Energia: Fatema Al Nuaimi, una leadership strategica per ADNOC Gas ad Abu Dhabi

Di Giuseppe Gagliano 

ABU DHABI. All’inizio dI quest’anno, Fatema Al Nuaimi è diventata CEO di ADNOC Gas, società del colosso petrolifero di Abu Dhabi specializzata nel gas naturale e GNL.

Con alle spalle una carriera tecnica e manageriale – è ingegnere chimico, MBA e già dal 2018 guidava ADNOC LNG – Al Nuaimi ha contribuito alla “gas master plan” che ha integrato le attività gasifere di ADNOC.

La sua nomina segna una svolta storica: è una delle poche donne a capo di una grande azienda energetica del Golfo, e assume la leadership in un momento cruciale in cui il gas riveste un ruolo geopolitico sempre più rilevante. ADNOC Gas è nata nel 2023 dalla fusione delle attività di trattamento gas,

GNL e gas industriali di ADNOC, debuttando in Borsa con una IPO record da 2,5 miliardi di dollari. Al Nuaimi eredita dunque un’azienda appena consolidata, con piani “ambiziosi” incentrati sulla crescita, la decarbonizzazione e la future-proofing – ovvero l’adattamento alle esigenze future.

Sul piano strategico, Al Nuaimi porta avanti una visione che coniuga sviluppo del business gasiero e sostenibilità, in linea con gli obiettivi degli Emirati Arabi Uniti (EAU). La sua leadership sta ridisegnando il ruolo di ADNOC Gas nel panorama energetico in evoluzione, puntando su un mix di espansione produttiva, transizione “low-carbon” e partnership globali selettive.

Di seguito analizziamo tre aspetti chiave del suo approccio: il rapporto con le compagnie petrolifere internazionali, l’impegno nella decarbonizzazione e la strategia per il mercato del GNL in Asia ed Europa. Infine, valutiamo come la sua guida influenzi il posizionamento di ADNOC e il ruolo geopolitico degli EAU nell’energia.

Coinvolgimento delle compagnie internazionali (IOC) e partnership strategiche

Fin dal suo insediamento, Al Nuaimi ha dovuto definire la posizione di ADNOC Gas verso le grandi Compagnie petrolifere internazionali (IOC).

Storicamente, il settore gas negli EAU ha visto la partecipazione di partner stranieri in progetti chiave: ad esempio, l’espansione della capacità di GNL passa per il nuovo impianto Ruwais LNG, in cui ADNOC ha aperto il capitale a major occidentali e asiatiche. Nel luglio 2024 fonti Reuters riferivano che ADNOC avrebbe destinato il 40% di Ruwais LNG a quattro major – Shell, TotalEnergies, BP e la giapponese Mitsui, ciascuna col 10% – mantenendo per sé il restante 60%. Un ulteriore 5% potrebbe andare a un altro partner.

Questa mossa indica una strategia di coinvolgimento mirato delle IOC: ADNOC Gas conserva il controllo di maggioranza, ma attrae investimenti e know-how esterni per condividere i costi e garantire mercati di sbocco al gas prodotto. In cambio, i partner ottengono forniture GNL dedicate a prezzi preferenziali (sebbene con minore flessibilità), assicurandosi volumi a lungo termine.

È un modello di partnership win-win già sperimentato negli Emirati: capitali e tecnologia internazionali supportano progetti strategici, mentre ADNOC consolida relazioni commerciali di lungo periodo.

Fatema Al Nuaimi sembra proseguire su questa linea di collaborazione selettiva.

“Il focus si sta spostando verso un mix strategico di espansione, sostenibilità e collaborazioni globali mirate” osserva un’analisi del settore.

In pratica, ciò significa coinvolgere partner internazionali laddove aggiungono valore – ad esempio, come investitori in infrastrutture o come acquirenti chiave – ma mantenere l’azienda agile e radicata negli obiettivi nazionali di autosufficienza energetica. Non a caso, tra le priorità dichiarate di Al Nuaimi vi è la sicurezza degli approvvigionamenti domestici: grazie alle enormi riserve di gas di Abu Dhabi, gli EAU puntano a soddisfare il fabbisogno interno e sostenere l’industrializzazione senza dipendere dalle importazioni.

La presenza del Governo emiratino rimane forte (ADNOC detiene ancora circa il 90% di ADNOC Gas), ma l’apertura azionaria via IPO e l’ingresso di soci industriali globali in singoli progetti dimostrano un equilibrio tra controllo statale e partecipazione internazionale.

In definitiva, sotto la guida di Al Nuaimi, ADNOC Gas sta calibrando il coinvolgimento delle IOC per massimizzare investimenti e mercati, senza perdere di vista la sovranità sulle risorse energetiche nazionali.
Guida nella campagna di decarbonizzazione di ADNOC

Un pilastro centrale della strategia di Al Nuaimi è l’allineamento di ADNOC Gas con gli obiettivi di decarbonizzazione degli EAU. Nel 2023 ADNOC ha accelerato i propri target climatici, anticipando al 2045 la data per raggiungere zero emissioni operative (rispetto al precedente 2050) e impegnandosi ad azzerare le emissioni di metano entro il 2030.

Questo impegno nazionale incornicia la campagna di decarbonizzazione in cui Al Nuaimi gioca un ruolo da protagonista, data l’importanza del gas come fonte più pulita rispetto al petrolio e come “ponte” verso le rinnovabili.

La CEO sottolinea spesso il contributo del gas naturale nella transizione: LNG a basso tenore di carbonio e tecnologie pulite possono ridurre l’impronta climatica pur garantendo l’energia necessaria all’economia.

Con Al Nuaimi al timone, ADNOC Gas sta implementando misure concrete per tagliare le emissioni lungo la filiera gasiera. Un esempio emblematico è proprio il progetto Ruwais LNG, concepito per essere il primo impianto di liquefazione della regione Medio Oriente-Africa alimentato interamente a energia elettrica pulita. Ciò permetterà a Ruwais di diventare uno degli impianti GNL con minore intensità di carbonio al mondo, contribuendo a fornire gas “low carbon” ai clienti internazionali più attenti alla sostenibilità.

Inoltre ADNOC Gas sta investendo in tecnologie digitali e di intelligenza artificiale per ottimizzare le operazioni e abbattere gli sprechi: sistemi avanzati verranno impiegati per aumentare la sicurezza, minimizzare le emissioni e migliorare l’efficienza nell’impianto di Ruwais.

Questi interventi rientrano in un piano di investimenti di 15 miliardi di dollari al 2029 per potenziare infrastrutture e progetti chiave all’insegna della sostenibilità.

Al Nuaimi ha anche promosso accordi che integrano obiettivi di decarbonizzazione sul piano dell’utilizzo del gas. In gennaio 2025 ADNOC Gas ed EWEC (la compagnia emiratina acqua ed elettricità) hanno siglato una partnership decennale da 10 miliardi di dollari per la fornitura flessibile di gas alle centrali elettriche nazionali, finalizzata a decarbonizzare il sistema elettrico degli EAU. Il gas fornito permetterà di garantire la stabilità della rete mentre si integrano quote crescenti di rinnovabili, fungendo da backup pulito e sostenendo l’obiettivo Net Zero 2050 del Paese.

“Il nostro accordo con EWEC supporta l’ascesa della digitalizzazione, la crescente necessità di connettività resiliente e l’adozione di tecnologie in tutta l’economia, avanzando al contempo le ambizioni net-zero della nazione” ha dichiarato Al Nuaimi. Parole che evidenziano come la decarbonizzazione, per la leader di ADNOC Gas, non sia disgiunta dall’innovazione tecnologica e dallo sviluppo economico: emissioni ridotte e crescita vanno di pari passo, in un approccio di transizione energetica “ordinata” e inclusiva. Attraverso la sua guida, dunque, ADNOC Gas sta cercando di ritagliarsi un ruolo di fornitore responsabile di energia, capace di conciliare sicurezza energetica e impegni climatici – un equilibrio cruciale nell’era post-COP28, il vertice sul clima ospitato proprio dagli Emirati nel 2023.

La sede di ANDOC Gas

Difendere e consolidare i mercati del GNL in Asia ed Europa

Sotto la direzione di Fatema Al Nuaimi, ADNOC Gas ha lanciato una vigorosa offensiva commerciale per espandere e blindare la propria presenza nei mercati chiave del gas naturale liquefatto, in particolare in Asia ed Europa.

L’Asia è da sempre il principale sbocco per il GNL mediorientale e rappresenta mercati in rapida crescita; l’Europa, dal canto suo, è diventata un acquirente strategico dopo lo shock dell’approvvigionamento russo. Proteggere e consolidare queste destinazioni significa per ADNOC Gas garantirsi clienti di lungo periodo e rilievo geopolitico. Al Nuaimi ha perseguito questo obiettivo siglando una serie di contratti di fornitura pluriennali dal valore miliardario, che rafforzano i legami energetici degli EAU con grandi economie.

Nel febbraio 2025, ADNOC Gas ha finalizzato un accordo di vendita di GNL della durata di 14 anni con Indian Oil Corporation, per volumi fino a 1,2 milioni di tonnellate annue a partire dal 2026.

L’intesa – del valore compreso tra 7 e 9 miliardi di dollari – consolida un partenariato di lunga data con l’India, garantendo al gigante asiatico forniture regolari che lo aiuteranno a portare il gas al 15% del suo mix energetico entro il 2030. Secondo Al Nuaimi, questo accordo è “una testimonianza dei legami energetici dinamici e robusti tra EAU e India” e conferma il ruolo di ADNOC Gas come fornitore affidabile e responsabile di gas a minori emissioni. Non a caso, l’azienda enfatizza che tutti questi contratti pluriennali – da 0,4 a 1,2 mtpa per durate fino a 14 anni – puntano a fornire gas a basso tenore di carbonio, in linea con la strategia di transizione energetica dei clienti.

Anche in Estremo Oriente la società guidata da Al Nuaimi sta rafforzando le sue posizioni.

In Giappone, mercato tradizionale per il gas di Abu Dhabi, ADNOC Gas ha siglato a gennaio 2025 un contratto triennale da 450 milioni di dollari con JERA Global Markets, braccio commerciale del principale utility giapponese.

Il GNL sarà fornito dall’impianto di Das Island – uno dei più longevi al mondo, attivo da 48 anni – a testimonianza della continuità della relazione energetica EAU-Giappone.

“Questo accordo si basa sull’solido rapporto energetico tra Emirati e Giappone, consolidando il nostro impegno condiviso per la sicurezza energetica e un futuro a minori emissioni” ha affermato Al Nuaimi.

Per il Giappone, preoccupato di diversificare le forniture, la partnership con ADNOC Gas garantisce ulteriore flessibilità e sicurezza: come ha dichiarato il rappresentante di JERA, il contratto riflette le misure attive per mantenere un portafoglio globale diversificato, flessibile e competitivo, al servizio delle comunità che dipendono dall’energia importata.

L’Asia vede inoltre ADNOC Gas impegnata con altri attori di rilievo: ad esempio Osaka Gas ha prenotato volumi del progetto Ruwais, e persino la Cina figura tra i clienti, con accordi firmati con il distributore ENN Natural Gas. Queste mosse indicano una chiara volontà di espandere la base clienti ed evitare eccessiva dipendenza da un solo mercato, intercettando la crescita della domanda di gas dall’India al Giappone fino alla Cina.

Parallelamente, l’Europa è emersa come un mercato di importanza strategica nuova per il gas emiratino.

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, i Paesi europei si sono affrettati a trovare fornitori alternativi di gas e GNL, aprendo opportunità per esportatori emergenti.

Sotto la guida di Al Nuaimi, ADNOC Gas ha colto l’occasione per inserirsi nella mappa energetica europea come partner sicuro e a lungo termine. Un risultato tangibile è l’accordo firmato nel novembre 2024 con SEFE (Securing Energy for Europe) – società tedesca erede di Gazprom Germania – per la fornitura di 1 milione di tonnellate annue di GNL per 15 anni. Dal 2028, quando entrerà in funzione Ruwais LNG, il gas di Abu Dhabi inizierà ad alimentare il mercato tedesco, contribuendo per quanto possibile alla sua sicurezza energetica.

“Il gas naturale copre oltre un quarto del fabbisogno energetico tedesco e siamo lieti di sostenere la sicurezza energetica del Paese attraverso questo accordo storico”  ha dichiarato Al Nuaimi in quell’occasione.

L’intesa rientra nel partenariato strategico EAU-Germania avviato nel 2022 (Energy Security and Industry Accelerator), che mira a cooperare su sicurezza energetica e carburanti a basse emissioni.

Per la Germania, diversificare con fornitori come gli Emirati – ritenuti affidabili e stabili – è cruciale per sottrarsi alla dipendenza russa; e infatti SEFE ha sottolineato come questa collaborazione con ADNOC aiuti a responsabilmente diversificare le fonti e accompagnare i clienti nella decarbonizzazione.

Oltre alla Germania, ADNOC aveva già inviato carichi spot di GNL ad altri paesi europei (come la prima consegna sperimentale in Germania nel 2022) e firmato intese con utility quali la tedesca EnBW. L’obiettivo di Al Nuaimi è chiaro: rendere ADNOC Gas un fornitore fisso nello scenario europeo, sfruttando la finestra aperta dalla riorganizzazione dei flussi mondiali di gas.

Grazie a queste strategie commerciali, ADNOC Gas sta consolidando il proprio posizionamento globale nel GNL. I contratti a lungo termine garantiscono entrate stabili e quote di mercato, proteggendo l’azienda dalla volatilità spot. Come notato dagli analisti, una serie di accordi pluriennali recenti – da 0,4 a 1,2 mtpa – è vista come un modo per rafforzare la posizione degli EAU al vertice dei fornitori di GNL verso i mercati in crescita in Asia.

Al contempo, l’azienda si prepara a soddisfare questi impegni aumentando significativamente la capacità produttiva: con l’avvio di Ruwais LNG nel 2028, la capacità GNL degli EAU passerà dagli attuali ~6 milioni di tonnellate/anno a circa 15 milioni. Ciò più che raddoppierà il potenziale export, avvicinando ADNOC Gas ai grandi attori globali.

In prospettiva, pur rimanendo più piccola dei colossi QatarEnergy o delle esportazioni USA, ADNOC potrà servire una platea diversificata di clienti in Asia ed Europa, ritagliandosi uno spazio di rilievo come fornitore di gas affidabile e relativamente pulito.
Impatto sul panorama energetico globale e ruolo geopolitico degli EAU

La leadership di Fatema Al Nuaimi in ADNOC Gas sta già avendo ripercussioni oltre i confini aziendali, influenzando il panorama energetico globale e il peso geopolitico degli Emirati Arabi Uniti. In un contesto mondiale in cui il gas naturale è al centro di nuove dinamiche – considerato al contempo risorsa critica per la sicurezza energetica e combustibile di transizione per la lotta al cambiamento climatico – le mosse strategiche degli EAU vengono guardate con attenzione da Governi e mercati.

Al Nuaimi, con il suo approccio pragmatico, incarna la strategia emiratina di presentarsi come un attore chiave e responsabile nell’arena energetica post-crisi ucraina.

Gli EAU, già fornitori di quasi il 3% del petrolio mondiale, stanno ora ampliando la propria influenza anche sul fronte del gas: attraverso ADNOC Gas, Abu Dhabi offre forniture aggiuntive a partner dall’Asia all’Europa, contribuendo a colmare i vuoti lasciati dalla ritirata del gas russo e dalla domanda crescente in Asia.

Questo rafforza il soft power energeticoemiratino, approfondendo le relazioni bilaterali. Le intese sul gas spesso si accompagnano infatti a pacchetti di cooperazione più ampi: basti pensare che l’accordo con SEFE si inserisce in un programma di collaborazione EAU-Germania su energia e industria, mentre quello con Indian Oil si affianca al partenariato economico privilegiato tra Emirati e India (i due Paesi hanno firmato un accordo commerciale CEPA nel 2022).

In tal modo, l’export di gas diventa per gli EAU un veicolo di diplomazia economica, rafforzando alleanze strategiche con potenze regionali (India, Giappone) e globali (UE).

Allo stesso tempo, la direzione impressa da Al Nuaimi contribuisce a ridefinire il dibattito sulla transizione energetica globale.

Sotto la sua guida, ADNOC Gas propone un modello in cui i produttori di idrocarburi come gli Emirati non sono antagonisti della decarbonizzazione, ma aspirano a esserne facilitatori attraverso l’abbattimento delle emissioni e l’offerta di combustibili meno impattanti.

Questa narrativa – sostenuta anche dal CEO di ADNOC Sultan Al Jaber, presidente di COP28 – posiziona gli EAU come promotori di un percorso bilanciato: investire in rinnovabili e tecnologie pulite, senza però rinunciare nel breve-medio termine al ruolo del gas e del petrolio “low carbon” per garantire stabilità ai mercati.

Fornendo GNL a basse emissioni (grazie a impianti alimentati a energia verde) e investendo in CCUS (cattura e stoccaggio del carbonio) e idrogeno, gli Emirati cercano di mantenere la propria rilevanza nel mix energetico futuro e di legittimare geopoliticamente la propria industria fossile. Certo, questa posizione attira anche critiche dagli ambientalisti, che temono ritardi nell’abbandono dei combustibili fossili.

Ma intanto i numeri sottolineano il peso crescente del gas emiratino: con 15 mtpa di capacità prevista entro fine decennio, gli EAU si candidano a entrare nella top 10 degli esportatori GNL mondiali, e i contratti già firmati coprono gran parte di questa produzione futura.

In definitiva, Fatema Al Nuaimi sta guidando ADNOC Gas attraverso una fase di trasformazione strategica che rispecchia le ambizioni globali degli Emirati Arabi Uniti. Sotto il suo comando, la società investe per aumentare la capacità e migliorare la sostenibilità delle operazioni, coinvolge partner internazionali in modo mirato e sigla accordi storici che le aprono spazi in mercati di primo piano.

Questa combinazione di visione industriale e sensibilità geopolitica rafforza il posizionamento di ADNOC nel mercato globale del gas – non più solo attore regionale, ma fornitore affidabile dall’Asia all’Europa – e al contempo accresce l’importanza degli EAU sullo scacchiere energetico.

In un mondo alle prese con il dualismo tra sicurezza energetica e transizione ecologica, la leadership di Al Nuaimi rappresenta un caso di studio di come un Paese produttore possa cercare di bilanciare economia e clima, tradizione e innovazione.

Sarà il tempo a dire se questa strategia garantirà agli Emirati un ruolo da protagonisti nella nuova geopolitica dell’energia, ma i primi passi – tra mega-accordi GNL e iniziative green – indicano già una direzione ben definita.

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