Beni Culturali: a Taranto martedì sarà presentata e inaugurata la mostra “Recuperati dagli Abissi”. Esposti reperti rinvenuti durante i lavori per l’installazione del gasdotto TAP tra le coste albanesi e quelle italiane

TARANTO. Martedì prossimo, a Taranto, presso la Soprintendenza Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo sarà presentata alla stampa la mostra “Recuperati dagli Abissi”.

La locandina della presentazione della mostra

Parteciperanno Barbara Davidde, Soprintendente Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, Luca Schieppati, Managing Director Trans Adriatic Pipeline (TAP), Francesco d’Andria, Accademico dei Lincei, professore emerito Aldo Siciliano, presidente Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia di Taranto, già professore ordinario, Maria Piccarreta, Segretario Regionale MIC per la Puglia, Tenente di Vascello Gianfranco Tommasi, capo Nucleo SDAI di Taranto della Marina Militare Capitano di Fregata Tiziano Angelini, capo della 1° Sezione (Coordinamento Ministero dell’ Ambiente e della Sicurezza Energetica), Ufficio Rapporti Interministeriali e Coordiamento del Territorio, addetto MCM della 3° Sezione GEOMETOC della Marina Militare.

Un’Hydria recuperata (Copyright Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo). Foto V. Ria

Concluderà: Luigi La Rocca, Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Nella mostra, che sarà inaugurata lo stesso giorno, verranno esposti i reperti rinvenuti durante i lavori per l’installazione del gasdotto TAP tra le coste albanesi e quelle italiane, a circa 780 metri di profondità, riferibili al carico di un relitto dei primi decenni del VII secolo a.C.

Uno dei reperti  recuperati (Copyright Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo). Foto V. Ria

Il carico costituito da ceramiche di manifattura corinzia, in particolare contenitori per il trasporto di derrate alimentari e ceramica fine da mensa, è un ritrovamento eccezionale e di grande valenza scientifica.

Le operazioni di recupero hanno consentito il prelievo dal fondale di 50 reperti: 2 anfore da trasporto del tipo corinzio A, 5 hydriai, 3 oinochoai, 1 brocca, 10 skyphoi e 1 pithos, rinvenuto in stato frammentario.

Durante il restauro all’interno del pithos sono stati rinvenuti altri 28 skyphoi impilati, le anfore hanno restituito, invece, numerosi noccioli di olive.

Queste importanti testimonianze del mondo antico saranno esposte in un percorso di visita di tipo immersivo in cui l’utilizzo di immagini, videoproiezioni ed effetti sonori mira a ricreare nel visitatore la sensazione di “immergersi negli abissi” del Canale d’Otranto.

Si tratta di un percorso emozionale in cui l’utilizzo di tecnologie digitali, installazioni tattili e di realtà aumentata è finalizzato a raccontare al pubblico, attraverso una fruizione attiva, suggestiva e coinvolgente, le fasi più antiche del commercio mediterraneo agli albori della Magna Grecia.

Sarà presente, inoltre, una sezione dedicata ai più piccoli, i quali potranno conoscere un tassello della loro storia divertendosi.

Il recupero, il restauro dei materiali archeologici e la mostra sono stati realizzati con il supporto di TAP.

FOTO IN COPERTINA: Copyright Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo. Autore: V. Ria

Per ulteriori informazioni: www.patrimoniosubacqueo.it

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