MBDA Italia: ottime prospettive a dispetto della pandemia

Di Fabrizio Scarinci

Roma. Lo scorso 12 aprile, durante un incontro con la stampa, Lorenzo Mariani, Executive Director Sales & Buissness Development di MBDA, nonché Managing Director di MBDA Italia, ha avuto modo di illustrare le attività della componente italiana del Gruppo, facendo dapprima un rapido excursus sulle misure da essa adottate al fine di fronteggiare la pandemia, per poi focalizzarsi sullo stato dei principali programmi industriali che la vedono coinvolta.

 

L’Amministratore Delegato di MBDA Italia Lorenzo Mariani

 

In particolare, riguardo alla gestione dell’emergenza-Covid, egli ha sottolineato come le scelte effettuate dall’azienda al fine di contrastare la diffusione del virus (basate, tra le altre cose, anche su un maggiore utilizzo di strumenti come smart-working e videoconferenze) si siano mostrate particolarmente efficaci, consentendole di non interrompere lo svolgimento delle proprie attività e di ottenere ottimi risultati anche durante i mesi più difficili del 2020.

Nel superamento di questo momento così complesso hanno però giocato un ruolo di assoluto rilievo anche la tenuta del “mercato domestico” e il considerevole quantitativo di programmi portati avanti dall’impresa, riguardo ai quali, Lorenzo Mariani ha voluto ricordare, in modo particolare, la straordinaria importanza attualmente rivestita dallo sviluppo del Teseo MK2/E, dall’aggiornamento del missile Storm Shadow e dalle attività collegate alla produzione delle FREMM, che, stando alle sue parole, sarebbero i tre progetti sui quali MBDA Italia starebbe, al momento, investendo il maggior quantitativo di risorse.

Nello specifico, per quanto riguarda il Teseo MK2/E, esso rappresenta l’ultima evoluzione della “famiglia” dei missili antinave/contro-costa OTOMAT-Teseo, che da diversi decenni sono in servizio su molte delle più importanti unità della Marina Militare. Rispetto alle precedenti varianti, il nuovo missile (noto anche come Teseo EVO) avrà però una gittata più che raddoppiata (si parla di oltre 360 km), che, in combinazione con la capacità di utilizzare il sistema GPS e la presenza di un seeker duale (dotato, cioè, sia radar che di laser semi-attivo), gli consentirà di neutralizzare una vastissima gamma di obiettivi marittimi e terrestri, tra cui navi, batterie costiere, siti radar e diversi altri tipi di installazioni militari collocate a ridosso della fascia costiera.

Immagine pittorica del nuovo Teseo MK2/E

 

Nel giro di qualche anno anche questo nuovo sistema entrerà a far parte delle dotazioni della nostra Marina, che li potrà schierare sia sui nuovi DDX e PPA (già predisposti per un’eventuale futura installazione), sia a bordo dei Doria e delle FREMM, dove eventualmente prenderebbero il posto dei Teseo MK2/A attualmente in servizio.

Riguardo agli Strom Shadow, invece, MBDA Italia (protagonista della loro integrazione sui Tornado prima e sugli Eurofighter poi) è attualmente impegnata soprattutto con il loro aggiornamento di mezza vita. Nondimeno, proprio in ragione del loro progressivo invecchiamento (che nel giro di un quindicennio o poco più potrebbe portare alla loro sostituzione), non diversamente dai nostri vertici politici e militari, anche l’azienda ha iniziato a guardare con un certo interesse al nuovo progetto FC/ASW (Future Cruise/Anti-Ship Weapon), messo in campo da Francia e Gran Bretagna (gli stessi Paesi all’origine del sistema Storm Shadow/Scalp) e portato avanti dalle loro “componenti nazionali” di MBDA (MBDA France ed MBDA UK).

Il terzo di questi maggiori “core buissness” menzionati dall’AD è poi costituito dal programma riguardante la produzione delle FREMM, sulle quali, oltre ai Teseo MK2/A a cui si è già accennato in precedenza, sono presenti (sebbene non integrati nel sistema PAAMS, come avviene sui Doria) anche i missili superficie-aria Aster 15 e Aster 30, che essa ha sviluppato con MBDA France e Thales nell’ambito del consorzio Eurosam.

I progetti appena citati non sono però gli unici a cui l’azienda starebbe lavorando e, a tal proposito, durante l’incontro si è avuto modo di approfondire anche lo stato di programmi inerenti lo sviluppo e la produzione di altri sistemi, alcuni dei quali starebbero acquisendo un peso sempre maggiore nell’ambito delle sue attività.

Tra questi figura, ad esempio, il SAMP/T NG, ovvero un’evoluzione del sistema di difesa antiaereo e antimissile a medio-lungo raggio SAMP/T sviluppato congiuntamente da Italia e Francia nel corso degli anni 90 e attualmente in dotazione all’Esercito Italiano e all’aeronautica di Parigi. Rispetto al suo predecessore, questo nuovo sistema dovrebbe presentare alcune importanti “novità” (tra cui il moderno missile Aster 30 Block 1 NT, dotato di seeker e computer molto più avanzati rispetto a quelli dell’Aster 30 in dotazione ai sistemi SAMP/T e PAAMS, un nuovo lanciatore, un radar AESA multifunzione e un modulo di comando e controllo basato su un innovativo software ad architettura aperta) che dovrebbero consentirgli di operare (in collaborazione con i velivoli “amici”) anche in spazi aerei densamente frequentati da velivoli civili, garantendo, soprattutto grazie alla possibilità di ingaggiare simultaneamente diversi tipi di bersagli (alcuni dei quali anche di tipo balistico), un elevato livello di protezione a tutti i possibili siti civili e militari che i suoi utilizzatori potrebbero scegliere di voler difendere.

 

Le nuove varianti del missile Aster 30 saranno parte integrante dei futuri sistemi di difesa antiaerea e antimissilistica europei

 

Lanciato ufficialmente lo scorso 19 marzo, il programma di sviluppo di questo nuovo sistema vedrà MBDA Italia collaborare nell’ambito del consorzio Eurosam, che lavorerà al fine di soddisfare i requisiti sviluppati dai propri clienti, tra i quali, specie dopo la conclusione del programma MEADS Italo-tedesco-statunitense, potrebbe esserci anche l’Aeronautica Militare italiana.

Sempre nel campo delle difese antiaeree vi è poi il progetto inerente lo sviluppo dell’Arbatros NG, nuovissimo sistema superficie-aria “Naval Based” incentrato sul missile a medio raggio CAMM-ER, congiuntamente sviluppato da MBDA Italia ed MBDA UK.

Utilizzabile anche per equipaggiare sistemi basati a terra (come quelli recentemente ordinati dal nostro Esercito e dalla nostra Aeronautica), nelle sue “applicazioni navali” questo missile (dotato di una portata di oltre 40 km) risulta assolutamente compatibile con svariati tipi di unità (dalle corvette ai cacciatorpediniere), rappresentando anche un ottimo mezzo di difesa complementare per navi di grandi dimensioni già equipaggiate con sistemi antiaerei più complessi e dotati di un maggiore raggio d’azione (come, ad esempio, lo stesso PAAMS o lo statunitense AEGIS).

Per quanto riguarda il Marte-ER, invece, si tratta di un missile antinave a corto-medio raggio (nello specifico, si parla di circa 100 km) che l’Aeronautica Militare avrebbe scelto di integrare sui propri Typhoon e le forze armate qatariote avrebbero recentemente selezionato sia al fine di equipaggiare i propri elicotteri NH-90 (che inizieranno a ricevere a partire dal prossimo anno), sia per utilizzarli sotto forma di batterie costiere antinave.

 

Lancio di un Marte ER

 

Molto importante risulta, infine, l’attività svolta dall’azienda riguardo al programma multinazionale volto alla produzione del missile aria-aria BVRAAM “Meteor” (che presto l’Aeronautica integrerà sui propri Typhoon ed F 35A), i cui seeker vengono fabbricati nel sito di Fusaro (in provincia di Napoli).

Come precedentemente sottolineato, si può quindi affermare che questo vasto insieme di progetti costituisca per l’impresa un validissimo elemento di forza e resilienza. I sistemi missilistici appena menzionati sono infatti molto diversi gli uni dagli altri e la capacità mantenere elevatissimi livelli di competenza in tutti i settori necessari per un simile grado di diversificazione non può che garantire dei grandi vantaggi, specie qualora si trattasse di affrontare un momento critico come quello sopraggiunto nel 2020.

In definitiva, dopo i considerevoli sforzi compiuti negli ultimi mesi, MBDA Italia, incubatrice di competenze tecnologiche di altissimo livello, ha ora tutte le carte in regola per continuare a consolidarsi (naturalmente in stretta cooperazione con suoi partner europei) come uno maggiori player globali nel campo della missilistica, dando, in tal modo, un significativo contributo anche alla crescita delle potenzialità strategiche nazionali.

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