CyberShield AI Italia, Marini (NetApp): “L’intelligenza artificiale è potente quanto i dati che la alimentan”

ROMA. Considerare i dati un vero asset strategico e non più un semplice sottoprodotto dei sistemi.

È da questo cambio di prospettiva che passa la capacità delle aziende di affrontare in sicurezza l’innovazione e sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Davide Marini, Country Manager Italy di NetApp

A sottolinearlo è Davide Marini, Country Manager Italy di NetApp, intervenuto a “CyberShield AI Italia  – La nuova difesa digitale nazionale”, l’evento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) dedicato alle nuove sfide della sicurezza digitale.

NetApp accompagna da oltre trent’anni organizzazioni pubbliche e private nella gestione dei dati, un patrimonio che, secondo Marini, deve essere sempre più considerato centrale nelle strategie aziendali.

“Ci sono aziende che hanno realmente cambiato prospettiva, considerando i dati un vero e proprio asset e non più un sottoprodotto dei sistemi –  ha spiegato. Il problema riguarda invece quelle organizzazioni che riconoscono formalmente il valore strategico dei dati senza tradurre questo principio in azioni concrete: “Ci sono ancora tante aziende che lo dicono ma non lo fanno, e questa è la più grossa minaccia”.

Per costruire una strategia solida, Marini individua tre elementi fondamentali. Il primo è la conoscenza del proprio patrimonio informativo: sapere dove si trovano i dati, chi può accedervi e quale sia, in tempo reale, il loro livello di protezione.

Il secondo pilastro è proprio la protezione, che deve riguardare sia eventi e disastri naturali sia le minacce informatiche. Sul fronte della cybersecurity, secondo Marini, non è sufficiente prevenire gli attacchi: occorre costruire una reale cyber resilience, garantendo la continuità operativa anche quando un attacco riesce a verificarsi.

Il terzo elemento riguarda la sovranità del dato. Un concetto che non coincide semplicemente con la localizzazione fisica delle informazioni all’interno dei confini nazionali.

“Sovranità non vuol dire soltanto isolare il dato in un data center collocato sul territorio nazionale. Vuol dire avere il pieno controllo, avere il pieno governo del dato e potersi permettere la libertà di spostarlo dove si vuole e di consentirne l’accesso a chi si vuole, mantenendone il pieno controllo”, ha sottolineato Marini.

Conoscenza, protezione e sovranità diventano così le condizioni necessarie anche per affrontare l’intelligenza artificiale. Senza una corretta strategia di gestione delle informazioni, infatti, diventa più difficile sfruttare in sicurezza le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

“Soltanto le organizzazioni che definiranno una strategia di questo genere potranno accedere all’intelligenza artificiale, che è uno strumento potentissimo, tanto potente quanto i dati che la alimentano, e potranno ottenere benefici in piena sicurezza”, ha affermato.

Per le imprese private, una gestione strategica del dato può tradursi in un vantaggio competitivo. Per il settore pubblico, invece, può contribuire allo sviluppo di servizi più completi e trasparenti per cittadini e imprese.

Il valore dell’intelligenza artificiale, dunque, non dipende soltanto dalla tecnologia utilizzata, ma dalla qualità della governance costruita attorno ai dati: conoscerli, proteggerli e mantenerne il controllo diventa il punto di partenza per innovare senza rinunciare alla sicurezza.

LINK VIDEO INTERVENTO SU YOUTUBE

https://youtu.be/S2pDi66O_Iw

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