Guardia di Finanza: Savona, tamponi rapidi nel mezzo del parcheggio d’un centro commerciale, scoperta un’attività abusiva e denunciate tre donne

Di Marco Lainati

Savona. Cosa ci facesse quel gazebo nel bel mezzo del parcheggio d’un centro commerciale era abbastanza evidente, anche perché rendeva un servizio davvero molto richiesto in questo momento dalla popolazione, ma quando i finanzieri del Comando Provinciale di Savona – Compagnia di Albenga hanno chiesto spiegazioni all’operatrice intenta ad effettuare tamponi per la rilevazione degli antigeni della SARS-CoV-2, è incredibilmente saltato fuori che la stessa non aveva alcuna autorizzazione a svolgere tali esami.

Mancava forse questa alle tante già inverosimili vicende legate all’attuale emergenza pandemica, nelle quali più di qualcuno ha pensato bene di speculare sui bisogni e sulle paure delle persone, ma quella del “tamponamento abusivo” sembra essere davvero originale se solo si considera che l’operatrice sanitaria in questione, una 45enne della provincia di Cuneo nonché responsabile di una cooperativa, si era ingegnata nella raccolta di campioni biologici “on the road” al tutto sommato contenuto prezzo di euro 13,50 a tampone.

Chiaramente un’attività di questo genere presupponeva una dovuta organizzazione per il rilascio dei “green pass”, che nel caso specifico venivano garantiti da una sua collaboratrice alla quale l’infermiera, dopo aver raccolto i dati sensibili dei suoi pazienti senza consegnare loro la prevista informativa sulla privacy, inviava tutte le informazioni del caso.

Autovettura della Guardia di Finanza di Savona

La collaboratrice in questione, una 59enne piacentina, processava poi quegli stessi dati senza averne alcun titolo, provvedendo all’inserimento degli stessi in un Portale Tessera Sanitaria ma d’una regione diversa rispetto a quella in cui venivano effettuati i tamponi, ciò grazie a un abusivo utilizzo delle credenziali fornite da una terza persona, nello specifico da una sanitaria di medicina generale residente nella provincia di Cremona.

La piccola “società” sembrava anche andare piuttosto bene, atteso che sono centinaia i tamponi rapidi effettuati nel savonese, fin quando i militari delle fiamme gialle non hanno posto fine a tutto accertando che le persone coinvolte, ognuna nel proprio ruolo, stavano operando senza le prescritte autorizzazioni che debbono essere rilasciate dalla Regione, dal Comune nonché dall’Azienda Sanitaria Locale di competenza, interrompendo così la loro attività parasanitaria nonché deferendo all’Autorità Giudiziaria le tre donne coinvolte.

Ancora una volta il continuo controllo economico del territorio affidato alla Guardia di Finanza va a riguardare aspetti che, solo all’apparenza, possono sembrare poco contigui alle funzioni di polizia economico-finanziaria affidate al Corpo, ma che la trasversalità della sua azione finisce poi nel contrastare le più diverse casistiche illecite lesive degli interessi dell’imprenditoria sana oltre che dell’intera collettività.

 

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