Afghanistan, nuovo attentato a Kabul. Auto bomba colpisce bus con a bordo funzionari governativi nel quartiere a maggioranza hazara

Kabul. Nuovo attentato a Kabul, oggi, che ha provocato almeno 35 morti ed oltre una quarantina di feriti. Un’autobomba è esplosa in un quartiere a maggioranza hazara sciita, dove vivono moltissimi funzionari afghani.

I Talebani hanno rivendicato l’attentato che era rivolto contro i dipendenti del Governo a bordo di un autobus, con un comunicato inviato all’emittente al Jazeera. Nella nota il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid ha affermato che l’obiettivo dell’autobomba erano i servizi di intelligence ed i loro impiegati.

L’attentato ha colpito anche molti negozi

Prima delle dichiarazioni di Mujahid la polizia di Kabul aveva comunicato che le vittime erano impiegati del Ministero del Petrolio.

L’attentato è avvenuto poco prima delle 7 (ora locale). Oltre al bus che trasportava funzionari governativi sono state colpiti anche tre veicoli ed una quindicina di negozi sono stati gravemente danneggiati.

Le prime indagini sul luogo dell’attentato

La Polizia ha subito circondato la zona, vicina alla residenza privata del vice primo ministro, Mohammad Mohaqiq.

Lì vicino abita anche il leader della comunità sciita hazara e membro del Parlamento, Mohamed Moqaqeq.

L’auto è esplosa davanti al primo posto di controllo della residenza di Moqaqeq, provocando anche morti e feriti tra le guardie ed i civili.

La comunità hazara ricorda, oggi, il suo primo anniversario (del calendario religioso) di un attentato contro una manifestazione di migliaia di suoi membri, avvenuta il 23 luglio 2016. Ottantaquattro furono i morti e 300 i feriti. Fu il primo attentato che venne rivendicato dall’ISIS avvenuto nel centro della capitale afghana.

Kabul è stata, nel corso di questi mesi, lo scenario di gravi attentati. Ricordiamo quello del 31 maggio scorso, quando un camion bomba esplose uccidendo 150 persone e ferendone oltre 300. E’ stato l’attentato più sanguinoso avvenuto dal 2001.

La guerra ha colpito moltissimi civili. Secondo fonti ONU sono finora i 1662 morti tra i primi sei mesi dell’anno (più 2% del 2016; 9% i decessi di bambini e 23% di donne).

Dal 2009 le vittime civili sono state 26.500 ed i feriti 49.000.

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