Ordine pubblico: Sala, Piantedosi, le violenze di Milano. E’ iniziata la campagna elettorale

Di Alexander Berthier

MILANO. Le violenze di Milano, Torino e Bologna hanno ufficialmente aperto la campagna elettorale, con troppo, troppo anticipo!

Incidenti, danni e paura per i cittadini, i soliti agenti in ospedali, qualche manifestante fermato inutilmente  e Beppe Sala che contesta al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi un dispositivo inadeguato e inefficace.

Che faccia tosta, la sua e quella dei colleghi di Torino e Bologna; loro che coccolano le frange violente cittadine che ad ogni democratica manifestazione della sinistra affiancano immancabilmente “democratici” tafferugli, violentissimi quando non proprio eversivi.

Un’immagine degli scontri di Milano delle scorse ore

Sarebbe ora di far rispondere penalmente e civilmente chi organizza ogni manifestazione (o il singolo promotore o i componenti del comitato organizzatore).

Ma soprattutto sarebbe ora di smetterla di impedire nei fatti, e non solo, alle Forze di Polizia di difendersi efficacemente e reprimere le violenze.

Pretendere di fronteggiare certi attacchi solo con idranti, lacrimogeni, scudo e sfollagente è ridicolo e irresponsabile!

Nessuno può chiedere ad un agente della forza pubblica  di ingaggiare lotte corpo a corpo con spregevoli delinquenti che hanno il solo scopo di distruggere e neutralizzare la forza pubblica con qualunque mezzo.

I mezzi di difesa e contrasto sono assolutamente sproporzionati.

Alla violenza cieca esercitata da folle numericamente molto superiori alla forza pubblica si risponde con le armi da fuoco, usando munizionamento di gomma, non letale ma molto efficace, “tertium non datur“!

Le armi da fuoco con munizionamento di gomma  nelle violenze come quelle registrate ieri è assolutamente “proporzionale”!!!.

In ospedale o al cimitero devono andare semmai  i rivoltosi, non poliziotti o carabinieri,  o presto in ordine pubblico non ci andrà più nessuno e in piazza a fermare le violenze ci dovranno andare quei  sindaci!!!

Ripeto e concludo, altri 12 mesi  di combattimenti per le strade in tutta Italia in queste condizioni non li potrebbe  affrontare nessuno ed il primo a “doversi dare alla fuga” sarebbe  purtroppo il Governo.

Ma si sa, al peggio non c’è mai fine…

“Intelligenti pauca!“

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