Dipartimento Pubblica Sicurezza: presentata la relazione annuale 2023 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. In aumento i sequestri di cocaina. La ‘ndrangheta ha sempre un ruolo egemone nel narcotraffico

ROMA. Il totale complessivo dei sequestri di droga, nel 2022, a livello nazionale ha raggiunto le 75 tonnellate.

Un’operazione antidroga della Polizia di Stato

I dati quantitativi, fatta eccezione per la cocaina, che risulta in costante crescita, rilevano qualche lieve riduzione (frutto di fatti contingenti, connessi a cinque sequestri straordinari, 2 di cocaina e 3 di cannabis, effettuati nell’anno 2021 e che mancano all’appello nel 2022), ma delineano un quadro in continuità con il periodo precedente.

Il risultato complessivo, comunque, è il sesto più alto nella serie decennale.

E’ quanto emerge dalla relazione annuale 2023, presentata oggi a Roma, dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, in prospettiva della giornata mondiale delle Nazioni Unite contro l’abuso e il traffico illecito di stupefacenti che ricorre il 26 giugno.

Il dossier illustra, in sintesi, le attività e i risultati raggiunti l’anno scorso, in Italia, nella lotta contro il narcotraffico.

Il Rapporto Annuale 2023 è pubblicato, anche nelle versioni inglese e spagnola, sul sito della Direzione Centrale, la piattaforma Web per la ricerca di dati, informazioni e “report” sulle attività svolte dalle Forze di Polizia nel settore antidroga.

Presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia hanno partecipato alla conferenza il vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Vittorio Rizzi, il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Generale di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza Antonino Maggiore e tre esperti per la Sicurezza impiegati in aree strategiche per le rotte della droga (Perù, Repubblica Dominicana e Spagna-Barcellona – collegati da remoto).

Il prefetto Vittorio Rizzi

 

Il Prefetto Vittorio Rizzi ha sottolineato come le rotte del narcotraffico internazionale e le modalità stesse hanno avuto una costante evoluzione interessando nuove aree come quella del Sud attraverso i Paesi dell’Africa dove nell’ultimo anno sono stati istituti nuovi uffici degli esperti per la sicurezza proprio per potenziare la rete della cooperazione internazionale.

D’altronde il narcotraffico è stato il primo crimine transnazionale è quello che ha sempre rispettato l’evolversi dei tempi ecco perché l’impegno incessante del Dipartimento della Pubblica Sicurezza è volto al rafforzamento della cooperazione di polizia bilaterale e multi laterale che oggi vanta un rete presente in oltre 80 paesi al mondo.

Intanto, prosegue l’impegno costante delle Forze di Polizia nel contrasto ai traffici illeciti di droga, che ha portato a ingenti sequestri delle diverse sostanze stupefacenti a fronte del rilancio del narcotraffico post Covid-19.

Nel 2022, infatti, esauriti gli effetti della pandemia, si rileva una sostanziale ripresa dei traffici di stupefacenti dai luoghi di produzione, ove erano state stoccate le eccedenze durante il periodo delle misure restrittive per i noti motivi sanitari.

Le organizzazioni criminali, forti dell’esperienza maturata durante la crisi pandemica, gestiscono i traffici sia utilizzando gli schemi operativi tradizionali, sia con le soluzioni innovative che “sfruttano” la rete Internet, i corrieri postali e commerciali e i sistemi di comunicazione criptata.

Per le Forze dell’Ordine si può ipotizzare un cambiamento di strategia da parte delle organizzazioni criminali, che, nell’ultimo anno, avrebbero significativamente e intenzionalmente ridotto l’entità dei singoli carichi di droga spediti, aumentando così il numero delle importazioni di minor “peso”, per ridurre i costi derivanti dalla perdita dello stupefacente, in caso di sequestro. Tale tendenza, tra l’altro, emerge anche nei primi mesi di quest’anno.

L’ESCALATION DELLA VENDITA E DEL CONSUMO DI COCAINA

Anche nel 2022, continuano i sequestri di cocaina, con una progressione esponenziale.

Si registra, infatti, un ulteriore record nei quantitativi rinvenuti: dopo gli exploit del 2020 e del 2021, rispettivamente con 13,6 e 21,39 tonnellate sequestrate, la cocaina intercettata nel 2022 è arrivata a 26,10 tonnellate (+22%), traguardo assoluto mai raggiunto in precedenza.

Un sequestro di cocaina occultata dietro un carico di agrumi

I quantitativi più ingenti di cocaina, come nel 2021, sono stati sequestrati in frontiera (il 78,28% del totale intercettato a livello nazionale) e, in particolare, nei porti, dove sono state rinvenute 20 tonnellate sulle 26 complessive.

Questi dati rafforzano l’ipotesi secondo cui si stia affermando una nuova rotta mediterranea di questo stupefacente che, in transito nei porti nazionali, in primis nello scalo di Gioia Tauro (Reggio Calabria) dove è stata intercettata l’80,35% della quantità di cocaina sequestrata alla frontiera marittima, con un’incidenza del 61,73% sul totale nazionale, viene veicolata, da organizzazioni criminali balcaniche, verso i porti del Mar Nero e del Mar Egeo.

La centralità del nostro Paese, quale snodo per il passaggio via mare di ingenti quantità di cocaina – provenienti dal Sudamerica e dirette verso altri mercati di consumo – ha permesso, in diverse occasioni, importanti sviluppi investigativi, anche tramite consegne controllate internazionali dall’Italia verso i territori balcanici.

Gli eccezionali risultati conseguiti alla frontiera marittima dalle Forze di Polizia, nell’attività di contrasto ai traffici transnazionali, sono dovuti sia alle strategie operative utilizzate nelle investigazioni condotte nei confronti dei sodalizi criminali, sia ad una sempre più affinata ed incisiva analisi di rischio utilizzata per l’individuazione “in anticipo” dei “target” – soprattutto i container sospetti – da sottoporre a controllo nei porti.

SEQUESTRI DI EROINA

Il Report poi evidenzia come il livello dei sequestri di eroina, pari a 548,08 chili sia sostanzialmente sovrapponibile al risultato dell’anno precedente e in linea con la media dell’ultimo quadriennio (il dato ha un andamento costante negli ultimi 20 anni, attestato intorno alla mezza tonnellata).

Il livello dei sequestri di eroina, pari a 548,08 chili sia sostanzialmente sovrapponibile al risultato dell’anno precedente

Si evidenziano due dati significativi: l’assenza di sequestri di eroina alla frontiera terrestre – punto nazionale di transito della tradizionale rotta balcanica- e l’aumento di quelli  alla frontiera aerea (il 72. 41 % del totale) presso alcuni dei principali aeroporti quali Malpensa, Roma Fiumicino e Cagliari-Elmas.

Con provenienze, nella maggior parte dei casi (85,71%), dalla Nigeria, dal Sudafrica, dal Senegal e dal Camerun.

Questo dato rappresenta una prima conferma di un’ipotesi investigativa, che vede, in alcuni paesi dell’Africa Sud-Orientale, i punti di transito di una nuova rotta di importazione dell’eroina afghana verso i mercati di consumo europei – la cosiddetta Southern Route (rotta del Sud), oggetto di studio ed analisi nell’ambito di un importante progetto della DCSA.

In sintesi, per le rotte di importazione di questi stupefacenti, oltre ai tradizionali flussi, emergono le due nuove direttrici: la rotta mediterranea della cocaina proveniente dal Sudamerica, diretta e/o in transito in Italia, con destinazione i porti balcanici, per la successiva distribuzione in Europa centrale e la rotta del Sud degli oppiacei, dai luoghi di produzione asiatica, che attraversa l’Africa sud-orientale e raggiunge i Paesi europei, principalmente per via aerea.

LA VENDITA DI CANNABIS

Con riferimento alla cannabis, anche se si evidenzia una diminuzione dei quantitativi sequestrati rispetto al 2021, il dato complessivo del 2022 conferma come continui a essere la sostanza stupefacente più sequestrata nel nostro Paese, rappresentando, da sola, circa il 60% (47 tonnellate) di tutta la droga individuata (75 tonnellate) dalle Forze di Polizia, a dimostrazione di un livello costantemente elevato della domanda.

Continua la produzione outdoor italiana, soprattutto nelle regioni meridionali, quali Calabria, Sicilia e Sardegna.

Una piantagione di cannabis scoperta dalle Fiamme Gialle

Nel totale dei quantitativi di cannabis sequestrati è ricompresa anche la quota di infiorescenze e prodotti a basso tenore di THC (pari a circa il 20%). Si osserva, inoltre, una prevalenza dei sequestri di cannabis operati sul territorio, rispetto a quelli effettuati alla frontiera marittima.

Il dato dei sequestri relativo alle droghe sintetiche è sostanzialmente allineato a quello degli anni passati, arrivando a 102,95 kg rispetto ad una media decennale di 92,64 chili  (non tiene conto però dello straordinario sequestro di 14 tonnellate di amfetamine, effettuato nel 2020, nel porto di Salerno, in un’unica occasione, che le Forze dell’Ordine ritengono “difficilmente ripetibile”).

Resta alto, nel 2022, il dato relativo ai sequestri di GBL e GHB, due potenti sedativi dissociativi consumati in ambito ricreazionale, in contesti chemical sex, ma di possibile utilizzo anche come Drugs Facilitating Sexual Assault (DFSA), oggetto di crescente attenzione da parte delle Forze di Polizia.

In particolare, per il GBL, le quantità rinvenute sono raddoppiate rispetto alla media decennale, ma inferiori rispetto al biennio 2020 – 2021, nel quale vi è stata una crescita esponenziale, per gli esiti di un’importante operazione di polizia, conclusasi nel 2022, che ha colpito una vasta attività di spaccio realizzata attraverso siti di vendita “on line”.

IL MERCATO DELLE DROGHE SINTETICHE

Il mercato delle droghe sintetiche si sviluppa, frequentemente, sui siti che operano soprattutto nel dark web, ovvero attraverso una “rotta” globalizzata, criptata e, quindi, anonimizzata, il cui contrasto richiede, sempre più spesso, che le polizie nazionali e di tutto il mondo siano in possesso di uno specifico know-how tecnico.

Lo spice è una nuova droga sintetica usata dai giovani

Per lo spaccio, oltre al Web, si ricorre sempre di più ai social network, i cui applicativi di messaggistica istantanea permettono comunicazioni anonime, in forma “face to face”, criptate e ad eliminazione automatica.

Speculare a quello delle droghe sintetiche è il fenomeno delle cosiddette Nuove Sostanze Psicoattive, ottenute con la manipolazione delle strutture chimiche di base di psicotropi già sottoposti a vigilanza, per eludere i controlli.

Si tratta di una minaccia crescente, in quanto fonte di profitti per la criminalità transnazionale e, soprattutto, per gli effetti nocivi e non del tutto noti sulla salute.

Un dato significativo del 2022 è rappresentato dalle 70 nuove sostanze psicoattive individuate dalle Forze di Polizia, di cui 29 mai identificate prima in Italia e che sono state oggetto di segnalazione all’Osservatorio Europeo sulle droghe e sulla tossicodipendenza (EMCDDA) ed al Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP).

MORTI PER OVERDOSE

Nel 2022, si registrano 298 decessi per overdose, dato sostanzialmente sovrapponibile a quello del 2021 e in linea con il trend in decremento, che, a partire dal 2020, caratterizza tale fenomeno.

Spaccio di droga

IL COMPORTAMENTO CRIMINALE

Prosegue, anche nel 2022, il calo del numero degli stranieri coinvolti nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti (-2,38%), mentre aumentano quelli denunciati (+5,72% rispetto al 2021), per la partecipazione ad organizzazioni criminali strutturate che gestiscono il narcotraffico.

Le risultanze investigative del 2022 hanno evidenziato come il narcotraffico continui a rappresentare uno dei principali settori di interesse e fonte di enorme profitto, per le organizzazioni criminali che operano su un mercato mondiale, articolato e complesso, nel quale si esprime una domanda sempre crescente.

Esce rafforzato il ruolo egemone della ‘ndrangheta calabrese, l’organizzazione mafiosa italiana più insidiosa e pervasiva, tra le più potenti e pericolose al mondo e la più influente nel traffico di cocaina proveniente dal Sud America.

Si conferma anche il ruolo centrale rivestito dalle organizzazioni albanesi, presenti sul territorio italiano, ormai attive e pienamente affermate nello scenario nazionale del narcotraffico, con canali diretti con i cartelli delle regioni di produzione e, sempre più spesso, in affari, in qualità di attendibili intermediari e gestori della logistica, con la mafia calabrese, campana e siciliana.

Proprio per un’efficace lotta al narcotraffico, reato transnazionale per definizione, è sempre più necessaria la cooperazione internazionale tra le diverse polizie ed agenzie investigative, per sviluppare efficaci e congiunte azioni di contrasto, attraverso lo scambio info-operativo, le operazioni speciali e la formazione specifica.

IL CONTRASTO AL NARCOTRAFFICO

In quest’ottica, nel 2022, la DCSA ha avviato un’iniziativa per accrescere ulteriormente la già ottima collaborazione con l’Ufficio della Drug Enforcement Administration (DEA), presso l’Ambasciata americana a Roma, mediante l’allestimento di una postazione logistica di lavoro DEA, direttamente presso la sede della Direzione, con l’obiettivo di creare una più stretta sinergia nello scambio informativo e nell’attività operativa congiunta, facilitando, al contempo, la continuità dei rapporti istituzionali.

Gli esperti per la Sicurezza, ubicati presso le sedi diplomatiche dei Paesi maggiormente interessati dalle principali rotte del narcotraffico, rappresentano lo strumento principale attraverso cui la DCSA mira a rafforzare la collaborazione di polizia sul piano internazionale.

Ad essi, è affidato il compito di raccogliere informazioni all’estero, utili all’avvio di indagini o, in fase di svolgimento delle stesse, di tracciare i carichi di sostanze stupefacenti mediante l’applicazione di metodologie investigative speciali, tese all’individuazione del destinatario finale dello stupefacente e, quindi, delle organizzazioni criminali che ne curano l’importazione, il trasporto e lo smistamento.

Nell’anno 2022, quali ulteriori azioni strategiche nel contrasto dei traffici illeciti di droga, sono stati aperti due nuovi uffici di esperto per la Sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Nairobi (Kenya) e presso quella di Pretoria (Sudafrica).

Nel 2022, sono stati firmati due accordi tecnici, cosiddetti Memorandum Operativi Antidroga (MOA), incentrati sullo scambio di informazioni di polizia e sulla promozione di iniziative investigative congiunte contro il traffico di droga e dei relativi precursori, con la Macedonia del Nord e la Croazia.

Sono stati avviati, inoltre, negoziati, volti alla stipula di tali accordi e intese, con Ecuador, Gambia, Honduras, Malta, Paraguay, Polonia, Senegal.

Sono proseguite, altresì, le attività connesse ai progetti ICARUS ed HERMES della DCSA, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nell’ambito di ICARUS, nel dettaglio, sono state sviluppate, d’intesa con Interpol a Lione, le attività dell’iniziativa Southern Route, finalizzata a rafforzare la cooperazione di polizia con i Paesi di quell’area (Kenya, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Somalia, Sud Africa, Tanzania ed Uganda) attraverso i cui territori giunge, in Italia ed in Europa, l’eroina proveniente dall’Afghanistan.

Sempre in ambito ICARUS, è entrato nel vivo il programma di prevenzione sui rischi derivanti dall’uso delle droghe, HUGS NOT DRUGS (“Abbracci non droga”), a favore degli studenti con webinar e open days in 243 scuole secondarie, con la partecipazione di circa 13.200 ragazzi e 26.400 genitori.

Con lo sviluppo operativo del progetto HERMES, dedicato a contrastare la minaccia rappresentata dalla diffusione delle droghe sintetiche e delle NPS, sono stati effettuati controlli specifici – dalla Guardia di Finanza, dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri, supportati da dispositivi portatili con tecnologia “raman“, acquistati nell’ambito del progetto, in grado di svolgere un’individuazione ed un’analisi immediata delle sostanze stupefacenti con un grado di attendibilità estremamente elevato.

Le attività ispettive hanno portato al sequestro di oltre 700 plichi contenenti quantitativi di droghe e in 13 casi, alla segnalazione della sostanza sequestrata al Sistema Nazionale di Allerta Precoce, 2 dei quali con la prima identificazione del relativo principio attivo sul territorio nazionale.

La relazione contiene anche un approfondito documento di analisi, elaborato sulla base dei dati relativi ai sequestri effettuati a livello internazionale, sulle rotte maggiormente utilizzate per i traffici di cocaina dal Sud America verso i porti italiani ed europei,  nonché sulle metodologie alle quali più frequentemente fanno ricorso le organizzazioni criminali per occultare la droga, trasportata via mare tramite container.

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