Aeronautica, l’impiego di elicotteri in attività SAR e nei teatri operativi

Elicotteri del 9° Stormo di Grazzanise (Caserta) in una esercitazione Search and Rescue.

Di Luca Tatarelli
Grazzanise (Caserta). Non solo ala fissa ma anche un più ampio utilizzo dell’ala rotante. L’elicottero si sta dimostrando, sempre più, nell’Aeronautica militare italiana, uno strumento moderno nell’utilizzo s sostegno dell’impegno delle Forze speciali così come in attività di SAR (Search and rescue) sia in ambito militare che civile, ovvero in funzione di Protezione civile.
Nella base del 9° Stormo, nato il 26 febbraio 1934 a Ciampino (Roma) come Reparto da bombardamento, partecipando ad operazioni militari prima e durante la Seconda Guerra mondiale ed intitolato all’asso della Prima Guerra mondiale, Francesco Baracca, abbiamo avuto modo di analizzare da vicino come questi cambiamenti siano profondi.
La missione dello stormo è quella di assicurare il supporto aereo e terrestre a reparti ed enti di Forze Speciali (FS) o di Forze per Operazioni Speciali (FOS), sia per le fasi di spiegamento che di ripiegamento nei vari teatri operativi, nonché in operazioni Combat SAR (Search and Rescue).
Il reparto è dotato si velivoli HH 212 AMI-SAR e HH 212-ICO.
Fanno parte del 9° Stormo anche i Fucilieri dell’Aria che utilizzano i VTLM Lince.
Il reparto con questa specialità aerea e di terra dell’Arma azzurra concorre a garantire la sicurezza dei rischieramenti militari all’estero, alle operazioni di mantenimento della pace e di soccorso umanitario, nonché all’attuazione in campo nazionale di misure di protezione in occasione di grandi eventi o di mantenimento dell’ordine pubblico.
L’aeroporto di Grazzanise è dotato di una pista semipreparata, unica esistente in Italia, la quale consente all’Aeronautica Militare di garantire agli equipaggi, in procinto di operare fuori area, un addestramento efficace in un contesto che riproduce l’ambiente ed i requisiti operativi tipici delle attività fuori dai confini nazionali. Con un forte risparmio economico ed operando in massima sicurezza.
Dal 2012 presso l’aeroporto casertano è rischierato il 2° NATO Signal Battalion con funzioni di Centro operativo mobile per le telecomunicazioni. Il reparto assicura il supporto alle operazioni nei teatri operativi al personale dell’Alleanza Atlantica.

ALL’INTERNO DEGLI HANGAR
Entriamo negli hangar della base casertana dove alcuni HH212 sono in manutenzione. Si tratta di velivoli che hanno un rotore di 14,60 metri di diametro, una lunghezza di 17,40 metri (con rotore in moto), un’altezza 4,40 metri. Il peso massimo al decollo è 5.080 chili. L’impianto propulsivo è costituito da un complesso Twin Pac con due turbine Pratt & Whitney PT6T-3D da 1.193 HP. La velocità massima è di 240 chilometri orari, la tangenza è di 5.180 metri. L’autonomia di volo è di 750 chilometri. L’equipaggio è formato da due piloti, 1 specialista polivalente, 1 aerosoccorritore. Gli elicotteri possono essere armati con due mitragliatrici brandeggiabili cal. 7,62 mm.
I tecnici del Gruppo Efficienza Aeromobili (GEA) mettono a punto queste macchine. Di qui passa tutta l’attività manutentiva degli elicotteri del 21° Gruppo volo “Tigre” che opera a Grazzanise.

Un velivolo in manutenzione

Gli altri che non sono presenti nel sedime aeroportuale casertano provengono dalla base dell’A.M. di Decimomannu (Cagliari) o dalla missione internazionale che ha operato fino al 2 novembre scorso a a Malta (si tratta della MICCD, Missione Italiana di Collaborazione nel Campo della Difesa).
La sezione S.A.R della MICCD, composta inizialmente da elicotteri AB-204, successivamente sostituiti dai più moderni HH212 ha operato dal luglio 1982 presso l’aeroporto di Luqa a Malta con equipaggi misti italo-maltesi, con lo scopo di garantire il servizio di ricerca e soccorso nell’area di giurisdizione maltese, con un eccellente livello di collaborazione e di integrazione.

L’hangar del 9° Stormo di Grazzanise (Caserta).

Nel corso dei 34 anni di attività, sono state svolte 14.150 ore di volo delle quali circa 1500 dedicate a missioni operative (196 missioni di ricerca velivoli, natanti o naufraghi dispersi in mare). Sono state recuperate 285 persone su imbarcazioni o in luogo impervio. Sono stati attivati anche interventi per il trasporto urgente verso strutture sanitarie a favore di 180 persone che versavano in imminente pericolo di vita.
Grazie ad uno specifico programma di addestramento svolto dai piloti, operatori di bordo e aerosoccoritori italiani, le Forze armate maltesi hanno conseguito la Full Operational Capability (FOC) con i velivoli AW139 acquisiti a partire dal 2014 ed ora in grado di svolgere, in completa autonomia e sicurezza, il servizio di ricerca e soccorso.

COME OPERA LA GEA
Appena arriva un elicottero alla GEA di Grazzanise i tecnici fanno un check di controllo. Una squadra di manutentori fa una serie di prove funzionali per verificare se quanto scritto sui documenti che viaggiano al seguito del velivolo corrispondono alle realtà.
Una volta terminato questo check, tutta la parte documentale viene affidata all’ufficio tecnico che prepara i cicli di manutenzione, affidati ad un’apposita squadra manutentiva. I cicli di lavoro durano circa un mese, dipende da come si dovrà operare sul velivolo.
Il quale viene smontato e vengono fatti controlli molto accurati sulla parte tecnica, sulla strutture e sulla cablagistica.
Gli elicotteri sono stati assegnati all’Aeronautica militare tra il 1979 ed il 1983. Ma è ancora un sistema d’arma molto conosciuto e considerato efficiente.
Il lavoro quotidiano fatto dalle squadre manutentive pone il reparto all’avanguardia. Basti pensare che si tratta di controlli che vengono fatti a livello industriale.
La fase di rimontaggio, generalmente, dura circa 2-3 mesi. Anche questa differenza è dovuta dal tipo di intervento che deve essere fatto. Dopo la fase di rimontaggio si passa a quella delcontrollo qualità, eseguito anche questo da personale della Forza armata.

Un elicottero HH212 in volo.

Se necessario vengono sostituiti tutti i componenti che devono essere sottoposti a revisione. La Forza armata si rivolge a magazzini interni, dove vengono presi i pezzi precedentemente revisionati e rimontati. I cosiddetti casi di “cannibalizzazione” dei pezzi non è molto frequente in quanto la flotta si sta piano piano riducendo e perciò la presenza nei magazzini di materiale è molto ricca. Su alcuni componenti strutturali si registrano, invece, a ricorsi alla “cannibalizzazione”.
Questa fase si conclude, dopo avare fatto tutti check funzionali e tecnologici, con due voli di prova affidati ad un pilota collaudatore che prova la macchina. Il primo volo controlla l’efficienza del motore, l’avionica. Mentre il secondo volo analizza la parte relativa alle radiocomunicazioni e agli altri aspetti tecnici.
Una volta che il pilota collaudatore ha controllato che l’elicottero funziona bene, rilascia un documento di operatività della macchina ed il velivolo viene così assegnato al Reparto operativo e rimesso in linea.
Può accadere che il collaudatore si accorga che ci sono delle anomalie. Ed allora l’elicottero torna di nuovo in officina e si cercano i probabili guasti.

Elicottero HH212 in attività SAR.

Nel 2005 l’HH212 ha subito un aggiornamento con un incremento della sua capacità operativa. E’ stato dotato di UN armamento per svolgere attività in missioni all’estero (dal 2006 al 2010 ha operato in Afghanistan).
E’ stato dotato di una difesa passiva ed attiva con sistemi ECDS (flares che vengono comandati meccanicamente dagli operatori di bordo e dai piloti) e di due mitragliatrici MG42 montate su supporti laterali

DAGLI ELICOTTERI AGLI ALIANTI
Nei mesi scorsi è decollato dall’aeroporto militare di Grazzanise il primo dell’aliante TWIN ASTIR 03 dotato di sistema SKY LAUNCH EVO 2.

Un aliante TWIN ASTIR 03 al decollo.

Si tratta di un apparato che consente di effettuare il lancio di questi velivoli tramite verricello e che ha visto coinvolto il personale del 9° Stormo ed una componente navigante e specialista del 60° Stormo di Guidonia (Roma).
Il primo volo dell’aliante è stato effettuato dal Capo di Stato Maggiore del Comando delle scuole dell’Aeronautica Militare, generale di brigata aerea, Vincenzo Nuzzo.

 

Il generale di brigata aerea, Vincenzo Nuzzo al decollo sull’aliante.

In questo modo l’Aeronautica ha voluto fissare un pilastro per uno specifico progetto teso all’incremento delle attività di volo da parte degli allievi dell’Accademia Aeronautica sulla base aerea di Grazzanise.
Il 9° Stormo, nell’ambito dell’operazione “SKY LAUNCH 2016”, ha effettuato attività di supporto tecnico operativo e logistico al rischieramento del Gruppo volo a vela del 60° Stormo di Guidonia.

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