Di Aldo Noceti
Palermo. Formalmente era affetto da cecità assoluta e per questo – in 10 anni – aveva percepito la prevista pensione d’invalidità per un importo complessivo di oltre 170.000 euro, ma le reali condizioni fisiche del soggetto non erano proprio quelle e la vicenda si è conclusa con il suo arresto.
Si può condensare in questi pochi elementi l’ennesima vicenda che ha riguardato un “falso invalido”, stavolta smascherato dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo i quali hanno valorizzato dal punto di vista investigativo un’analisi operativa di rischio elaborata, a livello centrale, dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie GDF, all’interno della quale l’invalido in questione era stato segnalato poiché aveva stranamente ottenuto dalla Motorizzazione Civile del capoluogo siciliano il rinnovo della patente di guida, nonostante (dal 2010) risultasse percettore di assegno assistenziale poiché non vedente.
Proprio durante gli accertamenti medici previsti per l’idoneità a condurre veicoli, il soggetto in questione era risultato possedere un campo visivo sufficiente nonostante il medico accertatore ne avesse comunque prescritto l’uso degli occhiali, fattore questo che comunque escludeva a priori la sua asserita condizione di cecità.

Sulla base di tali elementi informativi (chiaramente discordanti tra loro), i finanzieri palermitani hanno così proceduto ai consueti pedinamenti ed osservazioni durante i quali l’uomo oggetto dell’indagine è stato più volte visto alla guida di una bicicletta, intento a fare shopping, a guardare le vetrine dei negozi, oppure anche a passeggiare tranquillamente tra la folla senza mostrare alcuna difficoltà nei movimenti.
Fornito al riguardo un quadro probatorio oltremodo esaustivo, l’Autorità Giudiziaria inquirente – oltre alla già citata misura cautelare – ha altresì disposto il sequestro “per equivalente” dei suoi beni per una somma pari a quanto indebitamente intascato dal responsabile, mettendo così sotto i sigilli tre autoveicoli, tre motocicli, un magazzino ed anche la bicicletta a propulsione elettrica sulla quale era stato visto disinvoltamente circolare.
Nell’ambito della medesima vicenda (grazie alla preziosa collaborazione fornita agli investigatori della GDF dai competenti uffici dell’INPS) è senz’altro da rilevare come il “finto invalido” in questione risultasse anche percettore del Reddito di Cittadinanza nonostante fosse titolare di un’autorimessa, il che gli ha comportato una ulteriore denuncia.
A conferma di una persistente situazione di illegalità nel quale l’uomo aveva evidentemente organizzato la sua vita, va altresì sottolineato come lo stesso fosse già destinatario di un provvedimento di condanna a 14 anni e 10 mesi, emesso a seguito di un’operazione che consentì di scoprire un’associazione a delinquere dedita alle truffe assicurative derivanti da falsi sinistri stradali, nei quali persone indigenti, in cambio di pochi soldi, accettavano di subire danni fisici (anche d’una certa gravità) per ingannare le compagnie assicuratrici in sede di accertamenti medico-legali.
Come dimostrato dalla descritta attività, continuano a manifestarsi in maniera diffusa le frodi derivanti dalle illecite percezioni di prestazioni assistenziali d’ogni genere, anche se l’azione di contrasto portata avanti dalla Guardia di Finanza può oggi contare su mezzi d’indagine e strumenti infornatici nettamente più efficaci rispetto al passato, i quali rendono i derivanti accertamenti molto più speditivi nonché affidabili proprio nell’accertamento delle violazioni.
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