenza, che consentono alla Forza armata, oggi, più che in passato, di essere a disposizione del Paese nei più diversi ambiti”.

Il Sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, ha parlato dell’Aeronautica Militare come di “una grande squadra affiatata di donne e uomini altamente specializzati. Dalla Squadra Aerea, vero e proprio braccio operativo, al Comando Logistico che assicura il supporto necessario a mantenere l’operatività, passando per il Comando delle Scuole per la selezione e l’addestramento di tutto il personale. Il fattore umano resta la risorsa più pregiata dell’Arma azzurra”

“La politica dovrà fare delle scelte legate alle nuove tecnologie e scelte strategiche su aree industriali” ha dichiarato il Sottosegretario alla Difesa, Raffaele Volpi. “Grazie alle capacità delle nostre Forze Armate possiamo ragionare sulla possibilità di essere protagonisti nel Mediterraneo”.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, intervenendo al convegno ha spiegato che ​”un velivolo si distingue dagli altri sistemi perché è capace di sviluppare quota, velocità e mobilità. Queste tre caratteristiche ci consentono oggi di porre al servizio del Paese una serie di  capacità che sono sempre più importanti non solo per l’Aeronautica ma anche per le altre Forze Armate, per le altre agenzie del Paese, per gli altri Ministeri. E’ questo il bagaglio che gli uomini e le donne dell’Aeronautica portano nel contesto interforze”.

“Dal 1923 costituiamo la presenza delle Forze Armate nell’ambiente aereo e spaziale” ha ricordato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, il Generale di Squadra Aerea, Alberto Rosso. “Gli uomini e le donne della forza aerea sorvegliano costantemente i nostri cieli, ventiquattro ore al giorno” ha spiegato Rosso. “Dall’inizio di quest’anno, i velivoli della difesa aerea sono intervenuti 22 volte in attività di intercettazione di aeroplani che non erano in contattato radio. Sono in prontezza ogni giorno gli elicotteri del soccorso, che dall’inizio dell’anno contano 16 interventi reali di attività giornaliera. Grazie all’impiego di Aeroplani da trasporto sanitario d’urgenza, quest’anno 53 persone in pericolo di vita sono state trasportate e messe in salvo.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. Alberto Rosso

Ma dietro ogni pilota che vola c’è una squadra che funziona: il lavoro svolto dalla torre di controllo in grado di gestire il traffico aereo, dal personale antincendio, dal lavoro di previsioni del meteo, lo specialista che prepara l’aeroplano al decollo, la mensa, l’elettricista. Sono 44mila gli uomini e  le donne, civili e militari, di cui 1200 piloti, poco più di 500 aeroplani, circa 20 aeroporti nei quali operiamo e circa 100mila ore di volo all’anno. Siamo strutturati in tre grosse macroaree: i reparti operativi, quindi gli stormi da difesa aerea, da attacco e ricognizione, operano sotto la guida del comandante di squadra aerea e sono supportati dalle attività di logistica svolta dalla seconda, importante area: il comando logistico dell’Aeronautica. Ma per utilizzare un mezzo, probabilmente il più tecnologico che esista, il mezzo aereo, è richiesto  personale altamente preparato e qualificato mediante selezione, formazione, educazione e addestramento, che avviene nel comando delle scuole: la terza grossa area”.

La passione di un pilota e comandante di grande esperienza è quella raccontata dal Comandante di Squadra Aerea, il Generale Gianni Candotti: 39 anni di carriera nella Forza Armata e da sette mesi Comandante di Squadra Aerea con “l’aiuto” di venti mila donne e uomini, civili e militari, circa 330 sistemi d’arma e una distribuzione dei reparti sul territorio nazionale in un numero di circa 75 unità. “Il nostro obiettivo è cercare di rendere sicuro il cielo italiano” ha detto il Generale Candotti nel suo intervento, spiegando che la sicurezza dei nostri cieli viene garantita in primis dalla previsioni delle condizioni climatiche. “Siamo responsabili della circolazione aerea militare che ha una doppia difficoltà: gestire i propri mezzi anche in relazione agli assetti dell’aviazione commerciale, controlliamo circa un quarto del traffico aereo commerciale nazionale. Una delle minacce del cielo è quello che una volta chiamavano ‘nemico’e oggi elegantemente chiamiamo ‘il competitore alla pari’”. Il Gen. Candotti ha spiegato che nel cielo possono esserci diverse minacce, tra le quali il terrorista e, sempre più frequentemente, c’è il soggetto terzo che usa in modo illecito il mezzo aereo, come il contrabbando di droga. Ma se per la circolazione aerea, il meteo, il competitore alla pari e il terrorismo è disponibile un chiaro quadro normativo, sulla parte che regola il contrasto all’illecito per mezzo aereo “c’è ancora molto da esplorare”. “In Italia, il cielo vale il 40% del valore economico delle merci trasportate da e per l’Italia, circa 15 miliardi di euro l’anno e porta 200 milioni di passeggeri l’anno”. Il Generale ha sottolineato la dedizione e il sacrificio dei nostri piloti, impegnati ogni giorno per garantire la difesa aerea – “l’unica missione militare permanente mai interrotta negli ultimi 71 anni” – e le missioni fuori dai confini nazionali, con partner europei e dell’Alleanza Atlantica. Inoltre, il Gen. Candotti ha ricordato come l’Aeronautica Militare sia l’unica istituzione ad avere un sistema di ricerca e soccorso aeronautico in allarme h24 per 365 giorni all’anno, a supporto, anche, del sistema di difesa aerea nazionale. Infatti, ai sensi del Codice dell’Ordinamento Militare, l”arma azzurra” provvede “…al controllo della circolazione aerea e alla determinazione delle procedure e norme inerenti a tale circolazione, nonché all’organizzazione, funzionamento ed esercizio del soccorso aereo e del trasporto aereo”. Oltre all’impiego di velivoli di sesta generazione, di elicotteri di nuova generazione future vertical lift, di armi a energia diretta e laser, in futuro le torri di controllo avranno il controllo diretto da un sito remoto. “Nel mondo civile l’ente nazionale di assistenza al volo controllerà probabilmente gli aeroporti italiani da due siti in Italia: a Milano e a Roma”. La “risposta” a tutto ciò, secondo il Generale Candotti, è “un’elevata capacità operativa, l’approccio sistemico e la propensione culturale al cambiamento”.

L’intervento del Comandante di Squadra Aerea, Gen. Gianni Candotti

In un servizio video girato presso la Base aerea di Alì Al Salem, il Col. Paolo Rubino ha raccontato il lavoro del contingente italiano e della Task Force Air Kuwait, che comprende il contributo della componente aerea italiana per il contrasto al Daesh nella Regione irachena, al fianco di altri Paesi e sul mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un’altra testimonianza è quella raccontata dal Col. Angelo De Angelis con l’attività svolta nella Terra dei Fuochi, in cui l’impiego della capacità aeronautica, anche mediante l’uso di aerei pilotati, è in supporto al Ministero dell’Ambiente per prevenire i disversamenti illegali nel territorio. Sulle immagini spettacolari degli Eurofighter f2000, il Comandante del 4° Stormo di Grosseto, il Col. Urbano Floreani, ha descritto l’impiego di tali mezzi per la difesa degli spazi aerei dell’Alleanza.

Con il Col. Marco Mascari, pilota di elicotteri del 15° Stormo, è stato ripercorso il soccorso di oltre 40 passeggeri del traghetto Norman Atlantic, nel dicembre del 2014, durato oltre 27 ore. “Un privilegio” per Mascari salvare vite umane, non un dovere, “poter mettere la nostra passione per il volo a servizio del Paese”.

Ma l’attività operativa non può esistere senza il supporto logistico. Compiti e funzioni del Comando Logistico sono affidati al Generale di Squadra Aerea, Giovanni Fantuzzi. “Un sistema di sistemi, una disciplina multidisciplinare che fornisce il supporto all’operatività della Forza Armata” è a definizione che il Gen. Fantuzzi dà dell’attività logistica, definendo “una missione complessa, ma eccitante” supportare l’operatività della Forza Armata, cercando di diminuire i rischi e i costi e massimizzare l’efficienza e l’efficacia. Sono circa 11,500 gli uomini e le donne impiegati nella logistica, in 110 enti su territorio nazionale, da Lampedusa alle Alpi.

“Il nostro mantra è ‘vivere, sopravvivere e operare la Forza Armata’” ha detto nel suo intervento il Gen. Fantuzzi, ricordando l’impiego indispensabile delle 31 linee di volo, tra cui veri e propri ‘gioielli’ del prodotto dell’industria nazionale, come l’addestratore T345, l’HH-101, uno degli elicotteri più moderni nella versione di Personal Recovery. “Il punto di partenza è la ricerca, la sperimentazione e il collaudo di tutti i mezzi, gli equipaggiamenti e gli armamenti che volano nei nostri sistemi per fornire ai nostri piloti un sistema sicuro per svolgere la missione”. Fantuzzi ha ribadito l’importanza dell’attenzione agli armamenti che equipaggiano i nostri sistemi e dell’avionica. “L’attività principale” ha spiegato il Generale “è quella fisica della manutenzione dell’aeroplano fatta in centri tecnologicamente elevati”. Al riguardo, il Col. Pietro Paolo Traverso, Comandante del Centro Polifunzionale dei Velivoli Aerotattici, ha illustrato l’attività di manutenzione su sistemi tecnologicamente avanzati.

Una grande attenzione è focalizzata anche nel contrasto alla minaccia cyber, così come alla minaccia chimica, nucleare, batteriologica, radiologica.

Due velivoli del progetto International Flight Trainig School

La terza macroarea della Forza Armata è quella della formazione. Il Comando delle Scuole dell’AM è sotto la guida del Generale di Squadra Aerea, Generale Aurelio Colagrande. Comando in cui operano circa sei mila persone e con la presenza di 200 allievi ogni giorno. “Il nostro intento” ha chiarito il Generale “è valorizzare le nostre forze umane e, per svolgere le funzioni affidate, il Comando si avvale di un centro di selezione, di una Scuola militare Aeronautica, di sei istituti di formazione e di cinque scuole di volo. A questi si aggiungono quattro rappresentanze militari in contesti di accordi internazionali e Nato. Tra gli obiettivi preposti rientra il rafforzamento delle competenze aerospaziali del personale aeronautico, garantire delle connessioni tra il sistema educativo dell’ente e le altre realtà militari. “In cooperazione con l’industria nazionale stiamo progettando la costruzione di una International Flight Training School, una scuola di volo internazionale che ha lo scopo di addestrare i piloti militari nella parte terminale della loro formazione” ha concluso il Gen. Colagrande.

 

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