ACN, Iezzi: guardare al modello francese, più risorse e nuove regole d’ingaggio per contrastare il cybercrime nell’era del conflitto russo-ucraino

MILANO. “Non mi pronuncio sulle dimissioni di Roberto Baldoni, ma ritengo che il cambio al vertice dell’ACN potrà portare ad una valorizzazione della missione e dell’ambito operativo dell’agenzia stessa”, commenta Pierguido Iezzi, CEO di Swascan, Tinexta Group.

“Quando il Governo Draghi creò questo ente con il DL82/2021, il panorama digitale italiano e globale, già notevolmente complesso, non conosceva ancora le complicazioni dovute al conflitto russo-ucraino. Lo stesso sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, nel suo report annuale, ha sottolineato come negli ultimi 12 mesi ci sia stato un drastico incremento delle incursioni digitali per minare la credibilità e la reputazione degli obiettivi ritenuti sostenitori di una delle parti coinvolte nel conflitto russo-ucraino, così come delle attività di spionaggio rivolte verso i sistemi dei Dicasteri CISR. Confrontarsi con il Cyber Crime è già sicuramente un compito difficile, ma quando gli attori coinvolti vanno a includere anche gruppi e collettivi sostenuti dagli Stati, le regole d’ingaggio e le risorse economiche disponibili, finora dimostratesi insufficienti, vanno adattate per rispettare un ruolo più attivo anche su un piano delicato come quello della difesa cybernetica. Sarebbe saggio guardare oltralpe, in Francia, per osservare un modello replicabile ed efficace anche in questa evenienza”, continua l’esperto.

Pierguido Iezzi, CEO di Swascan

A Parigi, infatti, con la legge 1168/2013 già dieci anni fa è stato sancito che “il Presidente del Consiglio stabilisce la politica e coordina l’azione del governo nel campo della sicurezza e della difesa informatica. A tal fine, dispone dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza informatica “, ANSSI, riportando al Segretario Generale per la Difesa e la Sicurezza Nazionale.

La strategia nazionale francese per la sicurezza digitale, annunciata il 16 ottobre 2015 dal primo ministro francese Manuel Valls, è progettata per supportare la transizione digitale della società francese, ma allo stesso tempo salvaguardare il perimetro digitale dello Stato francese. Al tempo era stato riconosciuto come la rapida digitalizzazione comportasse rischi per lo Stato, gli attori economici e i cittadini.

La criminalità informatica, lo spionaggio, la propaganda, il sabotaggio e lo sfruttamento eccessivo dei dati personali minacciano la fiducia e la sicurezza digitale, richiedendo così una risposta collettiva e coordinata basata su cinque priorità strategiche: gli interessi fondamentali; la fiducia digitale; la formazione continua; il mondo produttivo, in particolare quello delle PMI che costituisce la spina dorsale dell’economia italiana e che risulta particolarmente esposto, così come rilevato dall’ultimo Report Ransomware rilasciato da Swascan per il 2022; il cyberspazio europeo”.

 “L’esempio dell’ANSSI potrebbe ben presto indicarci la via su come meglio approcciare il tema della cyber sicurezza a livello nazionale”, conclude Iezzi.

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