Esercito: attività addestrativa “Demetra 2/26” per il 132° Reggimento Carri. I carristi della “Tobruk” e i Reparti di supporto testano l’integrazione pluriarma e le capacità logistiche

PORDENONE. Si è conclusa nei giorni scorsi, nell’area addestrativa del Cellina-Meduna, l’esercitazione “Demetra 2/26”.

L’attività addestrativa ha visto impegnato il 132° Reggimento Carri in un complesso scenario di consolidamento delle capacità operative della componente pesante dell’Esercito Italiano.

Un Carro Ariete C1 mimetizzato in add.to notturno

Il dispositivo sul terreno ha operato in un contesto pluriarma grazie al concorso fondamentale di assetti dell’11° Reggimento Bersaglieri, del 132° Reggimento Artiglieria Terrestre “Ariete”, del 10° Reggimento Genio Guastatori e del Reggimento “Lancieri di Novara” (5°).

Il Comandante del 132 Reggimento Carri in un momento del briefing tattico al Comandante della Brigata Ariete

A garantire il massimo realismo alla simulazione, è stata opposta una qualificata forza formata da unità del 183° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, del 33° Reggimento Trasmissioni “EW” (Guerra Elettronica) e del Reggimento “Genova Cavalleria” (4°).

L’attività ha avuto come obiettivo principale il rafforzamento dell’amalgama tra le unità della componente pesante e le altre specialità della Forza Armata.

Attraverso l’implementazione di procedure tecnico-tattiche, è stata verificata sul campo l’efficacia dell’integrazione interforze, con focus specifico sulla pianificazione e condotta di operazioni offensive, difensive e abilitanti.

Pianificazione operativa di un posto comando

Un’attenzione particolare è stata rivolta all’efficacia dei processi di Comando e Controllo (C2), testando la digitalizzazione dei sistemi, la sicurezza delle comunicazioni e la resilienza del posto comando tattico in scenari di combattimento degradati.

L’ambiente del Cellina-Meduna ha inoltre permesso di mettere alla prova le capacità logistiche di sostegno alle piattaforme corazzate in condizioni operative reali.

L’esercitazione “Demetra 2/26” ha confermato la prontezza operativa dei reparti impiegati e la centralità del territorio friulano quale fulcro per la formazione e l’addestramento specialistico delle unità della Brigata Ariete.

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