Arabia Saudita: Regno Saudita contro la Fratellanza Musulmana. E’ scontro aperto

Di Giusy Criscuolo

Riyad. Da giorni la terra che ha dato i natali a Mohammad si trova sotto attacchi interni, probabilmente per alcune decisioni assunte e rese pubbliche nella mattinata di martedì 10 novembre.

C’era da aspettarsi dunque una reazione, anche al di fuori dalla regione araba, rivolta contro la bandiera verde del Regno Saudita. Ripercorrendo gli ultimi accadimenti è importante ricordare che nella giornata di ieri c’è stato un brutale attacco nella città di Jeddah che ha preso di mira, con un ordigno esplosivo, la cerimonia commemorativa celebrata per ricordare la fine della prima guerra mondiale. Attacco che ha provocato il ferimento ed il coinvolgimento di 4 persone di diverse nazionalità, tra cui un greco. Illeso il nostro ambasciatore italiano.

Celebrazione a cui partecipavano numerosi diplomatici europei e non (Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Grecia e Italia), che a loro volta hanno condannato il gesto criminale. Ciò avviene a due settimane dall’attentato da arma bianca effettuato sempre a Jeddah, su una guardia si sicurezza saudita davanti al consolato francese ed in concomitanza con l’attentato nella chiesa di Notre Dame a Nizza.

A distanza di poche ore dal deprecabile gesto in Arabia Saudita è seguita nei  Paesi Bassi, esattamente all’Aia tra le 5 e le 6 del mattino, una sparatoria contro l’ambasciata saudita. Fortunatamente non ci sono stati feriti e sulla questione sta investigando la polizia olandese.

Attacco in Arabia Saudita nella città di Jeddah durante la commemazione della fine della prima guerra mondiale – Credit Twitter

Da notare che l’attacco è avvenuto la mattina presto in mancanza di persone. Inoltre i colpi sembra siano stati indirizzati volutamente verso l’ambasciata saudita. Questo in apparenza parrebbe più un ammonimento che un attentato, se si pensa che lo scorso martedì, il Council of Senior Scholars in Arabia Saudita ha ufficializzato, una decisione presa nel 2014 e voluta per appoggiare l’Egitto. Conclusione che identifica i Fratelli Musulmani come gruppo terroristico.

Due giorni a dietro il Council of Senior Scholars nel Regno dell’Arabia Saudita, ha confermato che i Fratelli Musulmani sono un gruppo terroristico e che non rappresentano il reale approccio all’Islam. Definendo gli obiettivi perseguiti dalla Fratellanza fine se stessi. Accusandoli di utilizzare la causa religiosa a proprio piacimento. “I loro obiettivi entrano in contraddizione con la reale guida della nostra religione e si nascondono dietro al suo utilizzo”.

Per comprendere cosa abbia portato l’Arabia Saudita a questa decisione è importante capire quale ragionamento c’è dietro. Secondo quanto pubblicato su numerose testate locali e non solo, in una dichiarazione rilasciata dalla Commissione e con la voce del Imam Ahmad si evince: “Dio Onnipotente ha ordinato l’incontro e ha proibito la separazione e il disaccordo… Tutto ciò che influisce sull’unità dei ranghi che gira attorno ai governanti del mondo musulmano, tutto ciò che riguarda trasmettere idee, stabilire gruppi che seguano una fede e abbiano un’organizzazione o altro, è proibito secondo quanto detto nel Libro e nella Sunnah. In prima linea, tra questi gruppi da cui mettiamo in guardia, ci sono i Fratelli Musulmani. Un gruppo deviante, basato sul conflitto di comando dei governanti che non hanno polso, disobbedendo di conseguenza agli stessi. Fomentando conflitti nei paesi, destabilizzando la convivenza nelle nazioni e facendo apparire le società islamiche come ignoranti”.

Durante il Saudi Council of Senior Scholars – sulla sinistra il principe ereditario saudita Mohammad bin Salaman Al – Sa’ud – Credit Twitter

Continua: “Dalla creazione di questo gruppo, non c’è stato alcun interesse in esso per la fede islamica, né per le scienze del Corano, né per quelle della Sunnah. Piuttosto, il suo obiettivo è raggiungere il potere, e quindi la storia di questo gruppo è stata piena di mali e conflitti, e dal suo ventre sono emersi gruppi terroristici estremisti che hanno devastato il paese e il popolo. Creando corruzione come ciò che è noto e visto nel mondo attraverso crimini violenti e terrorismo”.

Ha in fine concluso: “Da quanto detto, diventa chiaro che i Fratelli Musulmani sono un gruppo terroristico che non rappresenta l’approccio dell’Islam, ma piuttosto persegue i suoi obiettivi, che contraddicono la guida della nostra vera religione, fomentando discordia, violenza e terrorismo”.

Questo ragionamento è arrivato dopo settimane in cui sui social, soprattutto durante gli ultimi attacchi all’Europa, numerosi musulmani, compresi principi sauditi e della Penisola Araba, hanno preso le distanze da questi atti terroristici e considerati fuorvianti sulla via della religione. Urlando a gran voce che l’Islam non era quello.

I Fratelli Musulmani dal canto loro hanno risposto affermando che si tratta di una “chiamata riformista” e “non terroristica”.

Bandiera dell Arabia Saudita

Il suo portavoce, Talaat Fahmy, che ha rilasciato l’intervista all’Agenzia turca Anadolu ha risposto martedì sera che il suo gruppo, fondato in Egitto nel 1928, è nato lontano dalla violenza, dal terrorismo e dalla separazione della nazione e che sin dall’inizio è stato un gruppo di difesa riformista che si rifaceva a Dio con saggezza – ha poi continuato – Neghiamo tutte le accuse mosse dal Council of Senior Scholars contro di noi”.

Cercando di portare la ragione dalla propria parte, hanno evidenziato come stiano difendendo, a loro dire, la causa palestinese. Sottolineando che il loro modo di fare si è affidato a libri scritti da eminenti studiosi sauditi, tra cui: Abdulaziz bin Baz, Bin Jibreen e Safar Al-Hawali, e il Comitato permanente per Fatwa (il comitato ufficiale).

Ma i cambiamenti in atto nella Penisola Araba, non si proiettano solo sulla tematica in essere. Come già trattato in precedenza vi è una “guerra economica” in atto tra il Regno Saudita e la Turchia, mossa probabilmente anche da scontri religiosi sul mondo sunnita. A destabilizzare ancora di più la regione tutta, i nuovi risvolti sul neo eletto Presidente Baiden, che come da copione divide il mondo arabo tra chi sostiene a pieno il neo eletto e chi rimpiange la politica di Trump.

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