Brexit, è guerra diplomatica Gran Bretagna e Spagna per il futuro di Gibilterra

Londra. Per la Gran Bretagna la rocca di Gibilterra sarà una sorta di ultimo bastione da difendere in caso di cambiamenti che potrebbero sorgere con la Spagna durante o dopo l’uscita del Paese dall’Unione europea.

La rocca di Gibilterra.

E’ il ministro della Difesa di Sua Maestà, a fare la voce grossa con la Ue. “Proteggeremo Gibilterra – ha detto in un’intervista alla BBC – fino alle ultime conseguenze perchè non si può cambiare la sovranità, senza il consenso della gente. Non vogliamo vivere sotto il Governo spagnolo”.

Il ministro della Difesa britannico, Michel Fallon.

La lotta politica e forse militare è per un piccolo territorio che misura 7 chilometri quadrati e con una popolazione di 33 mila abitanti. Fu ceduto al Regno Unito nel 1713 dopo il Trattato di Utrecht, conseguenza della Guerra di successione spagnola.

E’ stato, varie volte, oggetto di discussioni ed incidenti tra entrambi i Paesi. Francisco Franco, nel 1969 chiuse la frontiera. Il libero passaggio tra entrambi i lati avvenne nel 1985, dieci anni dopo la sua morte.

La premier britannica, Theresa May, in un comunicato, ha detto che Londra non cederà mai la sovranità su Gibilterra senza un accordo con la popolazione di questo territorio che si trova a Sud della Spagna.

Nel corso di una telefonata tra la May ed il capo del Governo di Gibilterra, Fabian Picardo, la May ha affermato che non chiuderà mai un accordo che lasci i cittadini di Gibilterra sotto un’altra sovranità, senza che sia stata espressa, democraticamente e liberamente, la loro opinione.

Il capo del Governo di Gibilterra, Picardo

Comunque la premier britannica ha assicurato che continuerà a lavorare, totalmente, per ottenere il migliore risultato possibile sulla Brexit e continuerà ad includere la questione di Gibilterra nel processo di negoziati post Brexit.

In tutta la questione c’è lo zampino (vendetta?) dell’Unione europea che ha stabilito dentro le direttrici del negoziato per la Brexit anche il ruolo della Spagna. Il Governo di Madrid dovrà dare il suo beneplacito a qualsiasi intesa tra la Comunità europea ed il Regno Unito che si debba applicare a Madrid.

Picardo, in una nota, ha definito il testo della Ue “discriminatorio ed inutile”. Si tratta, per il capo del Governo di Gibilterra, di un intento “vergognoso da parte della Spagna di manipolare il Consiglio europeo per i suoi propri interessi”.

“Gibilterra non è in vendita”, ha scritto sul Sunday Telegraph il ministro degli Esteri di Londra, Boris Johnson.

Ma in casa del Partito conservatore britannico non tutti la pensano in maniera univoca.

Il vecchio leader, Michael Howard ha dichiarato a Sky News che la premier Theresa May “è disposta a dichiarare la guerra per la sovranità di Gibilterra”.

L’ex responsabile del Partito conservatore, Howard.

Howard è convinto che accadrà come il 2 aprile 1982 quando la premier Margaret Thatcher dichiarò guerra all’Argentina per le isole Malvinas/Falkand, dove il Paese sud americano vantava una vecchia sovranità. Risultato finale 255 moti per i britannici (777 feriti e 59 prigionieri). Andò peggio agli argentini che riportarono 649 morti, 1068 feriti e 113123 argentini.

Soldati argentini nella guerra per Malvinas/Falkland.

Per Howard la May difenderà Gibilterra con la forza.

Più placati i commenti da Madrid. Il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis, ha dichiarato che il suo Paese non ha nessuna intenzione di chiudere la frontiera con Gibilterra dopo che il Regno Unito uscirà dalla Ue.

Per Dastis non cambierà nulla. Ogni giorno circa 10 mila persone entrano a Gibilterra per lavorare.

Nell’ottobre 2016, Madrid aveva proposto alla Gran Brtetagna di compartire la sovranità su Gibilterra perchè il territorio potesse restare nell’Unione europea dopo la Brexit. La stessa offerta era stata fatta nel 2002 con un referendum a Gibilterra. Ma la gente disse no.

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