Di Chiara Cavalieri
IL CAIRO. Ha suscitato ampie polemiche una recente foto circolata sui social media in cui sono presenti il leader di Hay’at Tahrir Al-Sham (HTS), Abu Muhammad Al-Julani, conosciuto anche come Ahmed Al-Sharaa, il fuggitivo leader salafita egiziano Mahmoud Fathi Al-Masry, e Yasin Aktay, consigliere per le relazioni estere del Partito turco per la giustizia e lo sviluppo.
I dettagli di questa notizia sono stati pubblicati dal sito egiziano Al-Ayyam.

Ahmed Al-Sharaa
Ahmed Al-Sharaa, noto come Abu Muhammad Al-Julani, è il leader di Hay’at Tahrir Al-Sham, ossia il gruppo armato che ha recentemente preso Damasco comportando la fuga del Presidente siriano Bashar Assad.

Figura chiave dei movimenti estremisti nella regione, Al-Julani ha cercato di migliorare la sua immagine politica, avvicinandosi a partiti regionali e internazionali e intraprendendo incontri con media e personaggi pubblici. Tuttavia, nonostante i suoi sforzi, rimane nella lista dei terroristi statunitensi, sollevando interrogativi sulla natura e sugli obiettivi di tali incontri.
Mahmoud Fathi Al-Masry: il leader salafita egiziano
Mahmoud Fathi Al-Masry è uno dei leader salafiti più noti in Egitto, avendo avuto un ruolo nella fondazione del partito “Fadhila”, collegato al predicatore salafita Muhammad Abd al-Maqsoud. In passato, Fathi ha sostenuto Sheikh Hazem Salah Abu Ismail, noto per il suo appoggio ai combattenti in Siria.
Fathi è noto per aver preso parte all’ assassinio del pubblico ministero egiziano, Hisham Barakat, nel 2015, in veste di coordinatore generale dei movimenti della Fratellanza Musulmana ed è attualmente condannato a morte per omicidio.
Secondo le informazioni riportate dal sito egiziano Cairo 24, Fathi è stato un membro attivo del movimento “Hazmoun”, fondato da Hazem Salah Abu Ismail, attualmente in detenzione in Egitto. Inoltre, ha ricoperto un ruolo significativo come assistente di Khairat Al-Shater, uno dei leader della Fratellanza, tra il 2012 e il 2013.
Il report del sito evidenzia anche che Fathi è stato coinvolto in eventi violenti, come l’assedio della Media Production City e della Corte Costituzionale Suprema in Egitto, durante i tumultuosi periodi post-rivoluzione del gennaio 2011. La sua presenza in Siria, documentata in diverse occasioni, lo ha visto associato a leader e membri di fazioni armate, molti dei quali sono stati classificati come terroristi in numerosi paesi, inclusi gli Stati Uniti.
In precedenti articoli, è emerso che Fathi ha svolto un ruolo chiave nella gestione delle operazioni per diffondere propaganda contro il governo egiziano, promuovendo l’agenda della Fratellanza dall’estero e cercando di fomentare il caos e minare la stabilità del paese.
Dopo la rivoluzione del 30 giugno, Fathi è fuggito in Turchia, dove ha sviluppato una relazione con Yassin Aktay, un consigliere del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. La sua attività ha incluso anche la partecipazione ad assedi significativi e operazioni contro istituzioni egiziane, evidenziando il suo ruolo come figura centrale nel panorama della Fratellanza Musulmana e delle sue operazioni nel Medio Oriente.
Dopo il rovesciamento del governo della Fratellanza in Egitto, Fathi ha lasciato il paese, trasferendosi in zone di conflitto come la Siria. Sebbene siano circolate voci sul suo coinvolgimento nei combattimenti, tali accuse non sono mai state confermate ufficialmente.
Yasin Aktay: il mediatore turco
Yasin Aktay, consigliere per le relazioni estere del Partito turco per la Giustizia e lo sviluppo, è una figura influente nella politica turca, in particolare per quanto riguarda il coordinamento delle relazioni della Turchia con i gruppi islamici armati nella regione. La sua presenza nella foto con Al-Julani e Fathi suggerisce il ruolo che la Turchia gioca nel sostenere alcune fazioni armate in Siria, sollevando interrogativi sugli obiettivi di Ankara dietro tali incontri.
Polemica sull’immagine e le sue connotazioni
L’immagine ha generato molte domande riguardo al contesto dell’incontro e ai suoi futuri obiettivi. Alcuni osservatori la interpretano come un passo per riorganizzare i gruppi armati in Siria con il sostegno turco, mentre altri vi scorgono segni di trasformazioni più ampie che potrebbero avere ricadute regionali.
Avvertimenti sulla Siria come rifugio per i terroristi
Il parlamentare e giornalista egiziano Mustafa Bakri ha espresso preoccupazione sul fatto che la Siria potrebbe diventare un rifugio per militanti ed estremisti, dopo che Al-Julani ha accolto Mahmoud Fathi. In un tweet sulla piattaforma “X”, Bakri ha evidenziato che Al-Julani ha offerto residenza ai combattenti stranieri, suggerendo che la Siria stia per diventare un centro di raccolta per gruppi terroristici, simile alla “Kandahar degli arabi”.
Reazioni e speculazioni
La foto in cui sono presenti Al-Julani, Fathi e Aktay ha scatenato un’ondata di polemiche sui social media, con reazioni variegate.
Alcuni la vedono come un segnale di nuovi sviluppi nella regione, mentre altri minimizzano la sua importanza. Alcuni analisti suggeriscono che l’incontro potrebbe segnare l’inizio di un significativo cambiamento nelle relazioni della Turchia con i gruppi armati in Siria, mentre altri ipotizzano che la loro presenza congiunta sia un passo preliminare per riorganizzare le forze estremiste nella regione.
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