Di Paola Ducci*
LONDRA. Durante la Prima guerra mondiale (1914–1918), Londra fu colpita per la prima volta nella sua storia da bombardamenti aerei.

L’Aeronautica tedesca utilizzò i dirigibili Zeppelin e successivamente aerei da guerra per colpire la capitale britannica, provocando 668 morti e diffondendo panico tra la popolazione civile.
Anche se la maggior parte dei combattimenti si svolgeva sul continente europeo, Londra non restò immune.
La città divenne un bersaglio simbolico e strategico, essendo il centro politico, militare e industriale dell’Impero britannico. Le sue fabbriche producevano munizioni e armi, i porti garantivano i rifornimenti e da qui partivano migliaia di soldati per il fronte.
Colpire Londra significava quindi colpire il cuore dell’intero apparato bellico britannico.

Il 31 maggio 1915 un dirigibile tedesco sorvolò la città di notte e lanciò bombe incendiarie e granate sui quartieri settentrionali ed orientali, come Dalston, Shoreditch e Leytonstone, uccidendo 7 persone.
Fu il primo attacco aereo nella storia della città.
Nei mesi successivi seguirono altri raid, spesso condotti da più Zeppelin contemporaneamente.
Poiché questi dirigibili non disponevano di sistemi di navigazione precisi, le bombe cadevano in modo del tutto casuale, causando danni e terrore.
La popolazione reagì con rabbia e paura: alcuni negozi appartenenti a tedeschi o austriaci furono attaccati e saccheggiati.
Per difendersi Londra introdusse blackout notturni e installò cannoni antiaerei e proiettori luminosi.

Nel settembre 1916 il Tenente William Leefe Robinson riuscì ad abbattere un dirigibile nei cieli dell’Hertfordshire, evento che fu accolto con entusiasmo come una vittoria nazionale.
Dal 1917 i dirigibili furono sostituiti dai nuovi bombardieri pesanti tedeschi Gotha, molto più veloci e difficili da intercettare.
Il primo grande raid avvenne il 13 giugno 1917, in pieno giorno: 14 aerei attaccarono Londra provocando 145 morti tra cui 18 bambini uccisi in una scuola di Poplar, nell’East End. Dopo questi attacchi le autorità decisero finalmente di introdurre sistemi di allarme pubblico.
Venivano usati forti razzi (chiamati maroons), fischietti e cartelli con la scritta “Take cover!”.
Molti londinesi cominciarono a cercare rifugio nella metropolitana o nei tunnel sotto il Tamigi, come quelli di Rotherhithe, Blackwall, Greenwich e Woolwich.
Entro la fine del 1917 si stima che circa 300.000 persone dormissero ogni notte nei rifugi sotterranei per paura delle bombe.
Tra l’autunno del 1917 e l’inizio del 1918 Londra subì più di una dozzina di bombardamenti aerei, tra cui i famosi raid della Luna del Raccolto (Harvest Moon raids), una serie di attacchi che causarono 47 vittime.
L’ultimo grande raid avvenne il 19 maggio 1918 con 19 aerei tedeschi, ma questa volta le difese londinesi – migliorate grazie a nuovi caccia e cannoni antiaerei – riuscirono ad abbatterne cinque.
I bombardamenti della Prima guerra mondiale non distrussero Londra né la sua determinazione, ma cambiarono per sempre il modo di concepire la guerra. Per la prima volta i civili e le grandi città diventarono obiettivi diretti dei conflitti moderni
L’esperienza di quei primi attacchi aerei fu una terribile anticipazione del Blitz che avrebbe devastato Londra vent’anni dopo, durante la Seconda guerra mondiale.
*Editor per l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa
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