Aeronautica: il Manifesto dell’Aeropittura di Benedetta Cappa e Filippo Tommaso Marinetti. Il volo raccontato attraverso i quadri

Di Benedetta La Corte

ROMA (nostro servizio). Arte e volo. Un binomio che ha unito e unisce il mondo dell’Aeronautica con quello della cultura.

Report Difesa, in occasione del Centenario dell’Aeronautica Militare vuole raccontare quanto fatto da ogni categoria di artisti.

Il volo ha ispirato i cosiddetti “aeropittori” facenti parte dell’ultima corrente artistica del Futurismo.

Partiamo proprio da questo movimento artistico e culturale. Nato in Italia all’inizio del XX secolo si espande presto in tutta Europa. La sua arte rispecchia perfettamente le trasformazioni sociali e tecnologiche che stavano iniziando a cambiare il mondo.

Il mondo dei trasporti si rivoluziona, così come quello militare. Ma nasce anche un modo diverso di fare comunicazione, quello sul modello broadcast con l’invenzione delle radio e della televisione (25 marzo 1925, quando l’ingegnere scozzese John Logie Baird ne diede dimostrazione nel centro commerciale Selfridges di Londra).

Ingegnere scozzese John Logie Baird

La macchina viene vista come simbolo della razionalità umana e del prolungamento della spiccata capacità dell’individuo nel produrre innovazioni che parallelamente generano progresso socio-economico oltre che tecnologico.

Il Futurismo, si fonda, per questo, sulla velocità e sul dinamismo specchio della società contemporanea, accelerazione e movimento.

Entrambi così rapidi da voler cancellare il passato, i luoghi custodi del ricordo come le biblioteche e i musei.

Nel 1929 viene redatto il Manifesto dell’Aeropittura. Fra gli autori ricordiamo Benedetta Cappa e suo marito Filippo Tommaso Marinetti, firmatario anche del Manifesto Futurista, pubblicato nel 1909 sul giornale francese Le Figaro.

Emilio Sommariva: Ritratto di Filippo Tommaso Marinetti

Cappa e Marinetti sono così innamorati del dinamismo e tanto immersi nel clima di ottimismo che pervade quell’epoca da chiamare persino con dei nomi futuristi le loro tre figlie: Ala, Vittoria e Luce.

In una di Benedetta a Tommaso nel suo libro Astra ed il sottomarino si legge: “Marinetti ti offro Astra… È nata carica d’anima, tutte le ansie, le vibrazioni, le gioie, i presentimenti, le certezze vi sono disegnate… Da tre anni, quest’opera è compiuta, ed è stata, tu lo sai, una parentesi più pesante nei miei giorni ed è nata la nostra Luce. Luce oggi è vittoriosa nel sorriso blu, nei suoi canti, nei biondi giochi al sole con Vittoria, ardente, e Ala, veloce“.

Inserite all’interno del Manifesto futurista da Marinetti “il tempo e lo spazio morirono ieri…”, antesignano di quello che si realizzerà con il mondo di Internet.

La velocità della luce che attraversa tempo e spazio, e la vittoria quella dell’intuizione di un uomo visionario che anche se privo di mezzi aveva già anticipato i tempi, tanto che quello attuale apparirebbe ai suoi occhi come vetusto.

L’AEROPITTURA

L’aeropittura esalta lo spirito del tempo, mostrando attraverso le forme ed il colore il carattere dinamico ma anche meccanico dell’aviazione e mettendo in evidenza progresso, azione e militarismo.

Il mondo visto dall’alto dagli aero-futuristi appare ricco di forme geometriche, con cerchi, semi cerchi, triangoli, come nel dipinto Sintesi delle Comunicazioni Aeree, 1933-34, di Benedetta Cappa.

Benedetta Cappa

Le comunicazioni divengono un importante ponte fra un passato, che non si tende più a guardare, e futuro, che spalanca le porte dell’innovazione.

Benedetta Cappa: Sintesi delle Comunicazioni Aeree 1933-1934

Il messaggio comunicato in modo simultaneo dà una sterzata al processo di globalizzazione, cambia lo stile valicando confini e avvicinando mondi sempre più lontani.

Altro sorprendente aeropittore, firmatario del Manifesto dell’Aeropittura, è Guglielmo Sansoni, meglio conosciuto con il nome di Tato. Appassionato di volo, compie numerosi viaggi e transvolate oceaniche. Famoso UN suo dipinto “Sorvolando in spirale il Colosseo (Spiralata)”, del 1930.

Guglielmo Sansoni (Tato): Sorvolando in spirale il Colosseo (Spiralata) 1930

Il cielo è visto come punto di osservazione che rivela la bellezza e il mondo sottostante, nel dipinto Tato immagina di sorvolare sull’anfiteatro più grande del mondo, quello di Roma, anche detto Anfiteatro Flavio, inserito fra le nuove meraviglie del globo.

Insomma, arte e volo sono come due cacciatori di sogni e di cielo, di speranza e di bellezza vertiginosa che ci catapultano nel mondo avventuroso facendo mutare il nostro punto di vista e ribaltare il nostro sguardo a suon di strambellate di aviatore e di pennellate di colore.

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