STORIA: JOHN WITEHEAD PEARD, COLONNELLO DELLA LEGIONE BRITANNICA OVVERO IL CELEBRE SOSIA DI GIUSEPPE GARIBALDI

Di Gerardo Severino*

LONDRA.  Una breve vacanza in Cornovaglia, ai primi dello scorso mese di agosto, mi ha fatto balenare alla mente il ricordo di uno straordinario “collega” inglese, il Colonnello John Whitehead Peard, che fra gli storici militari viene, ancora oggi, ricordato col nome di “Il Garibaldino inglese”, oppure “L’inglese di Garibaldi”.

John Whitehead Peard (acquerello di Thomas Nast)

L’Ufficiale superiore, infatti, prim’ancora che essere ricordato per il valore dimostrato in battaglia, durante la sua presenza attiva nel Risorgimento nostrano, è “passato alla storia” per via della straordinaria somiglianza fisica con il Generale Giuseppe Garibaldi, un fatto provvidenziale che avrebbe avvantaggiato lo stesso “Eroe dei due Mondi” durante la vittoriosa campagna dell’Italia Meridionale, meglio nota come “Spedizione dei Mille[1].

Io stesso, nel corso di alcune ricerche storiche riguardo alla presenza dei Garibaldini nel Cilento – mia Patria d’origine – e, in generale, nella provincia di Salerno, avevo letto alcune interessanti storie che lo riguardavano, e sempre collegate al fatto che il Colonnello John Whitehead Peard era stato, molto spesso, acclamato dalla folla che lo confondeva con Garibaldi [2].

In realtà fu, quella, una circostanza – certamente non la prima, né tantomeno l’ultima – in virtù della quale si ricorse strategicamente al ruolo delle “controfigure” (famose quelle di Winston Churchill, durante la Seconda Guerra mondiale), sia per tutelare importanti figure politiche e militari, sia per confondere il nemico.

Nel nostro caso, infatti, l’equivoco fu abilmente sfruttato dai Garibaldini contro le stesse truppe Borboniche, inviando così falsi messaggi telegrafici, con i quali il nemico precipitò nella più ampia confusione, se non altro riguardo alla reale presenza di Garibaldi sul territorio ormai prossimo alla Capitale.

I falsi messaggi telegrafici erano stati inviati da Eboli da parte dello stesso Peard e dai Garibaldini Fabrizi e Gallenga. Con essi si fece credere che i Garibaldini fossero presenti in gran numero e i che i Borbonici del Generale Cardarelli stessero passando dalla loro parte.

I messaggi telegrafici e la supposta presenza del vero Garibaldi a Eboli furono così convincenti che i Borbonici decisero di ritirarsi da Salerno, dove in effetti lo stesso Colonnello Peard fece poi il suo ingresso trionfale.

Quella che segue è, quindi, la storia di un valente Ufficiale superiore, il quale, più che “controfigura” del “Duce dei Mille” fu l’abile condottiero che, nella seconda parte della Campagna, guidò la gloriosa “Legione Britannica”, della quale fornirò un breve ricordo, prima di dare finalmente spazio alla vicenda umana di John Whitehead Peard.

Il viaggio del Capitano Peard alla volta della Sicilia

La “Legione Britannica” e il suo impiego nell’ambito dell’Esercito Meridionale (1860 – 1861)

Come ricordò lo storico Cesare Cesari, nella sua importantissima opera dedicata ai Corpi di volontari italiani la: <<Legione Inglese fu un corpo volontario garibaldino del 1860, composto di elementi inglesi, e costituito di reparti di fanteria ed artiglieria, rispettivamente al comando dei colonnelli Peard e Devoling. Ebbe il suo deposito a Napoli, fece parte della Divisione Medici e combatté al Volturno>>[3].

Ebbene, la storia militare di quel periodo ci ricorda che i volontari, molti dei quali provenienti soprattutto dalla Scozia[4], furono citati con il nome di “Garibaldi Excursionists”, onde evitare evidentemente spiacevoli incidenti diplomatici, nel caso la campagna militare fosse andata male per i Garibaldini. Il reparto di volontari Britannici, reclutati dal Maggiore Styles, fu organizzato ed equipaggiato grazie ai fondi provenienti dal “Garibaldi Special Fund”, naturale sbocco operativo del “Garibaldi Fund” , istituito già nel corso del 1859, al fine di raccogliere fondi a sostegno del Risorgimento italiano[5].

L’impiego di una prima aliquota della Legione coincise con l’avanzata Garibaldina del luglio 1860, mentre una seconda e più considerevole forza avrebbe operato nella seconda parte della Campagna militare per la liberazione dell’Italia Meridionale. Imbarcata sulle navi “Emperor” e “Melazzo”, il resto della Legione Britannica sbarcò, infatti, a Napoli il 15 ottobre 1860, prendendo subito contatto con il Colonnello Peard, sotto il cui comando l’intera Legione Britannica avrebbe, di lì a poco, preso parte al combattimento di Sant’Angelo, per poi raggiungere Capua.

Come è facile immaginare, la Legione Britannica seguì anch’essa l’epilogo di quella straordinaria avventura militare, ricordando che di lì a poco, sul finire dello stesso mese di ottobre, l’Esercito Meridionale Garibaldino fu di fatto sostituito da quello del Regno di Sardegna, il quale continuò la Campagna militare attraverso l’assedio di Capua e successivamente della fortezza di Gaeta, ove l’Esercito Borbonico si arrese, nel febbraio del 1861[6].

 John Whitehead Peard, ritratto di un condottiero senza la “Camicia Rossa” (1811 – 1880)

 Per chi non lo sapesse, Fowey è una bellissima località balneare della costa sud-orientale della Cornovaglia (Inghilterra sud-occidentale), appartenente al Distretto di Restormel, situata lungo l’estuario del fiume omonimo, che sfocia nel celebre Canale della Manica.

Fu proprio qui che il 14 (o il 23, secondo altre fonti) luglio del 1811, mentre il Regno Unito era impegnato nella cruenta lotta contro l’odiatissimo Napoleone Bonaparte, che veniva al mondo John Whitehead Peard, secondo figlio del vice-ammiraglio Shuldham Peard e della sua seconda moglie, Matilde, figlia di William Fortescue di Penwarne.

Dopo aver frequentato la King’s School di Ottery St Mary (Devonshire) e l’Exeter College di Oxford, il giovane si laureò in legge.

In seguito, divenne anche Capitano dei Ranger del Duca di Cornovaglia. Al di là di ciò, il professionista ebbe modo di viaggiare in lungo e in largo per l’Europa, visitando così anche la Penisola italiana.

Nel 1859, a seguito dello scoppio della Seconda guerra d’Indipendenza, John Whitehead Peard raggiunse il nostro Paese e, dopo non poche difficoltà, anche burocratiche, il 3 maggio ebbe modo di raggiungere Garibaldi, il suo “idolo”, in quel momento operante con i suoi volontari a Pontestura.

Nei successivi combattimenti, l’Ufficiale inglese avrebbe avuto modo di distinguersi, sia per il grande coraggio che per la sua abilità come tiratore.

Legione Britannica nel 1860 sfila per Via Toledo, a Napoli

In occasione della “Spedizione dei Mille”, John Whitehead Peard seguì Garibaldi in Sicilia, a bordo della nave “Washington”, che porterà sull’isola la nota “Spedizione Medici”. In seguito, ebbe modo di distinguersi nella battaglia di Milazzo (17 – 24 luglio 1860), ottenendo, di conseguenza, la promozione a Colonnello, posto, quindi, al comando della Fanteria della Legione Inglese.

Il Colonnello Peard seguì, quindi, l’Esercito Meridionale sino a Napoli e successivamente, come già ricordato assunse il Comando generale della stessa Legione Britannica.

Dopo la fine della “Spedizione”, il Colonnello Peard fece ritorno in Inghilterra.

Avrebbe incontrato per l’ultima volta il Generale Garibaldi in occasione di un viaggio che l’Eroe Nizzardo fece nel Regno Unito nella primavera del 1864.

In quella circostanza, il “Duce dei Mille” andò a rendere visita al suo vecchio compagno d’arme, a Penquite sul fiume Fowey, ove si trattenne tra il 25 e il 27 di aprile.

Unito in matrimonio, dal  7 giugno del 1838 con Catherine Augusta, figlia del reverendo William Page Richards, già preside della scuola di Blundell, Tiverton, John Whitehead Peard fu Giudice di pace e Dottore in legge per la Cornovaglia.

Dal 1869 rivestì, quindi, anche la carica di Sceriffo, con funzioni amministrative e giudiziarie. Il Colonnello Peard morì a Trenython, il 21 novembre del 1880. Fu sepolto nel cimitero di Fowey.

La sua nobile figura non fu mai dimenticata dall’Italia, Paese che gli avrebbe attribuito ampi onori, con il conferimento di una Medaglia al Valor Militare da parte dello stesso Re Vittorio Emanuele II, ma anche con l’erezione di un busto in marmo sul Gianicolo, in quella bellissima città di Roma che egli stesso aveva visitato da giovane e che aveva visto finalmente proclamare Capitale, peraltro di quello stesso Regno d’Italia per la creazione del quale egli stesso aveva così valorosamente combattuto.

NOTE

[1] Ne trattò per primo Gabriele Colonna di Cesaro Fiumidinisi nel saggio “L’Annessione italiana e la Francia”, in Rivista Contemporanea Nazionale Italiana, fascicolo del gennaio 1864, pag, 75 ed ancora Evelina Martinengo – Cesaresco, in  Storia della Liberazione d’Italia (1815 – 1870), Milano, F.lli Treves, 1896, pagg. 295-298.

[2] Nonostante il fatto che il Colonnello Peard fosse più alto di Garibaldi ed avesse la barba più lunga, egli fu acclamato dalle folle ad Auletta, Postiglione, Eboli e Salerno, dove quasi nessuno lo riconobbe.

[3] Cfr. Cesare Cesari, Corpi volontari italiani dal 1848 al 1870, Roma, Ministero della Guerra – Stato Maggiore Esercito – Ufficio Storico, 1921, pag. 106 e 197.

[4] Le sottoscrizioni raccolte in Scozia a favore della causa italiana avevano permesso di noleggiare la vecchia nave a vapore a pala “City of Aberdeen”, utilizzata per portare in Sicilia la Spedizione Strambio, partita il 10-11 luglio da Genova con 900 volontari garibaldini e successivamente utilizzata da Garibaldi per spostarsi da Palermo verso Milazzo.

[5] Ricordiamo che l’unificazione italiana era molto sentita nel Regno Unito, ovviamente per fini strategici e politici, soprattutto in funzione anti francese. Essa, inoltre, era particolarmente sostenuta anche a livello popolare, ricordando la presenza di non pochi esuli italiani, che sia a Londra che nella altre grandi città del Regno tenevano conferenze, peraltro dando anche vita ad Associazioni italo-inglesi a pro della stessa nobile causa dell’indipendenza italiana.

[6] Si consiglia Anthony P. Campanella, La legione britannica nell’Italia meridionale con Garibaldi nel 1860, estratto da Nuovi Quaderni del Meridione, n. 8 (Ott.-Dic. 1964).

*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza – Storico Militare. Membro del Comitato di Redazione di Report Difesa

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