Corea del Nord, gli Usa contro il Paese asiatico. Bombardieri americani in volo

Di Marco Pugliese

Washington. Donald Trump si era affidato a Twitter per comunicare al propria delusione nei riguardi della Cina. Il Dragone, infatti, secondo il Presidente Usa, non farebbe abbastanza per “correggere” la politica estera nordcoreana.

In queste ore la tensione in estremo Oriente è alle stelle. L’ esercito di Seul è mobilitato, il Giappone ha mosso la propria flotta e gli Usa hanno fatto alzare in volo due bombardieri B-1B, che hanno sorvolato la penisola coreana in “risposta diretta” ai recenti test missilistici nordcoreani.

Un B-1  bombardiere strategico supersonico quadrireattore e quadriposto

Il portavoce dell’ USAF (Aviazione militare statunitense) ha spiegato nel dettaglio la missione. Il B-1 è un bombardiere strategico supersonico quadrireattore e quadriposto. È l’ultimo dei bombardieri americani della Guerra fredda ed è stato inizialmente sviluppato come bombardiere da Mach 2 ad alta quota e ridotta segnatura radar, ovvero per missioni di bombardamento tattico. Questo velivolo, infatti, è utilizzato per missioni di bombardamento tattico che abbassano la percentuale militare del Paese colpito.

Tale missione risulta perciò fondamentale: in caso d’attacco degli Usa, la Corea del Nord potrebbe con il proprio armamento bombardare pesantemente il Sud, Seul compresa. Ridurre al massimo questa capacità di reazione porterebbe il Sud ad evitare danni ingenti.

I due bombardieri sono partiti da una base aerea statunitense a Guam e hanno volato a bassa quota nei paraggi di una base della Corea del Sud. In volo anche jet giapponesi e sudcoreani, ma nessuno “scramble”

“La Corea del Nord è la minaccia più seria per la pace nell’area del Pacifico. Monitoriamo i test missilistici e siamo pronti ad ogni evenienza – ha dichiarato il comandante delle Forze aeree del Pacifico (PACAF), il generale Terrence J. O’Shaughnessy -. In caso d’attacco siamo pronti ad offendere o rispondere, abbiamo ben chiari gli obiettivi tattici per evitare alla Corea del Sud danni ingenti, abbiamo le forze per farlo”.

Donald Trump si dice deluso dai cinesi, in difficoltà in patria, la crisi coreana potrebbe diventare una valvola di sfogo per il Presidente, che solo qualche settimana addietro si era detto convinto della cooperazione con i cinesi. Venuta meno, l’amministrazione Usa rischia di rimanere al palo in Corea, subendo l’iniziativa coreana questo Trump non può permetterselo.

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