Albania: Lulzim Basha abbandona il PD e fonda il nuovo movimento “Democratici Euro-Atlantici” per rimarcare la sua fedeltà alle alleanze occidentali

Di Giuseppe Gagliano 

TIRANA. Lulzim Basha è una figura chiave dell’opposizione in Albania, con una carriera che abbraccia incarichi di alto profilo sia a livello governativo che locale.

Ha ricoperto ruoli di primo piano nei Governi di Sali Berisha, tra cui:

  • Ministro dei Trasporti (2005-2007) e delle Telecomunicazioni,
  • Ministro degli Esteri (2007-2009) durante l’adesione dell’Albania alla NATO,
  • Ministro dell’Interno (2009-2011),
  • Sindaco di Tirana (2011-2015), eletto sconfiggendo di misura l’allora leader socialista Edi Rama.
Lulzim Basha è una figura chiave dell’opposizione in Albania

 

Dopo la sconfitta elettorale del 2013 del suo partito, Basha è subentrato a Berisha alla guida del Partito Democratico (PD), divenendone presidente nel luglio 2013.

In qualità di leader dell’opposizione, ha promosso iniziative contro la corruzione – ad esempio spingendo per la legge sulla “decriminalizzazione” che portò all’estromissione di deputati con precedenti penali – e ha guidato proteste di piazza contro il Governo socialista (come il clamoroso boicottaggio del Parlamento e delle elezioni locali nel 2019).

Basha si è candidato due volte a primo ministro (nel 2017 e nel 2021) ma ha perso in entrambe le occasioni contro il premier in carica

Edi Rama. capo del Governo albanese

La sconfitta alle parlamentari dell’aprile 2021 indebolì gravemente la sua leadership interna, aprendo la strada a una grave crisi nel PD.

Il colpo di scena avvenne nel settembre 2021, quando Basha decise di estromettere dal gruppo parlamentare l’ex premier Sali Berisha, suo mentore politico, dopo che quest’ultimo era stato designato come “persona non grata” dagli Stati Uniti per accuse di corruzione.

Sali Berisha

Questa mossa – motivata ufficialmente dalla volontà di allineare il PD alle richieste dei partner occidentali – portò a una spaccatura profonda nel partito.

Berisha reagì organizzando una rivolta interna: convocò l’Assemblea nazionale del PD che destituì Basha a dicembre 2021, rivendicando per sé la leadership storica. Ne seguì un conflitto aperto tra le fazioni, culminato con violenti scontri nella sede del PD nel gennaio 2022.

Di fronte alle pressioni crescenti, Basha si è dimesso dalla presidenza del partito nel marzo 2022.

Da allora il PD si è diviso in due schieramenti: da un lato la fazione lealista attorno a Berisha (formalmente riconosciuta anche per via giudiziaria nel 2024), dall’altro i sostenitori di Basha, la cui popolarità però è crollata (sondaggi del 2024 lo accreditavano di circa il 2% dei consensi).

Basha negli ultimi mesi ha iniziato a riorganizzarsi politicamente al di fuori del PD ufficiale, lanciando un nuovo movimento denominato “Democratici Euro-Atlantici” per rimarcare la sua fedeltà alle alleanze occidentali.

In vista delle prossime elezioni, si è riaffacciato sulla scena pubblica promuovendo una visione politica in chiave filo-occidentale e anticorruzione.

Stryk Global: storia, legami con Trump e attività di lobbying

Stryk Global Diplomacy era precedentemente nota come Sonoran Policy Group (SPG) – è una società di lobbying e consulenza di Washington D.C. fondata e guidata dal lobbista Robert Stryk.

La SPG ha acquisito notorietà durante l’Amministrazione di Donald Trump, grazie ai suoi collegamenti diretti con l’entourage trumpiano.

In particolare, Stryk ha inserito nel team ex membri dello staff elettorale di Trump (come Stuart Jolly, ex direttore politico della campagna) per sfruttarne le connessioni politiche.

Subito dopo le elezioni del 2016, la firma di Stryk ha organizzato eventi mondani esclusivi – ad esempio un gala all’Ambasciata neozelandese per l’inaugurazione presidenziale, a cui parteciparono consiglieri di alto livello di Trump come Steve Bannon – con l’obiettivo di attrarre clienti stranieri desiderosi di accesso ai nuovi vertici USA.

Questa strategia ha avuto successo: Sonoran Policy Group è arrivata a rappresentare un numero notevole di governi stranieri, più di qualsiasi altra società legata a Trump nei primi anni della sua presidenza.

Il Presidente americano Donald Trump

Tra i suoi incarichi figurano paesi alleati (come la Nuova Zelanda o la Repubblica Ceca) e Governi con reputazioni problematiche o sanzioni internazionali.

Ad esempio, la SPG ottenne lucrosi contratti con il Congo (Democratic Republic of Congo) e soprattutto con l’Arabia Saudita (ben 5,4 milioni di dollari da Riad in un singolo accordo), oltre a lavorare per clienti come il governo di Venezuela e di Somalia o per sostenitori di Julian Assange – tutti soggetti evitati dalle lobby tradizionali. Robert Stryk ha dichiarato apertamente di non farsi scrupoli nel rappresentare clienti controversi, sostenendo anzi che sono proprio quei paesi “quelli che hanno più bisogno di noi”. Questo approccio transactional ha reso Stryk uno dei lobbisti di maggior successo nell’era Trump, accumulando incarichi “difficili” che altre firme rifiutavano.

Nel 2020 la società ha adottato il nuovo nome Stryk Global Diplomacy (SGD), formalizzando il brand attorno al nome del fondatore.

Pur cambiando nome, ha continuato la propria attività di lobbying internazionale.

Va notato tuttavia che con l’avvento dell’Amministrazione Biden l’influenza diretta di queste reti trumpiane potrebbe essere diminuita.

Ciononostante, Stryk Global mantiene stretti legami negli ambienti repubblicani e nelle cerchie conservatrici di Washington, rappresentando un ponte verso l’entourage dell’ex presidente Trump e i suoi alleati.

Questa rete di contatti bipartisan (sia ufficiali sia informali) è il motivo per cui attori politici stranieri – specialmente provenienti da paesi piccoli o con problemi d’immagine – si rivolgono a Stryk Global: sperano di “aprire porte” nei palazzi di Washington che altrimenti rimarrebbero chiuse.

Collaborazione Basha–Stryk Global: obiettivi e implicazioni per Albania e relazioni con gli USA

Nel febbraio scorso, Lulzim Basha ha avviato ufficialmente una collaborazione di lobbying con Stryk Global Diplomacy per promuovere la sua causa politica oltreoceano.

Secondo documenti depositati presso il Dipartimento di Giustizia statunitense (ai sensi del Foreign Agents Registration Act), Basha risulta aver *ingaggiato la società di Robert Stryk a titolo gratuito (pro bono)*.

Non vi sarebbe un contratto formale scritto né una scadenza definita per l’accordo, e Basha figura come cliente individuale – dunque a titolo personale e non in rappresentanza ufficiale di un partito o Governo straniero.

L’obiettivo dichiarato della partnership è “aumentare la consapevolezza (a Washington) riguardo alle sfide dell’Albania in materia di stato di diritto, democrazia funzionale e tutela delle libertà fondamentali”.

In altre parole, Basha sta cercando di portare all’attenzione delle istituzioni americane i problemi interni dell’Albania (corruzione, erosione democratica, diritti civili) nel tentativo di ottenere sostegno internazionale per le riforme e per la causa dell’opposizione. Questo impegno di lobbying, affidato a figure vicine all’entourage di Trump, indica la volontà di Basha di costruirsi influenza nei circoli del potere americani, sfruttando ogni canale disponibile presso l’establishment USA.

Le implicazioni di questa mossa si giocano su due livelli: interno albanese ed esterno internazionale.

Sul fronte interno, l’alleanza con Stryk Global potrebbe rafforzare il profilo di Basha come leader dell’opposizione filo-occidentale, distinguendolo nettamente sia dal Governo socialista di Rama sia dall’opposizione rivale guidata da Berisha.

Basha può presentarsi come il referente privilegiato di Washington in Albania, capitalizzando sul fatto che gli Stati Uniti hanno escluso Sali Berisha per corruzione e non intrattengono rapporti con quest’ultimo.

Questo potrebbe attirare verso Basha il sostegno di quella fetta di elettorato e di dirigenti politici di centro-destra che tengono in alta considerazione il giudizio di Washington.

Inoltre, una maggiore attenzione americana sulle questioni di legalità e democrazia in Albania può esercitare pressione indiretta sul Governo Rama, dando forza alle denunce dell’opposizione.

In pratica, Basha sembra puntare a una sorta di “bollino di approvazione” internazionale per accreditarsi come alternativa credibile e pulita, con cui i partner occidentali possono dialogare.

Già in passato il PD di Basha aveva cercato visibilità negli Stati Uniti – celebre il photo-op con Donald Trump nel 2017, frutto di un lobbying poi controverso – ma quella vicenda si tramutò in un boomerang mediatico a causa dell’opacità nei finanziamenti (con il sospetto di fondi russi). Questa volta, dichiarando tutto apertamente e pro bono, Basha mira a ottenere l’appoggio USA senza alimentare accuse di ingerenze illecite.

Dal punto di vista delle relazioni con gli Stati Uniti, la collaborazione Basha–Stryk Global conferma l’interesse di Washington a sostenere in Albania forze politiche impegnate su riforme democratiche e lotta alla corruzione.

Pur trattandosi di un’iniziativa privata di lobbying, il fatto che l’ex leader dell’opposizione albanese abbia accesso a consulenti influenti negli USA è indicativo di solidi canali di dialogo con ambienti politici americani.

Ciò potrebbe tradursi in un maggiore coinvolgimento americano nel garantire elezioni libere e regolari in Albania e nel contrastare derive autoritarie o clientelari.

In prospettiva, se Basha riuscisse a rilanciare la propria carriera politica grazie anche a questo sostegno esterno, vi sarebbe un riallineamento nei rapporti USA-Albania: Washington avrebbe un interlocutore di opposizione “affidabile” e allineato ai valori euro-atlantici, compensando l’imbarazzo di doversi relazionare solo con un governo socialista da un lato e con un’opposizione ombra guidata da un politico sanzionato (Berisha) dall’altro.

Detto questo, restano da valutare i risultati concreti di tale lobbying.

Al di là dell’eco mediatica e diplomatica, Basha dovrà riconquistare consenso in patria, dove attualmente sconta un capitale politico ridotto.

L’investimento nelle relazioni USA potrebbe comunque dare frutti nel medio termine: in uno scenario politico dinamico, qualsiasi segnale di sponda internazionale può influenzare le alleanze e i calcoli degli elettori moderati.

In sintesi, l’operazione con Stryk Global è un tentativo strategico di Basha per ribaltare la propria sorte politica tramite l’aggancio alla superpotenza americana – un fattore che tradizionalmente ha un peso non secondario negli equilibri dell’Albania post-comunista.

La sua efficacia dipenderà sia dalla recettività di Washington nel farsi promotrice di messaggi forti verso Tirana, sia dalla capacità di Basha di tradurre quel supporto in rinnovata credibilità politica agli occhi dei cittadini albanesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto