Attacchi multipli contro la Francia ed il mondo arabo si divide

Di Giusy Criscuolo

Parigi. Dopo gli attacchi “laici” di Emmanuel Macron ad Erdogan e al mondo dell’Islam, avvenuti dopo la decapitazione del Professore francese, Samuel Paty, che parlava di libertà di espressione commentando alcune vignette di Charlie Hebdo su Muhammad, era quasi prevedibile che delle schegge impazzite avrebbero potuto perpetrare un attacco simile.

Ciò che ha spinto il presidente francese a ripubblicare le vignette considerate offensive, sul muro di un edificio governativo sotto sorveglianza, ha avuto ripercussioni gravi sulla Francia. “Non rinuncerò alle vignette sul profeta Maometto” è stata la frase additata dal mondo islamico. Una risposta, questa, legata alla preservazione della laicità dello Stato e della sua adesione alla libertà di espressione. Anche se la questione, si poteva affrontare con più diplomazia.

Attacco a Nizza – Credit Twitter

Questo non giustifica però l’atrocità di comportamenti estremisti, che nulla hanno a che fare con l’islam moderato, che si è comunque sentito toccato nel suo orgoglio. Parole, quelle pronunciate da Macron, che hanno portato i paesi del mondo islamico a reagire con una campagna di boicottaggio sui prodotti francesi. Ma ciò non è bastato agli estremisti che non aspettavano altro che una scintilla per far divampare l’incendio dell’odio e della violenza.

C’era da aspettarselo? Forse si! Ma non per questo bisognava o bisogna smettere di vivere incutendo terrore nei cittadini. In queste ore concitate il mondo dell’Islam si divide in tre gruppi principali.

Coloro che, non accettano le dichiarazioni di Macron e che non amano Erdogan, e lanciano un monito all’Occidente avvertendolo di analizzare la situazione che potrebbe volgere a favore del sedicente sultano, erigendosi a paladino in difesa del Profeta. C’è chi si rifiuta di credere ad un attacco operato da un estremista, come fosse un complotto organizzato per colpire i musulmani.

Presa di posizione anacronistica e condivisa da “alcuni” twitter che parlano di “Un probabile attacco inventato dalla mente di Macron per iniziare una guerra civile” e che finiscono tutti con la stessa chiosa che incita a “boicottare i prodotti francesi” (Tweet, quest’ultimo, ormai diventato virale da giorni e che abbraccia tutti i Paesi dell’Islam non solo quelli arabi).

La polizia a Notre Dame dopo l attacco terroristico – Credit Twitter

Al terzo gruppo appartengono coloro che condannano questi gesti, come nella marcia organizzata per ricordare il professore ucciso e che non essendo estremisti e non appoggiando certe frange si sentono additati ingiustamente dicendo: “Perché l’occidente identifica il musulmano con colui che opera solo atti terroristici? L’Islam non è questo, non è estremismo”.

C’è però da dire che coloro che cedono all’odio e all’estremismo, sono anche coloro che si radicalizzano e che non accettano la laicità della comunicazione, che ha reso l’Europa e il globo tutto, un luogo più “libero”. Le vignette di Charlie Hebdo possono piacere e non piacere, ma nessuno ha il diritto di imbavagliare la libertà di espressione.

Secondo alcuni analisti arabi, sembrerebbe infatti che Erdogan stia cercando di porre rimedio ai suoi fallimenti difendendo il Messaggero di Allah e che i suoi seguaci, potrebbero giustificarli come il prezzo da pagare per la sua difesa del Profeta.

Ma le notizie convulse che arrivano sono agghiaccianti, poiché l’attacco operato oggi non è un caso isolato, ma un attacco probabilmente coordinato da estremisti jihadisti raccolti sotto la bandiera della Fratellanza. Ad ora oltre a Notre Dame, sembra ci sia stato un attacco ad Avignone contro la polizia, un attacco ad una guardia di sicurezza davanti l’ambasciata Francese a Jedda in Arabia Saudita e confermato dai media, un arresto a Lione e uno a Sartrouville (dove l’uomo sembra abbia dichiarato di voler emulare i fatti di Nizza) ed un attacco operato martedì, all’Ambasciata Francese di Cipro, da uomini legati al “sultanato” e alla Fratellanza. Il gruppo riunitosi davanti all’ambasciata francese di Cipro si era scontrato con le forze di polizia, rimuovendone la bandiera.

Momento dell’arresto dell’attentatore – Credit Twitter

Ma non è una novità, poiché questa settimana, numerosi esponenti dell’Islam moderato avevano avvertito l’Occidente di questa possibilità. A partire dal Presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi su una potenziale “ondata di jihadisti” nella più ampia regione del Mediterraneo orientale appoggiati da Turchia e Qatar, fino ad arrivare ad un principe saudita, che il 26 ottobre scorso aveva dichiarato su Twitter: “Gli account Twitter affiliati a #MuslimBrotherhood, #Turkey e #Qatar stanno diffondendo ostilità e alimentano l’odio contro la Francia e il suo popolo e accendono il fuoco delle intenzioni estremiste che possono portare ad atti terroristici, Attenzione per favore!”

Riguardo all’attentato di Nizza, un esperto di terrorismo, Albert Farhat, ha dichiarato a Sky News Arabya: “Nizza è una base per gruppi estremisti in Francia. Molti di questo elementi hanno lasciato la Francia per andare sui campi di battaglia. La città di Nizza è una polveriera pronta ad esplodere. – ha continuato – Infatti le autorità francesi hanno arrestato pochi giorni fa un ragazzo che si stava preparando per un attacco terroristico nel Paese. Ciò dimostra l’evidente pericolo per la sicurezza interna della Francia”.

Un Principe saudita in un tweet del 26 ottobre avvisa del pericolo

Il timore si fa forte e Macron aumenta l’allerta e il DEFCON di sicurezza. Sui numerosi tweet si legge: “Un altro crimine di strage in # Francia. Questa volta il più atroce, perché contro una donna innocente all’interno di un luogo di culto (la chiesa di Notre Dame) a Nizza…”. Ma pur accusando gli estremisti il messaggio si conclude con un: “Il dovere legale è di boicottare i prodotti francesi e non rispondere al razzismo con la criminalità”.

E mentre il mondo si indigna davanti a queste atrocità, Erdogan, assieme ai leader della Fratellanza, tra cui il leader Pakistano Imran Khan sguazzano nell’ipocrisia, giustificando la radicalizzazione e gli attacchi, senza fare menzione delle atrocità perpetrate nei propri Paesi nei confronti di minoranze religiose. Il premier pakistano Khan, il giorno in cui Emmanuel Macron ha esternato la sua rabbia ha dichiarato: “Questo è un momento in cui il presidente Macron avrebbe potuto dare un tocco curativo e negare spazio agli estremisti piuttosto che creare ulteriore polarizzazione ed emarginazione che inevitabilmente porta alla radicalizzazione”.

Presidente Turco Recep Tayyp Erdogan ed il Presidente Pakistano Imran Khan – Credit Daily Sabah

Ricordiamo infatti che all’interno del mondo islamico si parla di competizione sulla leadership del mondo sunnita. La Turchia, a tal proposito, sembra aver ottenuto grandi successi, formando un blocco politico islamico guidato da un gruppo non arabo che comprende Pakistan, Malesia, Indonesia, Iran e Qatar, escludendo l’Arabia Saudita e aprendo la strada alla costituzione di un’organizzazione islamica. Al-Islami, la cui sede è a Jedda. Luogo in cui c’è stato l’ultimo attentato di oggi a sfavore di una guardia di sicurezza davanti all’Ambasciata Francese. Non per ultima, la dichiarazione del primo ministro della Malesia Dr Mahathir Mohamad, che dopo un’analisi fatta di 12 punti, ha chiuso l’ultimo tweet con un incitamento all’odio.

Inizia con un “RISPETTARE GLI ALTRI” in lettere cubitali, ma forse si riferisce solo ad “alcuni”. Parla della multiculturalità della Malesia e di come si sappia gestire le differenze religiose, dell’Occidente e di come sono cambiati i costumi, di donne europee inizialmente vestite e che oggi si coprono con “un semplice filo le parti più nascoste”. Affronta un altro punto su come, a suo dire, l’Occidente stia cercando di inculcare (per forza) la propria cultura all’Islam. Di come molte cose occidentali siano entrate nel loro modo di vivere, anche cose strane.

Alcune delle dichiarazioni del Primo Ministro Malese Mahathir Mohamad

Parla di come l’Europa sia Cristiana, ma solo per nome, senza seguire la propria religione e offendendo coloro che credono ancora fortemente nella propria. Come Macron si stia mostrando primitivo nei confronti dell’Islam, attaccando i musulmani per l’uccisione di un Professore che insultava il Profeta (quasi a giustificarne l’aberrante gesto). E prima del 12esimo punto scrive: “Ma indipendentemente dalla religione professata, le persone arrabbiate uccidono. I francesi nel corso della loro storia hanno ucciso milioni di persone. Molti erano Musulmani”. E conclude con: “I musulmani hanno il diritto di arrabbiarsi e di uccidere milioni di francesi per le stragi del passato”.

Una cosa è certa, che uomini di Stato dovrebbero utilizzare una politica più diplomatica, perché le frasi estrapolate da contesti specifici, possono essere strumentalizzate e non comprese, aprendo la strada per un nuovo “Medioevo”. Macron ha difeso una libertà indiscutibile, ma i modi utilizzati avrebbero potuto essere più attagliati al particolare momento storico che il mondo sta vivendo.

L’attacco all’Europa e al mondo in cui vive la propria cristianità (cattolica, ortodossa, copta, siriaca ecc.) dovrebbe indurci a riflettere su come i punti di vista siano relativi. Magari riflettere se ci stiamo abbandonando agli eventi per dirigerci verso una deriva inconsapevole. Senza mai dimenticare che abbiamo lottato tanto per ottenere la preziosa libertà di cui godiamo oggi. Perché perderla?

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