SARAJEVO (BOSNIA ERZEGOVINA). La Commissione elettorale centrale della Bosnia-Erzegovina ha inflitto, ieri, sanzioni pecuniarie a diversi partiti politici, coalizioni e candidati per aver violato le disposizioni della Legge elettorale del Paese.

La maggior parte delle sanzioni riguarda lo svolgimento anticipato della campagna elettorale, sebbene in alcuni casi siano state accertate anche altre violazioni delle norme elettorali.
Secondo le decisioni della Commissione, ai soggetti politici sono state inflitte sanzioni per un importo complessivo di oltre 80 mila euro, mentre le sanzioni individuali a carico dei candidati hanno raggiunto un totale di oltre 26 mila euro.
L’importo più elevato è stato comminato all’Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti (SNSD).
Il partito ha ricevuto una multa complessiva di oltre 47 mila euro, mentre i suoi candidati sono stati sanzionati individualmente per un totale di oltre 10 mila euro.

Una delle sanzioni individuali più ingenti è stata inflitta a Sanja Vulić, multata per circa 4 mila euro.
In questo caso, la Commissione ha riscontrato una violazione delle norme elettorali relativa alla campagna anticipata e alla diffusione di informazioni inesatte che, secondo le motivazioni della decisione, hanno compromesso l’integrità del processo elettorale.
Sempre ilSNSD è stato ulteriormente multato per 4 mila euro a causa dell’intervento di Nikola Špirić, ovvero per contenuti che la Commissione ha ritenuto veicolassero informazioni errate, mettendo in dubbio l’integrità del processo elettorale.
Una sanzione specifica di poco più di 5 mila euro inflitta, sempre all’SNSD, per l’utilizzo di minori nella campagna elettorale.
Tra i soggetti politici sanzionati figura la coalizione “Draško Stanivuković – Movimento Srpska Sicura” (Pokret Sigurna Srpska) multata per un totale di oltre 13 mila euro a causa di diversi episodi di campagna elettorale anticipata. I candidati di questa coalizione hanno ricevuto sanzioni aggiuntive per un totale di oltre 6 mila euro.
Il Partito Socialdemocratico della Bosnia-Erzegovina (SDP) è stato multato per oltre 8.600 euro, sempre per la campagna anticipata, mentre le sanzioni a carico dei suoi candidati sono ammontate a circa 1800 euro.
È stato sanzionato anche il Partito “Srpska Unita” (Ujedinjena Srpska) multato per 3.800 euro per campagna anticipata, con sanzioni complessive ai propri candidati pari a poco più di 3 mila euro.
Il Partito “Repubblicani della BiH” è stato sanzionato con una multa di circa 3 mila euro e il suo candidato con un’ulteriore ammenda dello stesso importo, sempre a causa della campagna elettorale anticipata.
Una multa ancora di 3 mila euro è stata inflitta anche al Partito d’Azione Democratica (SDA) per aver condotto una campagna elettorale anticipata.
Il Partito “Croatian Top Five” è stato multato per 1.500 euro, mentre ai suoi candidati è stata comminata un’ulteriore sanzione di circa mille euro; anche in questo caso, la motivazione è stata lo svolgimento anticipato della campagna elettorale.
Il Partito per la Bosnia-Erzegovina (SBiH) ha ricevuto una multa di circa 1.800 euro.
Anchela coalizione NES-PDA-Naprijed è stata sanzionata con lo stesso importo.
Queste decisioni sono state adottate nell’ambito delle procedure avviate dalla Commissione per violazioni delle disposizioni della Legge elettorale del Paese balcanico.
Sul proprio sito Internet, la Commissione gestisce categorie specifiche di reclami e procedure relative, tra l’altro, alla campagna elettorale anticipata, alla diffusione di disinformazione, allo sfruttamento di minori, all’uso di linguaggio e discorsi d’odio, all’abuso di risorse pubbliche e ad altre possibili violazioni delle norme elettorali.
La sanzione per la campagna elettorale anticipata assume particolare rilevanza in vista delle elezioni generali del prossimo 4 ottobre.
La stessa Commissione aveva già pubblicato in precedenza una panoramica della propria prassi e di quella della Corte della Bosnia-Erzegovina in merito ai casi di campagna elettorale anticipata.
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