Di Cristina Di Silvio*
WASHINGTON D.C. Dalla preparazione militare alla crisi dello Stato di diritto negli Stati Uniti, il mondo entra in una zona grigia permanente.

Ci sono momenti in cui il rumore cancella il significato degli eventi.
Il sistema internazionale vive oggi una fase di attrito continuo: mentre gli eserciti si preparano a conflitti ad alta intensità, anche il diritto entra sotto pressione.
La sicurezza non è più solo una questione militare, ma un equilibrio fragile tra forza e principio.
La preparazione bellica è visibile.
La spesa militare globale ha superato i 2.200 miliardi di dollari annui, con un’accelerazione evidente in Europa e in Asia-Pacifico.

Ma accanto ai carri armati e ai missili, si muove un fronte meno visibile.
Negli Stati Uniti, la Giornata Internazionale dell’Avvocato in Pericolo ha acceso i riflettori su una condizione sempre più critica per i legali impegnati in cause sensibili. Nancy Hollander, penalista con oltre quarant’anni di esperienza e nota per aver difeso Mohamedou Ould Slahi, detenuto a Guantánamo per 14 anni senza accuse formali, parla apertamente di un clima di assedio. Studi legali di primo piano sono stati colpiti da provvedimenti e pressioni indirette.
Difendere la Costituzione oggi significa operare sotto tensione costante. Questo non è un fenomeno isolato.
È parte della stessa dinamica che governa i conflitti armati contemporanei.
In Europa orientale la guerra ha dimostrato quanto rapidamente l’attrito consumi risorse.

In Medio Oriente la violenza resta sotto soglia, ma permanente.
Nell’Indo-Pacifico la deterrenza si gioca sulla capacità di assorbire il primo colpo.
Ovunque, il tempo decisionale si riduce.
La velocità rende ciechi.
Sistemi militari, politici e giuridici reagiscono più in fretta delle istituzioni che dovrebbero controllarli.
In questa zona grigia, il diritto diventa vulnerabile quanto una linea di rifornimento.
Difendere un confine o difendere un diritto segue la stessa logica: resistere all’attrito.
La sicurezza senza Stato di diritto è instabile.
E la guerra, oggi, non si combatte solo sui campi di battaglia, ma anche nelle aule dei tribunali.
ENGLISH VERSION
Silent wars and rights under pressure: the global friction we fail to see
By Cristina Di Silvio**
WASHINGTON D.C. From military preparedness to the rule of law crisis in the United States, the world enters a permanent grey zone.
There are moments when noise erases meaning.
The international system is living through a phase of continuous friction: while armed forces prepare for high-intensity conflict, the rule of law itself comes under pressure. Security is no longer purely military; it is a fragile balance between force and principle.

Military preparation is evident.
Global defense spending has exceeded 2.2 trillion dollars annually, accelerating particularly in Europe and the Asia-Pacific.
Alongside this visible buildup, a less visible front is emerging.In the United States, the International Day of the Endangered Lawyer has highlighted growing pressure on legal professionals handling sensitive cases. Nancy Hollander, a criminal defense attorney with over forty years of experience and known for defending Mohamedou Ould Slahi, held in Guantánamo for 14 years without formal charges, describes a climate of siege.
Major law firms have faced governmental measures and indirect pressure.
Defending the Constitution now means operating under constant strain.
This is not an isolated issue. It mirrors the dynamics of modern conflict.
In Eastern Europe, attrition rapidly exhausts resources.

In the Middle East, violence remains below full-scale war yet never disappears.
In the Indo-Pacific, deterrence depends on absorbing the first strike. Everywhere, decision-making time compresses. Speed blinds.
Military, political and legal systems react faster than institutions can regulate.
In this grey zone, the rule of law becomes as vulnerable as a supply line.
Defending a border or defending a right follows the same logic: resisting friction.
Security without the rule of law is unstable.
And today, war is fought not only on battlefields, but also in courtrooms.
*Esperta Relazioni internazionali, istituzioni, geopolitica e diritti umani
**Expert in International Relations, Institutions, Geopolitics, and Human Rights
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