PALERMO. Oggi, i Carabinieri del R.O.S. – con il supporto in fase esecutiva dei Comandi provinciali dell’Arma Carabinieri territorialmente competenti – hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palermo – su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia – a carico di A.M. inteso “L’Avvocato”, indagato quale partecipe a Cosa Nostra.

In particolare, per aver gestito i proventi delle attività economiche della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara (Trapani), garantendo a Matteo Messina Denaro il sostentamento economico, e per aver mantenuto rapporti con associati mafiosi di diverse articolazioni territoriali della provincia di Trapani, finalizzati all’acquisizione di attività economiche.
L’uomo, 79 anni,, massone “in sonno”, già latitante e condannato per concorso esterno a Cosa Nostra e narcotraffico – veniva indicato nella corrispondenza tra Matteo Messina Denaro e Laura Bonafede con lo pseudonimo di “Solimano”, i quali in passaggi “ad altissima densità mafiosa” gli riservavano aspre critiche.
Grazie alle attività condotte nell’ambito della indagine denominata “DRISS” emergevano, ad avviso del G.I.P., gravi indizi di colpevolezza in relazione:
- alla rituale affiliazione dello stesso 79enne che, per sua stessa ammissione, sarebbe stata promossa da Leoluca Bagarella a Matteo Messina Denaro (secondo l’accusa Bagarella iavrebbe altresì caldeggiato una collocazione in seno a Cosa Nostra adeguata alle sue capacità)
- ai contatti intessuti con personaggi criminali di diverse aree, finalizzati a concludere lucrosissime operazioni imprenditoriali (come ad esempio la gestione dei proventi di un oleificio, smaltimento di rifiuti urbani in Brasile, attività edili collegate al “superbonus 110%”, acquisto di strutture immobiliari all’asta o sottoposte a confisca, commercializzazione di carburanti)
- alle propalazioni del collaboratore di giustizia Attilio Fogazza che lo definiva mafioso di rango<L’indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari con “braccialetto elettronico”.Sono attualmente in corso perquisizioni nelle province di Trapani e Bologna.
Si evidenzia, infine, che in attesa di giudizio definitivo, trova applicazione, per l’indagato, il principio della presunzione di innocenza.
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