Forze aeree europee: dal 2035 il Tempest sostituirà gli Eurofighter Typhoon e i JAS 39 Gripen

Di Fabrizio Scarinci

Londra. Dopo alcuni mesi di dialoghi bilaterali, Regno Unito, Svezia e Italia hanno annunciato, ieri, di voler procedere alla creazione di un framework trilaterale al fine di rafforzare la loro collaborazione per lo sviluppo di un sistema di combattimento aereo di nuova generazione.

Il Progetto Tempest compie un grande passo in avanti

Le Aeronautiche militari dei tre Paesi hanno infatti manifestato l’esigenza di poter disporre, orientativamente dal 2035 in poi, di un mezzo con cui sostituire i caccia Eurofigher Typhoon (in servizio con la RAF e con l’Aeronautica Militare italiana) e i JAS 39 Gripen (prodotti da Saab per l’Aeronautica svedese).

Un Eurofighter italiano

Il progetto sul quale si sta convergendo è quello del caccia “Tempest”, il cui mock up è stato presentato per la prima volta da BAE System al Salone aeronautico di Farnborough del 2018.

Tra le specifiche del nuovo velivolo, definito come un aereo da combattimento multiruolo di sesta generazione, vi sarebbero la capacità di operare (quando necessario) in modalità “unmanned”, quella di guidare e coordinare sciami di droni e quella di impiegare, sia contro bersagli aerei che contro bersagli terrestri, missili ipersonici e armi ad energia diretta (come laser o microonde).

Il framework vede il coinvolgimento di molte delle maggiori aziende aerospaziali dei tre Stati, tra cui le britanniche BAE Systems, Leonardo UK, Rolls Royce ed MBDA UK, le svedesi Saab e GKN Aerospace Sweden e le italiane Leonardo Italia, Avio Aero, Elettronica ed MBDA Italia.

Tutte queste società saranno chiamate a contribuire con le proprie capacità e le proprie competenze allo sviluppo delle tecnologie necessarie a creare la nuova piattaforma, generando, sia grazie a tale attività, sia grazie all’indotto, un considerevole numero di posti di lavoro altamente qualificati.

Al fine di far decollare il progetto, l’intesa in questione costituisce certamente un’importantissima pietra miliare e, proprio a tal proposito, Charles Woodburn, amministratore delegato di BAE Systems, si è detto convinto di come la collaborazione internazionale rappresenti la migliore modalità per sviluppare un sistema di combattimento aereo capace, flessibile e suscettibile di ulteriori ammodernamenti futuri.

Egli ha quindi elogiato gli importanti progressi fatti da BAE Systems con Saab e Leonardo nell’identificare obiettivi e competenze condivisi, chiarendo anche come, a partire da oggi, sia finalmente possibile valorizzare questa collaborazione per esprimere tutto il potenziale delle tre Nazioni.

L’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, ha invece sottolineato come le industrie coinvolte siano pienamente consapevoli di partecipare a un passaggio storico, e come il Tempest sia destinato a diventare “la base di un sistema transnazionale di difesa comune che si estenderà ben oltre la difesa area, garantendo enormi benefici economici e significativi progressi industriali e tecnologici “per l’Italia e per i nostri partner”.

“Siamo convinti – ha aggiunto Profumo – che avviare quest’iniziativa nel modo giusto consentirà alle industrie di aerospazio e difesa dei tre Paesi di prosperare per generazioni”.

Dal canto suo, l’amministratore delegato di Saab, Micael Johansson, ha spiegato come la Difesa aerea rappresenti una componente chiave della politica di difesa della Svezia, fondamentale per la sua sicurezza nazionale, e che proprio per questa ragione Saab starebbe seguendo un percorso finalizzato a rimanere all’avanguardia nello sviluppo di un sistema di sistemi e di tecnologie avanzate nel Combat Air.

Egli ha dichiarato di accogliere con favore la leadership del Governo svedese e del Regno Unito, come mostrato nel loro protocollo d’intesa di luglio 2019, e di essere lieto di approfondire le relazioni tra Saab e l’industria italiana, sottolineando anche che l’annuncio dell’azienda di un investimento iniziale da 50 milioni di sterline e la creazione di un nuovo Centro FCAS nel Regno Unito daranno un grande contributo a rafforzare le relazioni con gli altri partner industriali e con il Ministero della Difesa britannico.

Anche l’amministratore delegato di MBDA Italia, Pasquale di Bartolomeo, ha espresso tutto il suo entusiasmo per i progressi raggiunti nei colloqui tra i tre Paesi.

“E’ motivo di grande orgoglio per MBDA Italia – ha commentato – di far parte in maniera significativa del Programma Tempest, System of Systems, che sarà al centro dei sistemi difensivi dei Paesi partecipanti nelle prossime decadi”.

“La nostra esperienza nel Programma – ha aggiunto – è infatti centrale per garantire i sistemi d’arma di nuova generazione e la loro integrazione, in particolar modo mettendo a disposizione le nostre eccellenze nell’ambito di guidance e navigation, e nella realizzazione di seeker sviluppati nel corso degli anni anche grazie a programmi di respiro internazionale”.

“Queste eccellenze – ha concluso Di Bartolomeo — contribuiranno dunque a un progetto all’avanguardia, che esprime inoltre la capacità di costruire ancora una volta una difesa aerea di respiro europeo, mettendo a fattor comune le migliori capacità di ogni singola nazione partecipante”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Enzo Benigni, Ceo e Presidente di Elettronica, per il quale “il programma Tempest, il primo sistema d’arma pensato come sistema dei sistemi, è stato concepito in UK ma rappresenta la più grande opportunità del secolo per la nostra industria, che dovrà trovarvi la migliore collocazione. Si tratta di una imperdibile opportunità per far compiere un importante salto tecnologico al nostro Paese, e da cui consegue un rilevante arricchimento del know-how e una crescita del sistema industriale nazionale”.

“E’, in sintesi, un vero e proprio “breakthrough” in termini di tecnologie abilitanti – ha proseguito Benigni – che ci porterà verso una nuova generazione di sistemi di difesa e che permetterà al nostro Paese di mantenere la sovranità tecnologica conquistata con il Typhoon. Elettronica è pronta a portare il suo contributo forte di un consolidato track record di successi quale design authority per l’Electronic Warfare nell’ambito dell’Eurofighter e dei principali programmi avionici europei degli ultimi 30 anni”.

A livello industriale i tre Paesi hanno già in essere diverse collaborazioni. Italia e Gran Bretagna, ad esempio, hanno cooperato (con Germania e Spagna) alla realizzazione del Typhoon ed entrambe sono oggi partner del programma a guida USA volto a produrre l’F 35.

Londra, Roma e Stoccolma sono partner del progetto per la realizzazione del Meteor, un missile aria-aria “fire and forget” a lungo raggio pensato per equipaggiare i Gripen, gli Eurofighter e gli F-35 in dotazione alle tre Aeronautiche (nonché il Rafale, di produzione francese).

Dispenser di contromisure ‘chaff and flare’ svedesi vengono impiegati sui caccia Typhoon della RAF e, mentre il radar Giraffe della Saab è parte integrante del sistema di difesa terrestre britannico Sky Sabre, i caccia Gripen svedesi sono equipaggiati con un radar progettato e costruito da Leonardo.

In generale, l’eccellente livello tecnologico delle imprese coinvolte e la loro propensione (così come quella degli Stati in questione) a collaborare a progetti internazionali di ampio respiro lascia certamente ben sperare riguardo al buon esito di questa iniziativa, che, una volta decollata consentirà a Gran Bretagna, Italia e Svezia di sviluppare le capacità industriali e tecnologiche necessarie al mantenimento della propria indipendenza strategica nell’importantissimo settore del combattimento aereo.

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