FIRENZE (dal nostro inviato). Pace e sicurezza in Patria e all’estero.
Garantire entrambe è l’impegno quotidiano delle nostre Forze Armate in Patria e all’estero.

E anche, oggi, da Piazzale Michelangelo, a Firenze, dove si è svolta la cerimonia per la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del ministro della Difesa, Guido Crosetto, del capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano e delle più alte cariche dello Statoo, oltre che di numerosi cittadini il messaggio è stato trasmesso “forte e chiaro”.
Le nostre Forze Armate sono garanti della Libertà di tutti i cittadini. Basta leggere i libri di storia. Non altro.
E quando dopo 4 anni di una sanguinosa guerra arrivò finalmente il 3 novembre 1918 l’Armistizio e poi il 4 novembre l’annuncio, l’Italia provò a costruire un nuovo Paese. Ma poi il fascismo e la II Guerra Mondiale ci ributtarono in un altro sanguinoso conflitto.
La libertà ritrovata, la nascita della Repubblica, il ripristino della democrazia furono pilastri per la ricosrtruzione, questa volta sì, di un nuovo Paese.

Nel suo messaggio alle Forze Armate il ministro Crosetto ha evidenziato come “difendere il nostro Paese significa proteggere le sue Istituzioni, il suo territorio, le sue infrastrutture, i suoi interessi strategici ma soprattutto le persone, la loro dignità, i loro diritti e la possibilità di vivere, scegliere e costruire il proprio futuro senza paura”.
Le nostre Forze Armate sono infatti garanti di tutto questo nel nome di una sola parola: Libertà.
Una parola che fin dal Risorgimento ha accompagnato la vita e le missioni dei nostri militari.
A raccontare tutte le missioni alle quali l’Italia ha partecipato dalla fine della Ii Guerra mondiale ad oggi significa occupare tantissime pagine.
Noi ci limitiamo ad evidenziare quanto detto dal capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano: “L’esperienza della Grande Guerra non è soltanto una pagina di storia militare, è l’esempio di una Nazione che, nell’ora più difficile, seppe ritrovare se stessa e resistere unita. Una lezione che parla ancora a noi, soprattutto in questo tempo difficile, segnato da un arco di instabilità che, dall’Europa orientale al Medio Oriente fino al Sahel e all’Africa subsahariana cinge il Mediterraneo”.
E l’Italia è al centro.
Abbiamo, ogni giorno, 7.100 militari schierati in 39 missioni e operazioni internazionali. Sul territorio nazionale altri 7 mila sono impegnati nelle operazioni a supporto delle Forze dell’Ordine.
Il tutto lontano dai riflettori dei media con il solo scopo di garantire pace, sicurezza, libertà.
Ma tutto questo è e sarà possibile solo se l’intero Paese resterà unito nel rispetto delle sue libere istituzioni, Perchè la sicurezza è opera “corale di una conunità unita dagli stessi valori e dalla fiducia reciproca”.
Uomini e donne in uniforme che hanno le loro famiglie ma fanno parte anche della grande Famiglia delle Forze Armate che, ha detto ancora il CHOD Portolano ora si dovra’ prendere cura, con i fatti e non con le parole, dei familiari di Simone, Claudio, Franco-Adriano e Laura”, caduti.in Bosnia-Erzegovina nei giorni scorsi nell’incidente con l’elicottero CH47.
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