Di Pierluca Cassano
BRESCIA. La Tenenza della Guardia di Finanza di Salò ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del presunto dominus di un’associazione per delinquere, accusata di perpetrate numerose truffe, principalmente ai danni di anziani.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, ha portato al sequestro di oltre 2,8 milioni di euro, ritenuti illeciti derivanti dalle attività truffaldine.
L’indagine ha rivelato un’articolata organizzazione criminale con sede nella provincia di Brescia, composta da 49 membri, che operava su scala nazionale.
I membri dell’associazione si avvalevano di operatori “porta a porta” per vendere rilevatori di gas a prezzi esorbitanti.
Questi venditori, spesso, avrebbero indotto le vittime a credere che l’acquisto fosse obbligatorio per legge, inflazionando i costi rispetto a quanto pattuito nella documentazione commerciale firmata dagli ignari clienti.
In particolare, sono stati accertati almeno 208 episodi di truffa, rappresentativi di circa il 18% del fenomeno complessivamente emerso.
Le denunce-querele presentate dalle vittime, unite agli accrediti sui conti correnti societari, hanno fornito un quadro chiaro dell’illecito operato dall’associazione.
L’organizzazione ha esteso la sua operatività a sette regioni italiane: Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Veneto. Questa ampia diffusione ha complicato ulteriormente le indagini, ma ha anche permesso di raccogliere prove sufficienti per il provvedimento cautelare.

Per alimentare e riciclare i profitti illeciti, l’associazione ha creato nove imprese fittizie, intestate a prestanome, ma gestite da un unico soggetto, ora arrestato.
Le indagini hanno rivelato l’uso sistematico di vari conti correnti per far transitare i fondi di provenienza illecita, con prelievi, bonifici e trasferimenti all’estero.
L’analisi della documentazione bancaria ha permesso di quantificare il profitto ritenuto illecito in circa 2.840.000 euro, con un ulteriore sequestro di 327.000 euro nei confronti di nove indagati per attività di riciclaggio.
Già nel gennaio dello scorso anno, erano state eseguite perquisizioni mirate, con il sequestro di beni per un valore di oltre 70 mila euro, nel tentativo di impedire la continuazione delle truffe.
Nonostante la gravità delle accuse, è importante sottolineare che, in attesa della definitività del giudizio, sussiste la presunzione di innocenza per tutti gli indagati.
Le indagini proseguono, con l’obiettivo di raccogliere ulteriori prove e garantire giustizia per le vittime di queste truffe.
L’intervento della Guardia di Finanza rappresenta un passo importante nella lotta contro le truffe ai danni di persone vulnerabili, in particolare gli anziani. La complessità dell’operazione e l’ampiezza dell’organizzazione evidenziano la necessità di una vigilanza costante e di un’azione coordinata tra le Forze dell’Ordine e le istituzioni.
È fondamentale che le vittime di truffe simili si sentano supportate e protette, affinché situazioni del genere possano essere combattute efficacemente.
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