Antagonisti: questione di Gaza e antimilitarismo. A Torino e Firenze i movimenti contro Università e industrie della Difesa

TORINO. La questione di Gaza e quella dell’antimilitarismo è sempre al centro delle iniziative del movimento studentesco e degli antagonisti.

Questo pomeriggio, a Torino, si terrà un’assemblea pubblica a Palazzo Nuovo nell’Ateneo piemontese.

 

Free Gaza scritto su un muro di una strada di Torino

“Torino per Gaza – come è stata chiamata l’iniziativa – condivide il suo supporto all’Intifada studentesca che da oltre 10 giorni occupa 3 poli universitari nella nostra città”.

L’obiettivo è diffondere la voce degli studenti “al di fuori dell’Università al fine di sostenere il boicottaggio accademico contro Israele”.

Il j’ accuse è rivolto ai Rettori Stefano Genua (Università di Torino) e Stefano Corgnati (Politecnico di Torino).

“A fronte di uno dei più grandi massacri che segnerà la Storia – aggiungono gli studenti – non è accettabile restare in silenzio. Pensiamo che sia nostro dovere non lasciare sole le mobilitazioni studentesche e assumerci insieme la responsabilità di non essere complici del massacro sionista”.

Intanto, anche il movimento antimilitarista si agita.

Domani 24 maggio (anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915) l’Assemblea Antimilitarista Toscana ha indetto, infatti, una manifestazione davanti alla sede della Leonardo di Campi Bisenzio (Firenze).

Militanti antimilitaristi con bandiere anrachiche

In un documento, dove si fa appello ai manifestanti per partecipare, gli organizzatori dopo avere analizzato i conflitti in corso tra Russia e Ucraina, nei Paesi africani, tra Hamas e Israele e fatto un passaggio sulle missioni internazionali (definite “sedicenti”)  scrivono che “l’industria bellica italiana (Leonardo e affiliati), con il patrocinio del Ministero della Difesa, ha incrementato produzioni e ricerca di sempre nuovi strumenti di morte”.

E ripartono con il solito refrain: più sanità, scuola, trasporto pubblico, Enti locali contro “l’investimento nel militare (come da indicazioni NATO)”.

Definiscono grancassa ideologica di militarizzazione della società” quanto sta accadendo e parlano di “propaganda delle Forze Armate direttamente nelle scuole, l’aumento degli effettivi militari e dei loro stipendi”.

Ed ancora di “volontà del Ministero della Difesa italiano di istituire un corpo militare di 40 mila riservisti, giovani donne e uomini che affianchino all’occorrenza i militari di professione come carne da cannone”.

Altri obiettivi di contestazione dell’Assemblea Antimilitarista Toscana sono il nuovo Comando Operativo NATO per l’Europa Meridionale nella Caserma Predieri a Rovezzano (Firenze) e le basi militari di Coltano e Camp Darby.

“L’assemblea antimilitarista – concludono i militanti – testimonierà la volontà di iniziare una riflessione sulla conversione produttiva delle fabbriche di armi manifestazione e di non farsi coinvolgere in guerre volute da stati nazionalisti ad economia capitalista e dalle loro alleanze armate”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore